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Triple Post Offense [Part 1]

“La ricerca del ‘sistema perfetto’ accomuna gli allenatori di tutto il mondo. Dai coaches delle squadre più blasonate fino a quelle amatoriali. Andrea Pontremoli con la sua rivisitazione della Triple-Post Offense di Coach Tex Winter ci presenta la propria esperienza e le proprie considerazioni su una filosofia di gioco applicabile a tutti i livelli e che include nella sua apparente complessità le regole basilari per un attacco corale ed efficace, anche senza avere in squadra Michael Jordan o Kobe Bryant.” (Lulu.com)

Serie di Opzioni

Questo sistema offensivo è formato da 4 patterns diversi o “series” che si sviluppano sul set-up iniziale.

Le serie di opzioni sono (per comodità useremo i nomi originali in inglese):

1. Sideline triangle series

2. Guard dribble series

3. Guard inside screen series

4. Solo cut series

Ogni serie è “chiamata” da una CHIAVE, che può essere un movimento, un passaggio o un palleggio. Parleremo quindi di movimento chiave, passaggio chiave o palleggio chiave. Non ci sono segnali, manuali o a voce, per chiamare un’opzione rispetto ad un’altra, ma le “chiavi” sopra descritte e la corretta lettura delle situazioni e del comportamento difensivo, faranno optare i giocatori, ad esempio, per una serie o l’altra, per un’opzione di passaggio piuttosto che per una di palleggio. Segni convenzionali verranno invece stabiliti tra staff-tecnico e guardie per indicare una preferenza rispetto ad un’altra degli allenatori, in un determinato momento della partita.

Diverse opzioni (12 in totale) si alternano all’interno delle “series” e vedremo come vengono richiamate di volta in volta, sviluppando un filo conduttore con dei movimenti e delle soluzioni che diventeranno le “caratteristiche” di questo attacco.

Come ogni sistema offensivo ci sono delle regole da seguire, ma la più importante di tutte è la SPAZIATURA (spacing in inglese). Una distanza di circa 4,5/5 metri va sempre tenuta e rispettata tra i giocatori, sia nello schieramento (set-up) iniziale, sia nello sviluppo del gioco, e in modo obbligatorio tra i 3 giocatori che formano il Triangolo laterale, tra le due guardie e tra la guardia e l’ala del lato debole. Questa distanza relativamente breve consente oltretutto dei passaggi veloci, precisi, ravvicinati tra i giocatori, favorendo la circolazione di palla – soprattutto contro le difese a zona – e rendendo più difficile l’intercetto del pallone da parte dei difensori.

Per aiutare la circolazione di palla e lo sviluppo di questo tipo di gioco dobbiamo seguire delle indicazioni dalle quali non possiamo prescindere. Il Triangolo laterale – come ogni sistema offensivo – ha lo scopo di creare buone opportunità di realizzazione. Per farlo va curata l’esecuzione nei minimi dettagli, partendo dai fondamentali individuali, per arrivare a sfruttarli all’interno del sistema, del gioco collettivo. Alcuni dettagli possono fare la differenza tra grandi giocatori e giocatori medi, tra squadre vincenti e squadre perdenti.
Vediamo le 7 regole per un buon attacco:

1. deve penetrare la difesa

· avere buone percentuali di tiro significa aver dato buoni tiri a tutti i giocatori

· cercare le penetrazioni e i giochi da 3 punti (canestro+fallo)

· leggere e “rompere” tutte le difese, da quelle press a quelle a zona

2. la pallacanestro è un gioco a tutto campo, da un estremo all’altro. Le abilità di palleggio, passaggio, corsa e coordinazione dei giocatori devono essere allenate e portate alla velocità di un contropiede. La velocità e l’intensità di un allenamento non possono essere inferiori a quelle che vogliamo avere in partita! La transizione parte dalla difesa e dalla mentalità della squadra: cercare sempre di correre, anche partendo da una rimessa da fondo campo!

3. creare le giuste spaziature (4,5-5 metri) tra i giocatori, liberare le zone pre-determinate con tagli corretti, impegnare la difesa sia sulla palla che lontana dalla palla

4. muovere palla e giocatori sempre con uno scopo preciso, all’interno del sistema. Abbiamo solo un pallone e 5 giocatori: questi l’80% del tempo dovranno muoversi senza palla!

5. avere sempre buona posizione a rimbalzo offensivo con più giocatori e contemporaneamente copertura contro il contropiede avversario

6. dare la possibilità di facili ed efficaci passaggi tra tutti i giocatori, la palla non deve stare ferma ma nemmeno venir intercettata facilmente!

7. deve utilizzare le abilità individuali dei giocatori, creando buoni tiri per i realizzatori, opportunità a rimbalzo per i rimbalzisti, corsie di penetrazione per i palleggiatori, ecc.

POSIZIONI FONDAMENTALI

Per capire correttamente quel che viene spiegato in questo studio sul Triangolo laterale, è fondamentale conoscere alcune teorie sulle quali il sistema stesso si basa.

Diagramma 001Nel disegno sono illustrate le posizioni fondamentali di partenza. La spaziatura di circa 5 metri tra i giocatori va sempre mantenuta. Questo favorisce i passaggi tra compagni di squadra, una rapida circolazione di palla e allarga la difesa.

Ogni giocatore può imparare senza difficoltà ad effettuare un passaggio di 5 metri in modo che questo sia preciso e veloce, e senza correre il rischio che venga intercettato. Al contrario i passaggi più lunghi, più lenti, sono più facili da intercettare e spesso diventano “telefonati” favorendo così la difesa.

Le guardie partono in parallelo, mantenendo la distanza indicata tra di loro e stazionando a circa 2 metri dalla linea di metà campo.

Le ali giocano al prolungamento del tiro libero, con la linea del tiro da tre punti come riferimento. Devono lasciare abbastanza spazio tra loro e la linea laterale in modo che un compagno possa passare all’esterno senza essere facilmente “spinto” fuori dal campo dalla difesa. Hanno spazio – guardando la linea di fondo – per lo smarcamento, in modo che dopo il movimento necessario tornino ad essere liberi per ricevere il passaggio guardia-ala nella posizione indicata, a una distanza non superiore ai 5 metri, e mentre vanno incontro al pallone.

L’ala stabilisce un angolo di 45 gradi tra se e il canestro, con la linea ideale che “congiunge” il giocatore e il canestro stesso che viene chiamata “Linea di schieramento” (Line of deployment). Giocando al prolungamento della linea di tiro libero lasciamo libera l’area vicina agli angoli, questa diventerà una “zona operativa” per passaggi, tagli, finte e penetrazioni. Muovendosi verso l’angolo la guardia troverà libera e “disponibile” questa zona. La guardia avrà anche un ottimo angolo di taglio a canestro, girando all’esterno dell’ala, cosa che non sarebbe possibile se l’ala stessa stazionasse più vicina alla linea di fondo o a quella di centrocampo.

Diagramma 002Nel passare la palla al centro, l’ala avrà, infine, l’angolo migliore per un passaggio facile, se il difensore del centro giocherà alle spalle del centro stesso, tra lui e il canestro. Se cercherà di anticipare su un lato (vedi disegno) l’ala dovrà servire il centro passando la palla sul suo lato libero. Fondamentale che il post impari a prendere una corretta posizione spalle a canestro, stando sulla “Linea di schieramento”, e offrendo un buon “bersaglio” per il passaggio dell’ala.

Con il proposito di realizzare al meglio quanto è stato spiegato fino ad ora, stabiliamo 7 principi per un buon passaggio, principi che saranno IMPERATIVI e IRRINUNCIABILI nella corretta esecuzione del sistema offensivo e del gioco della pallacanestro in generale:

1. la distanza tra il passatore e il suo difensore dovrà essere la più corta possibile. Per questo il passatore deve entrare in possesso di una confidenza tale nel proprio trattamento di palla da essere certo che il difensore non potrà mai portargliela via, finché sarà nelle sue mani! Minore è la distanza tra il difensore e il passatore e minore sarà il tempo a disposizione del difensore per reagire;

2. eliminare tutti i movimenti inutili nel ball-handling e nel passaggio. Non muoversi sui piedi mentre si passa, stare bassi e proteggere la palla, usare velocemente l’azione dei polsi e delle dita per un passaggio rapido e preciso, in sintesi: velocizzare al massimo l’azione (movimento) di passaggio;

3. vedere la linea di passaggio e il ricevitore, ma non guardarlo, a meno che l’azione di passaggio sia preceduta da una buona finta. Non è necessario effettuare passaggi no-look, ma c’è differenza tra vedere e guardare! Guardare e non utilizzare le finte porta a passaggi “telefonati” ed intercettabili;

4. usare le finte con un preciso intento. Don’t fake just to be faking, dicono gli allenatori americani, che possiamo tradurre così: non tanto per fare! Utilizzare le finte sempre con un proposito, altrimenti, muovendo troppo il pallone, non saremo in grado di decifrare le intenzioni esatte del difensore, e quel che vuole fare per portarci via la palla con le mani. Sarà anche difficile fare un passaggio preciso ad un compagno, perché l’eccessivo movimento ci farà perdere la nostra posizione corretta. Far muovere le braccia con una finta al nostro avversario e poi passare lontano da loro! NB: la zona intorno alla testa del difensore è la migliore dove far passare il pallone;

5. passare sul lato libero del nostro compagno. Questo è un principio spesso ignorato, e potrebbe essere il risultato della non eccessiva abilità del passatore a vedere oltre il proprio avversario diretto, ma anche la linea di passaggio migliore e il comportamento del difensore che marca il ricevitore. E’ una questione di LEGGERE il comportamento difensivo e fare…l’opposto! Anche il ricevitore ha le sue responsabilità: deve smarcarsi correttamente o prendere una posizione decisa (spalle a canestro) nel caso dei centri, tenendo il difensore lontano dalla linea di passaggio, mettendo il proprio corpo tra palla e avversario, appena parte il passaggio, e ricevere la palla andandole incontro;

6. passare la palla, non “massaggiarla” tra le mani! E’ fondamentale eseguire dei passaggi rapidi ai compagni smarcati. I giocatori devono imparare a ricevere la palla da un compagno e fare la propria giocata (ulteriore passaggio, finta e penetrazione, finta e tiro, ecc.) entro 3 secondi dalla ricezione! Per ogni secondo di ritardo avremo un rallentamento nell’esecuzione del gioco e nella sua fluidità, diventando una squadra peggiore. La palla va mossa. Farlo significa tenere occupata la difesa, trovare buone linee di passaggio e nuove opportunità per segnare un canestro;

7. sviluppare istinto cestistico – con l’allenamento e l’esperienza – sufficiente a individuare ancor prima di ricevere la palla il “posto migliore” (zona del campo e relativo compagno che la occupa) dove andrà poi passata. Non è facile, ovviamente, ma possiamo gradualmente arrivarci. Questa abilità appartiene sicuramente ai grandi giocatori, ad ogni livello. Questi giocatori hanno imparato prima a giocare senza palla, e tanto bene quanto riescono a farlo poi con la palla in mano. Controllano il proprio avversario, tenendolo occupato ed escludendolo da possibili aiuti difensivi. E quando ricevono palla sanno già cosa fare, per conoscenza degli schemi, dei movimenti dei compagni, per aver letto la difesa. Tutti e 5 i giocatori in campo devono arrivare a far loro queste abilità, per rendere la propria squadra ancora più forte e difficilmente fermabile, perché in campo ci saranno SEMPRE 5 costanti minacce per la difesa avversaria!

Nota introduttiva all’apprendimento del Triangolo laterale

Lo sviluppo del gioco è identico se proposto sul lato opposto a quello disegnato nei diagrammi, dove  le caratteristiche richieste per una giusta “interpretazione” del sistema offensivo a 1 sono molto simili a quelle che deve avere 2. Non utilizzeremo quindi le classiche definizioni di “playmaker” e “guardia tiratrice”, ma entrambi i giocatori saranno definiti come gli “iniziatori” del gioco. Questo permetterà di avere una doppia-regia e offrirà alla squadra una possibilità in più, soprattutto contro le difese press, senza l’obbligo di passare per il classico playmaker prima di iniziare un gioco offensivo, entrandovi di conseguenza molto più rapidamente, senza perdite di tempo! Idem tra 3 e 4, anche se con delle distinzioni che vedremo in seguito. 5 è il centro e inizialmente si schiera sul lato dove verrà effettuato il primo passaggio da una guardia (1 o 2) ad un’ala (3 o 4). Se dunque il centro è già schierato su un lato dell’area, questa posizione obbligherà il primo passaggio di apertura del gioco. Consigliata è una posizione a centro area, una volta terminata la transizione offensiva, in modo che 5 possa uscire velocemente sul lato dell’apertura, prendendo posizione in post-medio (a metà tra la linea di fondo e il gomito dell’area dei tre secondi, posizione che rispetterà le distanze previste sia con l’angolo dove andrà a giocare una guardia, sia con l’ala che riceve il primo passaggio). Altra scelta consigliata è quella di iniziare il gioco con un passaggio da una guardia (1 o 2) a 3 (ala piccola), in modo che la squadra possa comunque sfruttare le diverse caratteristiche – fisiche e tecniche – delle due ali durante l’avanzamento del gioco.

(Tratto da:”Il Triangolo sì…io lo rifarei)

Andrea Pontremoli

Andrea Pontremoli

Ex-giocatore e poi allenatore di settore giovanile, collaboratore dal 2005 e in seguito capo-redattore NBA per All-Around.net. Partecipa con un suo racconto al libro "All-Around: 12 storie 1 passione" (Orizzonti Editore) ed è autore del testo "Il triangolo sì...io lo rifarei" sullo studio e l'utilizzo della Triple-post Offense di Coach Tex Winter.

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