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2nd Round in review: Toronto Raptors – Philadelphia 76ers

Due squadre che hanno dimostrato di essere quasi alla pari sostanzialmente, si pensava che la panchina dei Raptors fosse più pronta, che Simmons senza tiro non potesse stare in campo nelle partite che contano, che il carattere di Butler era ingestibile. Si dicevano tante cose che poi il campo ha prontamente smentito, l’unica certezza pre e post serie, è che Leonard in questo momento è il miglior giocatore della lega, con un supporting cast decisamente non alla sua altezza offensivamente, ma che tuttavia gli sta dando una grande mano difensivamente, consentendo così a Leonard di risparmiare le energie per poi avere le forze e la lucidità di prendersi quasi quaranta tiri in una gara 7 alla quale bisognerebbe arrivare un po’ usurati e stanchi, ma questo Kawhi non lo sa, e non vogliamo di certo essere noi a svelarglielo…

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Potrebbe sembrare fantascienza ma, dalle parti di Toronto, hanno trovato (ideato in quel di San Antonio) il robot perfetto.

RECAP DELLE GARE

Gara 1 tra la seconda e terza forza della Eastern Conference vede sostanzialmente due protagonisti: Kawhi Leonard e Pascal Siakam. Toronto vince tutti i quarti anche se con poco scarto, questo sembra un segnale che sta ad indicare che i Raptors sono sì la squadra più forte tra le due, ma anche che Phila ha tutte le carte in regola per giocarsela e anzi, quando l’asso camerunense è sano, i Sixers hanno forse qualcosa in più.

Gara 2 sembra una replica del match precedente cambiando però il risultato finale, Phila sbanca l’Air Canada Center e guadagna il fattore campo nella serie, troppo poco il contributo dei soli Leonard, Siakam e a tratti Lowry per scalfire un quintetto di stelle.

Gara 3 un nome e un cognome: Joel Embiid la domina in lungo e largo, attacco e difesa, stoppando 5 volte, segnando ed esultando in ogni modo forse anche un po’ oltre quello che può permettersi un giocatore che deve ancora dimostrare tanto.

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Gara 4 vi ricordate gli sfottò di Embiid la partita scorsa, anche verso la fine a gara sostanzialmente decisa? Probabilmente non le ricordate solo voi ma sono rimasti bene impressi  nella mente dei Reptors perchè per la prima volta Toronto scende in campo con tutti i suoi effettivi (dico effettivi perché fino a questo momento non avevano dato un contributo degno del loro status, aldilà del robot con il #2 e del sorprendente Siakam). Cinque giocatori di Tronto sono andati in doppia cifra, Lowry aggressivo anche se non troppo preciso, Gasol e Ibaka insieme all’aiuto dei compagni concedono solo 7 tiri ad Embiid e nonostante ciò Philadelphia è stata in partita fino alla fine. Se Leonard fosse umano oppure Harris avesse segnato un paio di triple wide open negli ultimi minuti, a quest’ora potremmo parlare di una serie diversa. Embiid nonostante i pochi tiri si conferma difensivamente (probabilmente) il migliore rim protector della lega; avere la propria stella che quando è in serata no è in grado di leggere la partita senza forzare troppo e riesce comunque ad essere un fattore importante, beh non è così automatico (vero Kyrie e Russ?).

Gara 5 è il Pivotal game, solitamente si dice sia la gara più importante di una serie in equilibrio, l’ago della bilancia. In Canada non c’è stata partita. È evidente che Joel Embiid si trascini per il campo, l’anno prossimo la priorità per i Sixers sarà arrivare in questo periodo della stagione con il centro più sano possibile, sperando in futuro che dire Embiid e il termine sano nella stessa frase non diventi un paradosso.

In gara 6 i Raptors cercano di tenersi in vita coi punti da palle perse di Phila, ma è una vita molto breve che si infrange come spesso accade nella battaglia persa a rimbalzo e in un Ben Simmons solidissimo, il solito Jimmy, un quintetto tutto in doppia cifra.

Game 7, le due parole più belle nel mondo della NBA, beh che dire..?! 39 tiri, 41 punti dei quali i due vincenti sulla sirena, con il più classico dei finali romanzeschi, tutti sapevano e sapevamo che quell’ultimo tiro sarebbe toccato a lui, il grande protagonista di questa serie e di tutti i playoffs in generale: ha dominato dal primo possesso di gara 1 all’ultimo di gara 7, Kawhi Leonard testa e spalle sopra i Sixers (forse sopra l’intera NBA).

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PHILADELPHIA

Butler bene, sicuramente il più costante in casa Sixers (esclusa gara 7), ma rimane un giocatore poco di sistema, ha bisogno di fermare la palla e produce poco spacing.

Embiid è il più forte centro della lega, fisico permettendo. Anche perché a ovest c’è un certo serbo grassottello che invece il campo le tiene eccome fisicamente, a tratti anche dominando sotto questo aspetto.

Simmons ottimo difensore ma in questo sistema si conferma abbastanza limitante per i compagni, bene quando viene usato da rollante e visione di gioco decisamente sopra la media, sono convinto che un giorno in un sistema simil-Bucks di quest’anno, Ben potrà dominare la lega, ma non oggi.

Harris non è mai stato un fenomeno, non lo era ad Orlando né tanto meno a Los Angeles, dove effettivamente aveva aumentato i suoi numeri e stava giocando da all star all’inizio di questa stagione, ma era la conseguenza di una mole di possessi maggiore e dei compagni e di un sistema nettamente migliori rispetto ai Magic, tuttavia a Phila è usato principalmente come uno spot up shooter, d’altronde quando hai tre accentratori di gioco come Butler, Embiid e Simmons è normale e giusto che sia così, anzi va a tutti gli effetti riconosciuta la versatilità di Harris, anche se non a livelli altissimi, cosa che non possiamo dire ad esempio per Jimmy Butler e Ben Simmons.

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JJ Redick fa quello che ci si aspetta da lui, sempre troppo sottovalutato a mio modo di vedere e dato quasi per scontato, in difesa riesce a nascondersi bene difendendo su Danny Green.

Dalla panchina di Philadelphia penso non si possa rimanere delusi, con un quintetto di quel livello i vari Scott - soprattutto – e Ennis hanno comunque portato il loro contributo, un po’ meno Monroe mentre Boban e TJ dispersi.

TORONTO

Leonard(o) come Da Vinci, dipinge pallacanestro a ripetizione, costante come un robot trascina i suoi per tutta la serie con un finale degno del miglior sceneggiatore hollywoodiano.

Siakam dopo una gara uno di altissimo livello ha dimostrato difficoltà nel replicarsi con costanza, forse anche a causa di problemi fisici che gli hanno tolto lucidità e fiducia; rimane comunque la seconda bocca da fuoco di Toronto, questo solamente l’anno scorso era impensabile, se continua così chissà dove potrà mai arrivare Pascal…

Gasol-Ibaka non benissimo offensivamente (considerando gli status, specialmente del Catalano che ha avuto più minuti a disposizione) compensano però con una difesa a tratti esemplare su Embiid; se I Raptors vogliono ambire all’anello, i due centri devono alzare il livello.

Lowry impreciso e poco aggressivo troppo spesso in questi playoffs, quando è in partita Toronto la spunta quasi sempre, probabilmente è anche la miglior PG difensiva della lega; barometro.

Green è il prototipo del giocatore che sai cosa ti darà e cosa no. Io sinceramente mi aspettavo qualche tiro sulla testa di Redick, qualche giocata di fisico sfruttando l’enorme divario, ma evidentemente anche se venisse marcato da Tyrion Lannister lui giocherebbe la sua pallacanestro, 3 and Defense; solido quanto limitato.

La panchina dei Raptors rasenta lo zero in questa serie, tolto Ibaka che porta comunque il suo apporto sue due lati del campo, VanVleet è stato completamente assente mentre Powell non è quasi mai pervenuto.

I 76ers sono già oggi ad un bivio al quale devono trarre delle decisioni, mentre per i Raptors il sogno continua.

I LOVE THIS GAME!

Eastern Conference Semi-Finals - Philadelphia 76ers v Toronto Raptors

Alessandro Carpi

Alessandro Carpi

19 luglio 1994, appassionato visceralmente al mondo NBA da quando ne ho 16, non solo al basket giocato che ovviamente non ha eguali al mondo, ma anche a tutto ciò che ci gira intorno. Mio papà amava i Lakers del duo kobe-shaq, ho fatto i miei primi fantabasket con lui, mio fratello e mio cugino, ai tempi non esistevano le app ma facevamo tutto con penna a taccuino, le mie prime partite guardate per intero sono state le finals 2010 con mio padre non potendo mai aprire bocca, ai tempi non esisteva my Sky che potevi fermare le partite quando volevi. Sono cresciuto da allora sempre mantenendo vive le mie due più grandi fedi, Federico Buffa e "the king" LeBron James.

 

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