image-scaler

Speciale NBA Finals

Ci risiamo: Cavs vs WarriorsSteph vs LeBron, ma questa volta è giusto dire…campioni dell’est contro campioni dell’ovest. Soprattutto i ritrovati Cavaliers, ritrovati dopo la dipartita di Blatt e ritrovati nel roster completo col quale hanno affrontato i playoffs, e si apprestano alla “rivincita” contro Golden State.

Dove non arriva Curry, ci ha sempre pensato Thompson, o Iguodala, o Green. A Cleveland invece, pur con una prestazione che di umano ha avuto ben poco, è stato il solo LBJ, lo scorso giugno, a impegnare i futuri campioni NBA.

Quest’anno le NBA Finals potrebbero essere diverse. Le frecce all’arco di Lue sono aumentate, grazie a Irving e Love integri e alla maggiore chimica di squadra. Servirà una prova di gruppo per battere i Warriors, ma è anche normale che nonostante James abbia ritrovato gli altri 2 membri di un Big Three che non è mai stato tale nei playoffs 2015, lo staff tecnico punterà essenzialmente su di lui soprattutto nei momenti cruciali. Vediamo dunque alcune situazioni che abitualmente vedono LeBron come principale terminale offensivo o “playmaker” per gli altri.

Cleveland Cavaliers

001
Schierando i due lunghi sullo stesso lato i Cavs utilizzano spesso un blocco stagger per liberare James che prima taglia l’area e poi riceve da Irving, anche per un immediato tiro da tre punti.
002Con il set up che prevede i due lunghi in post basso, James e Smith incrociano l’area con LeBron che taglia sopra alla linea di tiro libero e JR lungo la linea di fondo.
003Irving dopo il passaggio a James taglia verso canestro per bloccare a favore di Love mentre l’altro lungo libera il quarto di campo uscendo in ala sul lato debole.
004Love blocca per James aprendosi poi per la ricezione e il tiro da tre (o la partenza in palleggio lungo la linea di fondo) o “rollando” verso canestro. LeBron dal palleggio può crearsi un arresto e tiro o penetrare fino all’anello.
005Ecco un’altra situazione dove Cleveland usa il taglio di James per dare vita all’azione. Qui è Love a muoversi in contemporanea e, affiancando l’altro lungo, porta un blocco per il movimento di LBJ che riceve da Irving.
006Con Love che si piazza in angolo, e Irving e Smith che adeguano la posizione, si è liberato il quarto di campo di James per l’1vs1 spalle a canestro, arma che presumibilmente i Cavs useranno molto contro i quintetti piccoli di Golden State e soprattutto in caso di mismatch a favore.
007Con un set up iniziale che prevede invece i due post alti, Irving inizia l’azione sfruttando il blocco di Love, mentre LeBron taglia verso il post basso del lato forte.
008Irving passa in ala a Smith, deputato a servire James in post basso. Dopo il passaggio JR taglia a centro area per un “improbabile” dai e vai, e soprattutto per piazzarsi nell’angolo opposto dove, in caso di scarico da parte di LBJ e di rapido ribaltamento di lato può battere un eventuale recupero della difesa tirando da tre.

Golden State Warriors

Il gioco di Kerr è ormai noto a tutti ma nonostante questo imprevedibile. Sono talmente tante le cose che i suoi giocatori multi-funzionali (Iguodala, Green, ma anche Barnes e Livingston) possono fare sul parquet che i quintetti si alternano proponendo soluzioni sempre diverse. Ovviamente il fulcro del gioco rimane la capacità di Curry di inventare dal palleggio e il gioco senza palla di Thompson. Vediamo oggi alcune situazioni che ritroveremo, al netto degli inevitabili aggiustamenti, nelle prossime nottate, sia a difesa schierata che in transizione, l’arma illegale dei Warriors.

009Thompson porta palla lungo la corsia laterale. Green taglia liberando la posizione in punta subito rimpiazzata da Curry.
010Curry porta un blocco o meglio un “velo” per Thompson e termina in angolo il suo movimento. In caso di cambio difensivo Thompson può attaccare la point-guard avversaria dal palleggio.
011Qui ritroviamo la classica giocata di dribble hand-off dei Warriors presa a piene mani dall’attacco Triangolo di Tex Winter. In alternativa, se il passaggio consegnato non è reso possibile dalla difesa, Thompson supera Curry in palleggio utilizzando il proprio corpo come blocco per poi passare a Steph, che è micidiale in questo tipo di conclusioni catch-and-shoot.
012Qui vediamo come, a metà campo o ancor più in transizione, il gioco dei lunghi sia determinante per quello che succederà successivamente nello sviluppo dell’azione. Bogut blocca per Barnes/Green che blocca a sua volta per Curry il quale, dal palleggio, può crearsi un tiro o passare in angolo a Thompson e poi tagliare a canestro. Altro classico gioco di Golden State!
013Set up iniziale col doppio post alto: Green esce per ricevere da Curry e Thompson successivamente blocca per l’ala.
014Pick’n'pop 4-2 con Green che può attaccare l’area o scaricare a Curry per l’ennesimo tiro da tre punti, questa volta aperto soprattutto se la difesa ha chiuso sulla penetrazione dell’ex Michigan State.
015Questo diagramma ci illustra invece una situazione in cui, con in campo Iguodala, è l’MVP delle scorse Finals a gestire in punta l’inizio del gioco. Curry copre col suo taglio tutta la linea del tiro da tre punti e può ricevere per un tiro rapidissimo in ogni momento, costringendo la difesa a concentrarsi sul suo movimento.
016Green blocca per Iguodala che può attaccare il ferro dal palleggio: 1-2 volte a partita succede sempre, trovando lo spazio giusto per penetrare con la difesa completamente sbilanciata sul lato degli Splash Brothers.
017Stavolta l’azione inizia in modo “classico” con la palla nelle mani di Steph Curry. Il via al gioco lo dà il blocco alto dell’ala forte (Barnes/Green) e il taglio contemporaneo di Bogut per occupare il post basso sul lato forte.
018Dopo il blocco il n. 4 taglia a ricciolo attorno a Bogut e libera il quarto di campo per la ricezione in post basso del lungo australiano.
019Se Bogut non può ricevere, Curry ribalta il lato trovando Green che esce dal blocco di Thompson.
020Green oltre a guardare immediatamente il canestro per un tiro o una penetrazione in palleggio, cerca di servire a sua volta Bogut che grazie a un cross screen di Thompson prende posizione in post basso sul nuovo lato forte.
Andrea Pontremoli

Andrea Pontremoli

Ex-giocatore e poi allenatore di settore giovanile, collaboratore dal 2005 e in seguito capo-redattore NBA per All-Around.net. Partecipa con un suo racconto al libro "All-Around: 12 storie 1 passione" (Orizzonti Editore) ed è autore del testo "Il triangolo sì...io lo rifarei" sullo studio e l'utilizzo della Triple-post Offense di Coach Tex Winter.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Editore ENBIEILAIF - Nacho Symbolic Associazione Culturale
P.IVA - COD. FISC. 03383520545
Direttore Responsabile testata on line: Luca Fiorucci
Server Provider: Aruba
Registro Stampa Tribunale di Perugia N°9 27/05/14
Email: info@nbalife.it

© 2019 Copyright NbaLife.it, tutti i diritti riservati