Pacers Heat

Lo Stake

Una delle frasi fatte più ricorrenti quando ci si riferisce all’ambito del gioco è:  “il banco vince sempre”, pronunciata spesso senza troppa cognizione di causa.

Negli articoli precedenti ho cercato di farvi capire il processo matematico che sta alla base di questa affermazione, introducendo il concetto di lavagna e di allibramento; per chi se lo fosse perso si tratta di una sorta di limatura che il book effettua sulle quote proposte ai clienti per garantirsi un vantaggio.

In maniera estremamente stringata posso farvi questo esempio: Snai valuta Miami @3 e la offre @2,75, tenendo quello 0,25 di differenza come suo guadagno.

Ma non è solo questo a giustificare la certezza di guadagno del banco. Ci sono anche i giocatori.

In fondo il book ti da due possibilità, puntare  la vittoria o la sconfitta di Miami, qualche cliente giocherà gli Heat, qualche altro l’avversaria. Per quanto sia a volte prevedibile su quale squadra raccoglierà più giocate, non è affatto detto che il book possa sempre arrivare allo stacco “disinteressato” all’esito del match, con una vittoria garantita in ogni caso. Spesso il book si vedrà più o meno pesantemente esposto su un segno e farà il tifo per l’altro come se avesse anche lui una bet contro la massa dei suoi clienti.

Ma un book serio non deve nemmeno preoccuparsi più di tanto, se si toglie una percentuale ristretta di clienti davvero bravi, oltre che fortunati e organizzati, quasi tutti i giocatori hanno enormi problemi nella gestione di un  aspetto che da profani sembra marginale ma invece è uno degli elementi sul podio del prof del betting: il money management.

Il giocatore di fronte ad una vincita importante a volte perde il lume, gioca troppo ( e male ) gestendo il suo tesoretto con la stessa sicurezza e capacità dimostrata dai Pacers  alle prese con la N°1 ed Est nella scorsa Post Season.

Indipendentemente dalla bravura nella perizia dei match, il puntatore disorganizzato commette a raffica errori tecnico/strategici che alla lunga lo fanno perdere molto più velocemente che giocando alla regola.

Il banco quindi vince sempre anche perché non sbaglia mai la gestione del patrimonio. Offre ogni giorno le stesse scommesse, accetta ogni giorno al massimo le stesse cifre, se riceve troppo gioco cambia la quota e cerca di essere meno esposto, lascia in pratica che siano i clienti a segnare il loro destino.

Sull’argomento, sulla gestione dello Stake, ovvero l’importo che si punta su una singola scommessa, si potrebbe parlare per ore. È stata materia di veri e propri studi matematici che hanno cercato la chiave per sfruttare al meglio il proprio budget ma a mio modesto parere resta sempre un discorso molto intimo e personale, il giocatore vive anche di sensazioni ed emozioni e cercare di imbrigliarlo in regole troppo ferree rischia solo di togliere entusiasmo e fascino alla passione per il gioco.

Come al solito quindi vi darò qualche consiglio molto blando, dettato dalla mia esperienza e di quella di quei loschi figuri che mi han fatto da partner da tanti anni nel mondo del betting.

Partite sempre stabilendo  quanto volete vincere. Dovete  decidere  un vostro obiettivo a medio/lungo termine ( sarebbe preferibile a cadenza mensile o stagionale ) proporzionato alla cifra che avete la possibilità di investire nelle scommesse. Ricordatevi che la corsa contro il banco non è una gara per Bolton, ma per Kipketer, un metro alla volta per anni ed anni di marcia ogni tanto purtroppo pure scalzi.

Avere un target preciso farà vedere tutte le vostre vicende bettistiche sotto un’altra ottica, non elementi singoli ma una serie di scelte per arrivare ad un preciso risultato; al contrario giocare sempre sullo spunto giornaliero ed in maniera sconnessa dalle vicende precedenti non crea mai quella sensazione di appagamento anche solo parziale che è fondamentale per la tranquillità psicologica del giocatore. D’altro canto l’avvicinamento a quel margine di guadagno è una delle sensazioni più belle che esistano al mondo, ti fa sentire soddisfatto e, sempre con l’ “umiltè straordineria” che predicava Sacchi, ti fa anche pregustare la possibilità di puntare ancora più in alto.

Dovete anche poi valutare che cifra vi paia equa vincere scommessa per scommessa. Per qualcuno anche solo pochi euro di profitto sono motivo di gioia, per altri, soprattutto quando hai sperimentato bet più corpose, quelle cifre non  offrono alcuna emozione e devi cercare di portare a casa importi corposi… qui è davvero molto personale e dare un consiglio significa effettivamente farvi i conti in tasca.

Vi posso però ricordare che la stagione è lunga, le partite sono molte, per poter pensare di vincere 500 a bet dovete mettere in preventivo di puntarne almeno altrettanti su ogni match, quindi avere una base molto molto ampia che vi dia la chance di superare anche i periodi o peggio ancora i filotti negativi. I teorici suggeriscono che lo stake di ogni scommessa debba equivalere al 5% del capitale destinato al gioco, variandolo sempre in funzione di quanto resta ( se avete 20 euro il primo giorno ne giocate 1, vincete ed andate a 21 ed il secondo giorno giocate 1,05 e così via a seconda della sorte )… Senza calcolatrice in mano penso voi possiate benissimo capire quanto vi convenga giocare, bilanciando prospettive di vincita e di perdita.

Tenete poi presente se il vostro portafoglio di book è ampio, di scegliere uno stake che possa essere puntato dappertutto! Ogni book ha il suo limite di accettazione, soprattutto i .it, non mettetevi nella situazione di dover giocare la stessa scommessa divisa tra due book per singolarmente nessuno dei due accetta l’importo che volete puntare, smenandoci nella quota!

Giocate poi sempre cifre che una volta perse, non vi scompensino, non per altro ma perché serve sempre serenità e lucidità per affrontare la scommessa successiva. Badare alla vostra serenità psicofisica è uno degli obbiettivi che dovete porvi per il successo nel gioco; agitazione, preoccupazione, sbattimento.. con queste sensazioni nel cuore è impossibile vincere.

Non vorrei mai passare per uno slogan statale che invita al gioco responsabile, io suggerirei il gioco consapevole, sia dei rischi sia dei possibili guadagni, sia dei vantaggi sia degli svantaggi, l’ultimo avvertimento non è per salvarvi dalla rovina, al pari delle scritte sui pacchetti di sigarette, ma per farvi vincere meglio e di più sbancando sti maledetti bookies!

Poi quando avete fissato il vostro obiettivo e stabilito il vostro stake, quello che dovete fare è proporzionarlo alle quote.

Con 100 Euro come vincita ricercata, se giocate un handicap a quota 2 dovete puntare la stessa cifra, se invece provate un ambo che paga, per esempio, 2,5 per ottenere 100 di utile basta puntare 65. In linea di massima la quota già vi suggerisce quanto puntare, lasciate che sia solo questa a dettare il vostro Stake.

Non sono assolutamente consentite le cosiddette “giocate al recupero”, ovvero quelle puntate il cui importo è regolato per riprendersi quanto perso nei giorni prima o peggio ancora cancellare  al volo il rosso perduto nell’ultima puntata in ordine cronologico.

Ultimo passaggio è poi quello di far incidere anche la fiducia che riponete nella bet. Continuando con l’esempio di prima, su un handicap “standard” voi giocate 100, mi ci può stare che consapevolmente su una determinata partita puntiate qualcosa di più, ma volontariamente e per una questione tecnica, non per una casualità; allo stesso modo nulla vi vieta di diminuire il vostro rischio quando la bet vi piace ma non proprio come le altre ma non volete passare il colpo.

L’omogeneità deve essere rispettata tra casi analoghi, l’errore sarebbe in qualche caso forzare o puntare meno seguendo le vostre sensazioni e ignorarle nel caso successivo.

Perché è così importante la proporzionalità? Perché giocando l’NBA spessissimo si ha a che fare con quote simili, spesso vicine a 2. Quindi premettendo che non siete chiaroveggenti, difficilmente potrete fare numeri migliori di prenderne 6 su 10, soprattutto lungo l’arco dell’intera stagione. E allo stesso modo è molto difficile che possiate vincere sempre quando giocate tanto e sbagliare solo quando puntate poco.

Evitate quindi di affidare al caso la vostra sorte e scommettete sempre la stessa cifra ( come detto prima, considerando anche la convinzione nella giocata ), è una strategia estremamente professionale con l’obbiettivo forse utopico di far incidere sempre meno la sorte sull’esito delle vostre odissee bettistiche.

Se sto banco non si stufa di vincere sempre, cerchiamo di fargliela sudare il più possibile.

Luca Fontana

Luca Fontana

Luca Fontana, 32 anni, di Milano, da circa 10 anni cerco di far accoppiare il mio grande amore per lo sport , NBA e Tennis in primis , e la mia cara passione per le scommesse sportive nella speranza di venire premiato dalla buonasorte e di sbancare i bookmaker. Dal 2008 lavoro nel settore del gioco d'azzardo in Italia. Tendenzialmente non dormo mai, guardo tutte le partite che riesco e di solito con il biglietto in mano.

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