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Storia dei nicknames NBA (Part 2)

ATLANTA HAWKS

Più che questo generico moniker, “falchi”, ci interessa conoscere di più le sue origini, che si ricollegano addirittura ai tempi ruggenti della NBL, la National Basketball League creata nel 1937 ed antenata dell’NBA, e alla franchigia dei Buffalo Bisons (!) nata nel 1946. Se non l’avete mai sentita prima non preoccupatevi, visto che dopo sole 13 partite stagionali il proprietario Ben Kerner ne dichiarò la morte prematura spostandosi a Moline, Illinois, ridente (si fa per dire…) cittadina che forma, insieme a Rock Island e a Davenport nel vicino Iowa, un’area denominata Tri-Cities: il suggestivo nickname Blackhawks (utilizzato attualmente da Chicago nella NHL) deriva dal capo indiano dei Sauk, Blackhawk appunto, che combattè una breve ma coraggiosa campagna contro l’esercito americano nel 1832, proprio nell’attuale Illinois. Prima di una serie di trasferimenti, Milwaukee, St. Louis e l’attuale Atlanta, Tri-Cities fu allenata dal mitico Red Auerbach, e tra le scelte al draft ebbe addirittura Bob Cousy: proprio il mancato accordo raggiunto col futuro hall-of-famer segnarono la fine del basket NBA nella piccola Moline. Purtroppo segnarono anche l’addio al mitico moniker Blackhawks, a favore del più banale Hawks: e se il nome giusto fosse stato proprio quello iniziale, adesso avremmo gli Atlanta Bisons…

DETROIT PISTONS

Suggestivo moniker da sempre, ma chi di voi crede che sia collegato da sempre alla Motown si sbaglia: colpo di scena, i “Pistoni” nascono a Fort Wayne, Indiana, nel 1947, e devono il loro fortunato nome alla professione del fondatore e proprietario anche dopo lo spostamento a Detroit (fino alla morte avvenuta nel 1974), Fred Zollner, che banalmente era proprietario di una fonderia che produceva pistoni e simili. Subito una riflessione sul carattere originario delle leghe pro degli albori: gli owner non erano proprio milionari, e (vedi Baltimore Bullets) spesso erano proprietari di una fonderia. Il legame tra una fonderia e il basket non ci rimane chiaro, ma Zollner abbe anche l’acume di spostare la franchigia a Detroit quando divenne chiaro che l’NBA stava espandosi, lentamente, ma in modo tale da rendere anacronistiche franchigie in posti piccoli e fuori mano, come la Moline di prima per intendersi. Una ultima curiosità: lo sapete che i Los Angeles Lakers devono molto a Detroit? I Detroit Gems della NBL nel 1947 per evitare il fallimento si trasferirono a Minneapolis e diventarono i Lakers, antenati della squadra attualmente a Los Angeles.

MILWAUKEE BUCKS

Se “cervi” è un nickname che ben si adatta alle foreste che circondano il Wisconsin, anche Skunks sarebbe stato azzeccato, peccato che… “puzzole” non sarebbe stato molto presentabile come moniker! Visto che uno dei soci fondatori era Marvin Fishman, per un breve periodo si parlò di Milwaukee Fishermen, non del tutto campato in aria visto che notoriamente oltre che per mare si può pescare in un lago, soprattutto pensando che i laghi Michigan e Superiore sono praticamente dei mari come ampiezza. Dopo che Milwaukee Greens fu considerato troppo generico, si andò su ovvi nomi di animali locali, e sul rassicurante Bucks.

CHICAGO BULLS

Sarà stato l’effetto drogante dei Jordan-years, ma Bulls sembra uno dei più trascinanti moniker che un team sportivo possa avere, e anche legato alla città di Chicago dal riferimento storico ai famosi  macelli in cui arrivavano dal Far West le mandrie di bovini a fine ’800. Non a caso la prima franchigia professionistica di basket nata a Chicago si chiamava Packers, i futuri Baltimore Bullets, e anche i Chicago Stags  della BAA prendevano spunto dal cervo maschio, insomma sempre di carne o della sua lavorazione industriale parliamo! Qualcuno più stravagante voleva chiamare la squadra Matadores, ma il buon senso prevalse sul più generico Bulls. E noi ancora adesso ringraziamo!

CLEVELAND CAVALIERS

Bello il suono di questo nickname, per l’allitterazione tra la c e la l. Come significanza non siamo a un gran punto visto che, con la città di Cleveland e l’Ohio, Cavaliers c’azzecca poco, ma i nomi in lizza dal giornale locale Plain Dealer al momento della creazione della squadra nel 1970, erano comunque poco attrattivi (Jays, Foresters, Presidents), quindi non ci siamo persi molto. Il pregio è che richiamarsi a cavalieri in cappa e spada aiuta la creazione di un logo attrattivo come le due spade intrecciate, anche se i Cavs aspettano ancora di vincere un duello (vedi titolo) dopo 40 anni di vita nell’NBA.

OKLAHOMA CITY THUNDER

Più che di questo piattissimo moniker (ma la fantasia è proprio morta negli ultimi decenni?), vogliamo giustamente soffermarci sulla mitica franchigia dei Seattle Sonics, barbaramente  strappata all’NBA nel 2008 dal businessman di Oklahoma Clay Bennett. I SuperSonics giocarono la loro prima stagione nel 1967, e il nickname richiama il progetto di aereo supersonico 2707, uno tra i primi del suo genere anche se mai entrato in produzione. Da ricordare anche il bellissimo logo, che richiamava la skyline di Seattle. Una storia lunga, quella dei Sonics, che merita di tornare presto nell’NBA.

Alberto Cavalasca

Alberto Cavalasca

40 anni, da sempre appassionato di tutto quello che ruota intorno al pianeta America, dallo sport alla cultura alla letteratura, laureato in scienza politiche, ma specializzato in tante cose diverse tra loro, dall'informatica alla lingua inglese. Scrivo da sempre, e parlare di NBA insieme ad altri appassionati in una nuova sfida editoriale sarà un piacere particolare...

2 commenti
  • Giuseppe Marchiggiano Giuseppe Marchiggiano scrive:

    Complimenti, molto interessante! Giusto ieri mi interrogavo sull’origine del termine “Mavericks”: ce lo spiegherai nella terza parte? ;)

  • albix scrive:

    grazie dei complimenti, ti anticipo che Maverick è sia una serie televisiva anni 60′, sia ovviamente il nome dato ai giocatori d’azzardo che percorrevano il Mississipi nel Far West americano…

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