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Vent’anni di emozioni: Space Jam

PREMESSA

Space Jam (53)

Il mio primo approccio col basket l’ho avuto con questo film, sono un classe ’94 e la prima volta che ricordo di averlo visto è stata attorno al 2000/2001, quando ancora pensavo di diventare un calciatore, e fin da subito è stata magia.

Chiunque parla con un neofita della palla a spicchi cita questo film, quasi chiunque conosce Michael Jordan ed ha circa 20/25 anni lo avrà visto qua per la prima volta e qualunque bambino guardi questa pellicola si innamora della vivacità dei Looney Tunes in un ambiente così “diverso” da quello consono a loro.

Dunque, approfittando del fatto che il 10 Novembre di questo 2016 sono passati esattamente 20 anni dall’uscita di Space Jam e che la Air Jordan in questo ultimo periodo ci sta facendo sognare con un (Forse? Possibile? Attesissimo? Incredibile? Bufala?) sequel, con questa recensione ho voluto rendere omaggio ad un film che ha fatto tantissimo per questo sport facendolo arrivare nelle case di chi anche non ne aveva mai visto o sentito nulla.

SCHEDA FILM

article-spacejamweb-0221Regista: Joe Pytka
Titolo: Space Jam
Interpreti Principali: Michael Jordan, Wayne Knight, Theresa Randle, Bill Murray
Casa di Produzione: Warner Bros. Family Entertainment
Paese di Produzione: Stati Uniti d’America
Anno di Uscita: 1996
Durata: 88 minuti

THREE QUOTES

Michael: Se diventerò abbastanza bravo potrò andare al college?
Padre: Certo. Se diventi bravo potrai fare qualsiasi cosa vorrai, Michael.
Michael: Voglio giocare per la North Carolina.
Padre: Ecco, hai detto una cosa saggia. Quella è un’ottima università. Un’istruzione di alto livello.
Michael: Voglio giocare per una squadra che vincerà il titolo. E poi voglio giocare per l’NBA.
Padre: Se continui così ci arrivi. Adesso però frena, meglio dormirci sopra.
Michael: E dopo aver fatto tutto questo voglio giocare a baseball come te, papà.
Padre: A baseball? Ecco, quello sì che è uno sport. E dopo aver provato anche quello che cos’altro vuoi fare? Volare?”

[Michael Jordan a 10 anni con il padre]

“Dai, Michael, la partita ci aspetta! Infilati la tua Hanes, allacciati le Nike, prendi i tuoi cereali ed un Gatorade! I Big Mac li compriamo lungo il tragitto!”
[Stan a Michael]

“Prometto, non dirò più parolacce… ho chiuso con i falli tecnici… e non parlerò male di nessuno…Non uscirò più con Madonna, ho chiuso.“
[Charles Barkley pregando per riavere il talento]

IL REGISTA

Joe Pytka è un regista statunitense nato a Pittsburgh nel 1938.

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Completati gli studi presso la Carniege Melton University, inizia le attività legate al mondo cinematografico alla WRS Motion Pictures in Pennsylvania per poi trasferirsi a New York dove continua il suo lavoro.

Successivamente torna nella città dove è cresciuto in modo da produrre lavori per la WQED e la PBS.

Attivo anche come regista di video musicali e pubblicità (tra cui “I am Tiger Woods”, spot per il Superbowl, Pepsi, Nike o Apple, video di Madonna…), fonda la Rift Fournier dove produce diversi documentari, cortometraggi e spot pubblicitari.

Il suo lavoro “View of the sky” viene scelto come film del governo americano all’EXPO di Montreal del 1987.

Successivamente ad aver diretto una serie tv, nel 1989, dirige “Felice e Vincente”, il suo primo lungometraggio, per poi arrivare al 1996 dove è regista di Space Jam, considerato il suo più grande lavoro.

Negli ultimi anni lo si può trovare alla regia del cortometraggio “Eye”, diretto nel 2013.

IL FILM

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Nell’immaginario mondo animato della Warner Bros., abitato da tutti i personaggi noti e non della suddetta casa, avviene l’invasione da parte di un gruppo di alieni capitanati dal cattivo Mr. Swackhammer.

Questo gruppo proviene da un pianeta molto lontano rispetto alla terra ed il capitano è un proprietario di un Luna Park prossimo all’abbattimento in cerca di nuove attrazioni che pensa di aver trovato nei Looney Tunes.

Da subito gli alieni cercano di costringere Bugs Bunny e soci a lavorare nel parco ma, una volta scoperte le loro intenzioni, la banda della Warner sfida i non graditi ospiti ad una partita di pallacanestro, convinti di una vittoria facile vista la corporatura dei mostri appena giunti.

I cattivi, allora, scoprono dell’esistenza dell’NBA e la loro prima mossa è quella di rubare il talento a cinque giocatori per poterne acquisire le caratteristiche fisiche e le abilità nel gioco; detto fatto gli alieni non sono più piccoli e indifesi ma si sono trasformati in bestioni giganti, cattivi e abili con la palla a spicchi.

Sembra tutto finito per i Looney Tunes fino a che non viene in mente l’idea di provare ad arruolare nella propria squadra la stella più luminosa e potente che possa calpestare un parquet: Michael Jordan.

VALUTAZIONE

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Dare una valutazione oggettiva a questo film è un qualcosa di praticamente impossibile per chi, come me, è cresciuto con tutte le varie scene ed i dialoghi ancora indelebili in testa.

Senz’altro, è un film adatto alla famiglia, dove l’allegria del coniglio Bugs Bunny e dei suoi amici la fanno da padrone, i bambini ne sono attratti e le gesta del grande Michael fanno fatica a non rimanere impresse nella mente di persone così piccole.

Il film in sé scorre molto velocemente, leggero, divertente, il cambio tra mondo reale e mondo cartoonizzato è stato trattato in ottima maniera senza stacchi violenti o poco capibili.

Si tratta di una pellicola che sa emozionare ancora adesso ma che portata fuori dal proprio contesto storico (come può essere un ragazzino di 10/12 anni che la guarda ora per la prima volta) potrebbe perdere un po’ di quella magia che noi ventenni/trentenni ma anche quarantenni e più ci portiamo dentro fin dalla prima visione.

Semplicemente è uno di quei lavori che ha fatto crescere un’intera generazione: chiunque di noi si è allungato insieme a Michael in modo da aiutare la Toon Squad a battere i Monstars. Questi sono sentimenti che ti porti dentro anche dopo due decenni, è questa la cosa più strabiliante di questo film: a distanza di parecchi anni chiunque di noi si emoziona ancora al solo sentirne parlare.

VOTO: 10/10

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Roberto Di Pasquale

Roberto Di Pasquale

Fiero minors di 22 anni, son nato in un paesino sul Lago Maggiore in provincia di Varese. A 6 anni mio padre mi ha iscritto ad una scuola calcio ma dopo neanche un anno, tramite compagni di scuola, scopro la palla a spicchi: amore a prima vista. Innamorandomi di LeBron e imitando The Big Ticket in ogni palestra sono arrivato sino ad oggi. Non ho una squadra NBA preferita e son tifoso dell'Olimpia Milano, per il resto sono un perito elettronico con una grande passione per la tecnologia.

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