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Utah Jazz: una bella sorpresa

C’è stato un tempo in questa memorabile Free Agency ante Kawhi Leonard, si perchè ora stiamo vivendo il Post Kawhi Leonard. Il vincitore dell’anello e trascinatore dei Toronto Raptors ha infatti deciso le sorti della Free Agency, influenzando non poco la più clamorosa estate NBA che memoria ricordi. Leonard come Thanos, una decisione, un guanto chiuso e tutto cambia. Chi se lo sarebbe mai aspettato Paul George ai Clippers? Westbrook agli Houston Rockets? Tutto frutto della decisione di un singolo individuo, un’entità così potente che, complice contratti in scadenza e situazioni che sembrano disegnate ad arte da un fine sceneggiatore, è riuscito da solo a cambiare faccia alla lega che tutti noi conoscevamo. Quindi, oltre a scaricare ogni giorno, quasi ogni ora, il roster super aggiornato di NBA 2K (non ringrazierò mai abbastanza i fanatici americani) abbiamo guardato il mercato dei Free Agents, non perdendoci neanche un colpo. Ma siamo sicuri che abbiamo guardato davvero attentamente? Perchè c’è un team che non viene citato mai, nemmeno tra gli underdogs: i Jazz. C’è da dire che il l’occhio di bue non era proprio puntato su di loro, che in città non ci sono le stelle del cinema di Los Angeles o i supereroi (fuori dal campo, eh…) di New York. Non hanno neanche le spiagge d Miami nè i titoli dei Boston Celtics. Ma sono tosti.

utah-jazz-042419-ftr-gettyjpg_1kc3vxh6ir09x18rsk9wgoom84Primo problema dello scorso anno? Mancanza di scelte offensive credibili quando conta (vedi i Playoffs persi 4-1 contro Houston), oltre a Mitchell.
Contro risposta dei Jazz: presi Mike Conley e Bojan Bogdanovic. Conley viene da una vita ai Memphis Grizzlies, ci ha abituato a sfide epiche, conducendo con il partner Marc Gasol (che a tempo perso ha vinto un anello NBA con i Raptors) battaglie memorabili durante i Playoffs (I Clippers di qualche anno fa se li ricordano bene). Conley è lì per togliere la palla dalle mani di Mitchell durante una buona fetta di partita, permettendo al giovane #45 di decollare quando serve davvero, senza tenere il motore al massimo per 48 minuti filati. La scorsa stagione Conley ha chiuso con un più che dignitoso 21.1 punti di media, seppur nei disastrati Grizzlies dello scorso anno. E’ un veterano e servirà da guida per Mitchell e per il neo acquisto Mudiay, arrivato anche lui a dare freschezza e punti dalla panchina.

La scelta di Bogdanovic? Bojan Bogdanovic, lo scorso anno ad Indiana, è stato il partner perfetto per Oladipo, aiutando i Pacers a raggiungere i Playoffs, contro ogni pronostico di inizio stagione. Ha chiuso con 18 punti di media ed un solidissimo 42.5% da tre punti. Pick and Roll Mitchell-Gobert, cavalcatissimo lo scorso anno. Sarà veramente dura per le difese aiutare nel Pick and Roll e non perdersi Conley Bogdanovic dall’arco. Beh, si può sempre battezzare il 4, l’ala grande. Peccato che nel caso di Utah 2020 quando conta giocherà da ala forte Joe Ingles, un tipo un pochino pericoloso oltre l’arco.

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Secondo problema dello scorso anno? I punti e la solidità della panchina.
Contro mossa dei Jazz: arrivati il già citato Emmanuel Mudiay, Jeff Green, Ed Davis. Gli ultimi due servono a dare solidità: perso Favors, solido lungo da tempo ai Jazz, Ed Davis serve a dare consistenza al reparto, aiutando Gobert (ricordo che, citando il francese, stiamo parlando del miglior difensore NBA) in difesa. Jeff Green serve per i punti disperati: difeso da Wade durante la Free Agency, che non si capacitava come Green non riuscisse a recuperare un buon contratto, Green porterà punti e pericolosità oltre l’arco (35% lo scorso anno), oltre che al fisico esplosivo. Potenzialmente in grado di difendere su 3 posizioni, è una scelta eccellente  per la panchina dei Jazz.

Dove vedo Utah il prossimo anno? Quasi certamente nelle prime 4 squadre, in quanto non ha rivoluzionato il roster, ma scambiato giocatori in là con gli anni e poco adatti al gioco di Utah, per pedine utili alla causa. Non hanno provato a prendere il top player che rivoluziona il sistema: scelta dei Nets con Irving per esempio. Hanno preso una duttile e solidissima star come Conley.

Hanno un sistema rodato, fondato su pochi, ma importanti fondamentali: difesa, pick and roll, tiro da tre. Infatti gli acquisti fatti rispecchiano l’idea di base, l’archetipo dei Jazz.

Ci sarà spazio per Utah in questa NBA PK, cioè post Kawhi? Scommessa bella per coloro che amano tifare le sorprese, gli innovativi. Scommessa bellissima per i romantici.

Sempre che Kawhi/Thanos non decida di stravolgere ancora tutto.

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Claudio Melini

Claudio Melini

26 anni, con un passato nel calcio, ho iniziato a seguire il basket grazie alle partite natalizie dell’NBA, mi sono innamorato dei Clippers (durante un derby perso malissimo con i Lakers). Sono uno studente universitario e mi piace scrivere, sperando un giorno di vincere un anello NBA con la squadra più forte di Los Angeles (al momento).

 

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