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Tra il record di DeRozan e i crauti di “Furious George”…aiutiamo Embiid!

Forever Yao

Sacramento Kings v Houston Rockets

Il prossimo 11 Febbraio sarà una data molto importante nel calendario dei Rockets, dei suoi tifosi e di Yao Ming. La scelta n. 1 del draft 2002, conclusa anzitempo la carriera per i molti infortuni, come raccontato non molto tempo fa da Francesco Rivano su queste pagine, vedrà così la sua maglia venire ritirata e issata sul soffitto del Toyota Center. Diciamo l’ufficializzazione della franchigia di quanto Yao sia contato comunque per Houston, pur non essendo riuscito a portare un anello in Texas visti i risultati di squadra sicuramente deludenti – per quanto in parte giustificati proprio dalle condizioni fisiche del centro cinese e di McGrady – rispetto alle aspettative.

Aiutiamo Embiid!

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E sì non potremmo fare altrimenti: con l’apertura delle votazioni per il prossimo All-Star Game, c’è chi, tra i giocatori NBA, ha una motivazione in più per partecipare al Weekend delle Stelle. Joel Embiid infatti ha twittato ai suoi fans la richiesta di voto, motivandola con la “promessa” fatta tempo fa da una “ragazza famosa” che gli avrebbe detto di tornare da lei una volta diventato un All-Star. Siccome poi si sussurra che la giovane in questione sia Rihanna

A Toronto si fa la storia

Almeno quella della ancor giovane franchigia. In estate, dopo il sontuoso rinnovo di contratto, DeMar DeRozan aveva dichiarato di voler entrare definitivamente nella storia dei Raptors, e non c’ha messo molto. Qui sotto vediamo il canestro con il quale ha superato Bosh, fermo a quota 10275 punti, diventando così il miglior marcatore di sempre dei canadesi.

Il…”problema” è Lillard?

George Karl non le ha mai mandate a dire, e non lo fa nemmeno stavolta:

Stavo guardando i Blazers e mi sono chiesto cosa non funzionasse, poi sono giunto alla conclusione che si dà troppa importanza a Damian Lillard. In fondo sono il Coach e la point-guard a controllare il gioco di una squadra e Terry Stotts è un grande allenatore. Non trovo quindi altre spiegazioni: erano una squadra unita lo scorso anno, cos’è successo ora?

Non è mancata a stretto giro la replica di Stotts che ha liquidato Karl (che l’aveva comunque elogiato) difendendo come ovvio la propria stella e dicendo semplicemente che l’ex allenatore di Sacto non deve parlare dei suoi Blazers:

He needs to stay in his own lane.

Serve la traduzione?!?

Furious George

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E non finisce qui, come sentenziava Corrado. Lo stesso Karl in settimana – o meglio la sua autobiografia prossima all’uscita – ha fatto parlare per alcune anticipazioni trapelate. In particolare si fa riferimento alla parte del libro dove Karl dice che nell’NBA esiste il doping e che i controlli sono antiquati e, come dire…all’acqua di rose!

Mi fa più arrabbiare la situazione odierna rispetto ai tempi in cui ragazzi stupidi si facevano sospendere per positività a droghe ricreative. Oggi penso a steroidi e farmaci che stimolano l’ormone della crescita. E’ ovvio che alcuni giocatori fanno uso di doping. Altrimenti non mi spiego il recupero così rapido da certi infortuni o il fatto che qualcuno sia diventato più atletico e magro con il passare degli anni.

Pensiamo solamente al sottotitolo dell’autobiografia:“I miei 40 anni nella NBA cercando di sopravvivere tra primedonne, general manager incompetenti e pessime scelte di tiro” e siamo certi che sarà davvero divertente leggere qualcosa – finalmente – fuori dal classico protocollo NBA. E a proposito delle operazioni con guarigione prodigiosa di molte stars negli ultimi anni:

Perché in tanti vanno in Germania in estate? Non credo per i crauti… In Europa ci sono nuovi metodi e i test sembrano essere un paio di passi indietro. Noi vogliamo vedere eccellere i migliori atleti, non i migliori imbroglioni o quelli in grado di affidarsi ai migliori medici.

Personalmente ritengo quella dei crauti la migliore letta fin’ora. Vediamo quali saranno le reazioni dei diretti interessati (per ora non nominati da Karl) visto che qualcuno ha già definito queste “sparate” come fatte oggi che il coach vede ormai la sua carriera agli sgoccioli e vuole ancora far parlare di sé.

Speriamo perdano!

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Potrebbe pensarlo qualche tifoso dei Bucks che ha sottoscritto il particolare abbonamento da 149 dollari appena lanciato da Milwaukee e che prevede la possibilità di assistere a tutte le gare casalinghe fino al termine della stagione o almeno finché la squadra non vinca 10 partite tra le mura domestiche!

Iniziativa che definire particolare è poco, ma come ha detto Dustin Godsey, responsabile dell’ufficio marketing della squadra del Wisconsin:”Siamo sempre alla ricerca di vie alternative per coinvolgere i tifosi“. Diciamo che fino ad oggi ci sono riusciti poco, visto che i Bucks sono 27esimi su 30 franchigie come numero di spettatori.

Andrea Pontremoli

Andrea Pontremoli

Ex-giocatore e poi allenatore di settore giovanile, collaboratore dal 2005 e in seguito capo-redattore NBA per All-Around.net. Partecipa con un suo racconto al libro "All-Around: 12 storie 1 passione" (Orizzonti Editore) ed è autore del testo "Il triangolo sì...io lo rifarei" sullo studio e l'utilizzo della Triple-post Offense di Coach Tex Winter.

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