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Una Strenua Difesa. Betting NBA Finals dopo Gara 3

Una strenua difesa, quella messa in campo nelle ultime due gara dai Cavs, capaci di smussare quasi totalmente S.Curry per 7 quarti di gioco su 8 ed azzerare senza appello per l’intera Gara 3 il resto dei Warriors.

Una D-Fence che se non ci fosse stato il supplementare di Gara 1, avrebbe portato a referto 3 under su 3, nonostante il comportamento dei book abbia assecondato la bassa percentuale realizzativa abbassando progressivamente la soglia dell’U/O.

Se per Gara 1 infatti la linea era intorno ai 203 punti, per Gara 2 (finita under nonostante l’Over Time, combinazione in stagione verificatasi in soli 18 casi su 85) la previsione di punti è stata diminuita fino a 198,5 e per Gara 3 hanno tolto ancora 4 punti.

Quelle che vi ho riportato sono le linee di apertura dei book, quindi è possibile che a seconda di quando abbiate consultato il vostro allibratore potreste aver trovato una soglia di U/O differente.

C’è da dire che molto più che quelle sull’handicap o sul match, le scommesse sul totale dei punti sono quelle che studiando i flussi di gioco e il proporzionale spostamento delle quote si sono stravolte maggiormente.

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La punta per queste NBA Finals si è sempre schierata pro-under, facendo scendere a 201 la linea della prima partita, a 195 quella della seconda e 192,5 quella di Gara 3.

Stanotte per Gara 4 i book sono usciti con un precauzionale 193,5 spostato per ora solo di mezzo punto verso il basso, forse perché l’ultima immagine che abbiamo della sfida è stata il 4° quarto da 60 punti con cui si è chiuso il primo match disputato a Cleveland.

In altri casi vi avrei detto che dopo 3 gare delle quali 2,85 sono finite under, l’over sarebbe stato dietro l’angolo. In realtà confido nelle energie residue dei Cavs per questa massima prova di contenimento dell’attacco Warriors e nella loro capacità di tenere il ritmo più basso possibile e di concedere ancora meno spazio ai compagni dell’alieno, Curry, che se gioca con la stessa ispirazione con la quale ha chiuso Gara 3 si può fermare solo assoldando un cecchino che sappia star dietro alle finte e controfinte dell’ MVP.

Strategicamente invece, credo che se i Warriors riusciranno a portare a casa una W on the road, allora la sfida potrebbe assumere una fisionomia un po’ diversa sopratutto dal punto di vista psicologico, liberando dalla pressione i giocatori di Kerr e migliorandone le prestazioni. Se così sarà, per la gara successiva potrebbe essere interessante puntare proprio sull’over, ma ribadisco, finché restano energie a Cleveland il loro piano partita è molto chiaro e porta quasi necessariamente ad un punteggio molto basso.

È chiaro e palese che il vero problema di Golden State sia in parte proposto tecnicamente dai Cavs, in parte figlio di un ruolo da favorita per l’anello e una posizione di vantaggio tecnico legato alle assenza di 2 delle 3 stelle avversarie ai quali le spalle dei Warriors non erano ancora preparate. Curry, giocatore sublime e incantevole, non ha la stessa capacità di spinta emotiva di LeBron. Quei modi di fare un po’ sbruffoni che di solito portano fuori di loro gli Haters di James, sono anche quelli che pompano la fiducia e la garra dei compagni, tramutando giocatori altrimenti “normali” come DelleVedova, Thompson, Mozgov e via dicendo a performance improbabili e imprevedibili.

Curry nel finale di gara 3 ha letteralmente fatto i bambini coi baffi, ma gli altri giocatori se fosse stato per loro si sarebbero smaterializzati, incredibili le esitazioni di Green, di Igoudala, dello stesso Thompson, insomma solo David Lee è riuscito a fare il suo, mentre gli altri erano protagonisti di una piece della quale avrebbero preferito essere spettatori.

Nonostante ciò quella dei book è a loro modo una strenua difesa anche della favorita di partenza: chi dopo aver visto le prime due, sostanzialmente pari, partite, avrebbe sottoscritto una quota che vedeva i Cavs sfavoriti in casa? Chi avrebbe approvato una quota a vincere l’anello di 2,9 per Cleveland alla luce del fatto che prima di Gara1, con il fattore campo contro, c’era 3,25 ?.

Ovvio centra l’assenza di Irving, ma mi pare che sia evidente che tutto quello che ha tolto il play infortunato sia stato rimpiazzato forse con gli interessi dall’australiano e dallo stesso James, sempre con la postilla non da poco che il livello delle energie deve restare sempre alto.

Ma se non mettiamo in dubbio la capacità di preparazione fisica e atletica dello staff di un team al top della lega più fisica e atletica al mondo, forse ci conviene attendere che il canovaccio degli incontri cambi e altrimenti continuare a sostenere per quanto possibile i Cavs.

Per stanotte i book si sono schierati ulteriormente pro Warriors. L’handicap è fissato a 2,5 punti, quindi le quote sul vincente gara vedono i Cavs a 2,3 ed i Warriors a 1,68.

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Come vi ho scritto settimana scorsa, io ho affidato la mia ultima bet della stagione alle forti mani di LeBron e non ha senso per me ribadire il concetto giocando i Cleveland oggi, ma se non avessi nessun biglietto in mano mi butterei come un kamikaze su questo 2,3 che mi pare davvero fuori contesto.

Non oso immaginare quanti soldi abbiano raccolto i bookies in tutto il mondo su Golden State. Solo introducendo questo dato possiamo spiegarci come mai ci sia così tanta fiducia nelle capacità di reazione di una squadra brillantissima che però nei Playoff stav già mostrando anche prima della finale un po’ più di fatica rispetto ad una regular season dominata in lungo e in largo; una squadra senza esperienza e apparsa in grandissima difficoltà nell’ultima prova.

Forse io assegno un po’ troppo valore a quanto visto in Ohio, ma per me i Warriors devono fare davvero un grande lavoro di autoconvincimento per riuscire ad imporsi in trasferta questa notte, quando tutti si aspettano un loro pronto riscatto. Potrebbe essere per assurdo più semplice sbloccarsi in gara 5, sull’eventuale 1-3, quando la pressione dovrebbe diminuire e l’immaginario popolare vederli quasi sicuramente sconfitti.

Non prendetemi per un nuovo Nostradamus, non voglio apparire dotato di sfera di cristallo, ma come avete capito affido molto in fase di perizia al Momentum psicologico delle squadre, partendo dal presupposto che ogni singolo atleta in queste situazioni è chiamato ad offrire il massimo della sua prestazione e per ottenere questo servono capacità tecniche, integrità fisica ( e queste sono il presupposto non tanto per vincere quanto per giocare in questa lega ) ma soprattutto fiducia e forze mentale, elementi che vanno e vengono e che spesso sono più difficili da recuperare in confronto ad infortuni o crisi tecniche.

E comunque quello che io contesto, e qui è il punto della questione, non è che i Warriors non siano in grado di far girare l’inerzia della sfida, ma che questa ipotesi venga considerata favorita. Come vi ho spiegato, o almeno ho cercato di fare, quelle che conta nelle bet non è azzeccare chi vince, ma capire quanto valgono le sue possibilità!

Chiudo come al solito indicandovi le quote a vincere l’anello, ovviamente anche loro influenzate dalla grande fiducia delle quale gode il team della Baia, offerto a 1,85 a vincere il titolo, mentre i Cavs sono leggermente sopra la pari pagati a 2,05.

In questo caso, sempre valutando la convenienza della quota, mi sembra che non ci sia grosso vantaggio nel giocare Cleveland seppure in vantaggio e con il fattore campo ribaltato: prima delle Finals si giocava ben sopra 3; è tecnicamente scorretto prendere una bet ad una quota così ribassata, nonostante in mezzo ci siano state 3 gare. Qui si dovrebbe ragionare come per i live, per i quali, come regola base, c’è il dogma di non prendere mai quote inferiori a quelle di partenza, ma sempre e solo più alte o al limite pari. Quindi per assurdo se vi piaceva Golden State ma l’1,45 sullo 0-0 non vi sembrava troppo conveniente, ora potete prendere i Warriors quasi a quota raddoppiata, ed è una giocata che per me ci sta, seppure la quota sia ancora secondo i miei standard un po’ bassa.

Detto questo, beato chi di voi stanotte riuscirà a dormire… io di sicuro no.

Luca Fontana

Luca Fontana

Luca Fontana, 32 anni, di Milano, da circa 10 anni cerco di far accoppiare il mio grande amore per lo sport , NBA e Tennis in primis , e la mia cara passione per le scommesse sportive nella speranza di venire premiato dalla buonasorte e di sbancare i bookmaker. Dal 2008 lavoro nel settore del gioco d'azzardo in Italia. Tendenzialmente non dormo mai, guardo tutte le partite che riesco e di solito con il biglietto in mano.

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