washington-dc

Southeast Division Preview

Nebbia da queste parti non dovrebbe essercene, eppure si fa veramente fatica a vedere chi potrebbe emergere dalla Southeast Division diventando una contender almeno per quel che riguarda le serie di playoffs della Eastern Conference.

Se Washington sembra un progetto che non trova il modo di fare l’ultimo salto di qualità, per vedersela con Celtics, Raptors e Sixers ai vertici della conference, Miami è stata la sorpresa della scorsa stagione, confermando l’ottimo finale della precedente. Tutti gli occhi saranno puntati, oltretutto, su Dwayne Wade che – come da lui stesso definita – sarà ad una “One Last Dance” dall’appendere le scarpe al chiodo. Dietro di loro il nulla o quasi, con Charlotte indecifrabile e la coppia Orlando/Atlanta a pensare più al futuro che al presente.

Maghi alla svolta?

7525_washington_wizards-primary_on_dark-2015

Come anticipato i Wizards sono tra le incompiute della Lega. Forti di un backcourt da squadra di vertice, con Wall e Beal a guidare le sorti della squadra, è evidentemente il resto a non essere esattamente all’altezza dei due all-stars. Coach Brooks ha già mostrato in pre-stagione come vorrebbe impostare il gioco dei suoi, una run&gun che forse si adatta bene ai due di cui sopra, bisogna vedere gli altri. Certo, dire è una cosa, fare un’altra. E non basta “copiare” Houston o Golden State sparacchiando a più non posso da oltre l’arco, anche perchè Rockets e (soprattutto) Warriors sono anche molto altro.

L’arrivo di Howard è un punto di domanda: se sta bene la sua presenza può funzionare da copertura difensiva ma anche a rimbalzo in attacco, dove si alzerà il numero di palloni disponibili, conseguenza naturale del gioco ad alto ritmo imposto da Brooks, ma al tempo stesso potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per l’ormai ex-Superman, nella fase calante della sua carriera, alla fine dei conti deludente rispetto alle aspettative e possibilità. Rispetto a Gortat è sicuramente un passatore inferiore e non fa tutte quelle piccole cose che il polacco ha sempre saputo mettere in campo, a fronte di un talento tecnico-atletico inferiore.

Pronostico: record della passata stagione probabilmente replicabile, diciamo intorno alle 45 W, con uscita entro il secondo turno dei playoffs.

One Last Dance

93lzfcfcnq125eh7etyxpuhfp

Il mantra di D-Wade potrebbe guidare Miami a una stagione di forti emozioni, se il bravo Spoelstra continuerà a gestire al meglio il roster, sicuramente non di primordine, a sua disposizione. I giocatori, la maggior parte, sono insieme ormai da qualche anno, e hanno caratteristiche di adattabilità a diversi quintetti, soprattutto quando si va con 4 piccoli attorno al totem Whiteside. Proprio il lungo che dovrebbe essere il perno della squadra, sarà l’ago della bilancia per gli Heat che continuano ad investire su di lui, non solo in termini economici ma anche di importanza all’interno delle rotazioni.

Il centro da Marshall è anche il perno della difesa costruita da Spoelstra, vero punto di forza di Miami. In attacco è invece limitatissimo, Miami non ha nessun tipo di gioco interno, e anche gli altri del roster preferiscono il gioco fronte a canestro, escluso il veteranissimo col numero 3, unico giocatore di post, se vogliamo, in tutta la squadra.

Gli Heat andranno dove li porterà il collettivo, nonostante le voci di un rapporto ormai agli sgoccioli tra Whiteside e il proprio coach, c’è da festeggiare al meglio il giocatore più importante che la franchigia abbia mai avuto (con tutto il rispetto per Zo Mourning), e questo come detto potrebbe essere la miccia che accende una stagione al di sopra delle aspettative iniziali. Non significa sogni di gloria, ma accesso ai playoffs e qualche battaglia in stile Riley sì!

Pronostico: confermarsi è una priorità, poco sopra al 50% di vittorie è quel che basta per accedere ai playoffs della Eastern Conference.

I tormenti di MJ

1604_charlotte_hornets-primary_on_dark-2015

Sì alla fine si parla sempre di lui, anche perchè, dalla sala comandi della franchigia, non è ancora riuscito a impartire i giusti ordini e organizzare le mosse necessarie per portare ai vertici gli Hornets. Il giocatore-franchigia, al secolo Kemba Walker è nel suo “contract-year”, che solitamente dà una marcia in più a chi poi deve strappare un accordo pluriennale e multi-milionario.

Chiaro che per l’all-star di Charlotte ci sarà solo l’imbarazzo della scelta, magari rinunciando a qualche milioncino, per approdare a una contender, cosa che gli Hornets sembrano lontani dal poter diventare. In estate c’è stato anche il cambio di guida tecnica, con l’approdo sulla panchina del North Carolina di James Borrego, scuola Spurs come altri (tanti) in giro per la Lega, e anche dietro la scrivania c’è stata la novità: è riapparso Mitch Kupchak dopo il ben servito dei Lakers.

Il materiale a disposizione, e i contratti che bloccano e rendono difficoltose manovre di mercato decisive per rivoltare la faccia della franchigia, dicono però, almeno in fase di preview, che non basterà l’esperienza di Tony Parker, fresco arrivo proprio da San Antonio che coach Borrego ben conosce, a far fare un salto in avanti a Charlotte. Salto che vorrebbe intanto dire qualificazione ai playoffs.

Pronostico: troppo legati alle serate di Walker, gli Hornets faticano a chiudere le partite e di conseguenza lasciano per strada quelle vittorie che ne migliorerebbero notevolmente il record. MJ deve prendere altre decisioni importanti perchè così la squadra non è da post-season ma nemmeno da tanking sfrenato. Cedere Walker prima della scadenza non sarebbe una soluzione da considerare seriamente?

E allora…Bamba!

wd9ic7qafgfb0yxs7tem7n5g4

Eh sì, Orlando è una squadra particolare, forse una delle poche della Lega ad affidarsi più al gioco interno che al pubblicizzato “tiro-da-tre-meglio-dall’angolo”. E alla difesa, pallino di coach Clifford. Gordon ha ottenuto un rinnovo sontuoso e quest’anno tocca a Vucevic, nel suo “contract-year”, far vedere che sì, vale la pena investire su di lui.

Anche perchè alle loro spalle potrebbe emergere Mo’ Bamba, accreditato di un futuro da all-star, uno dei pochi veri lunghi tra i rookies di quest’anno e in generale in giro per la NBA. Il reparto sembra coperto e quindi ci sarà anche modo di far crescere con relativa calma il proprio prospetto.

I dubbi cominciano a saltar fuori quando si parla di regia della squadra. Partito Payton che a modo suo gestiva il gioco dei Magic, saranno DJ Augustin e Jerian Grant ad imporre un ritmo probabilmente più “spinto” che in passato alla formazione della Florida. Non che questo impedisca ad Orlando di proseguire con il suo programma di costruzione indirizzata esclusivamente al futuro, alla possibilità di aver pescato un “nuovo Howard” al draft e intorno a lui poter rifondare un team che ambisce a tornare ai vertici. Ma questo inevitabilmente potrà accadere tra non meno di 2-3 anni, se il sole della Florida (pur non parlando di South Beach) e Topolino non riusciranno ad affascinare prima qualche free agent di livello. Difficile.

Pronostico: si perde, oh se si perde. 30 W dopo le 25 della stagione 2017/2018 potrebbero essere troppe…

Ci risiamo…

1333_atlanta_hawks-primary_on_dark-2016

Anche Atlanta è caduta nel trabocchetto: copiare un modello vincente – o almeno provarci – come quello dei Warriors, dai quali arriva il GM Schlenk, senza averne il personale, è operazione più che rischiosa. Se poi continui ad abusare del tiro da tre punti come unica soluzione offensiva, senza avere uno straccio di tiratore…

Trae Young è, in questo senso, la speranza della franchigia della Georgia: non diventerà Steph (o molto difficilmente si avvicinerà al prodotto da Davidson) ma alcune critiche sembrano almeno premature. A mio avviso potenzialità e limiti emergeranno già nel suo primo anno nella Lega, dove è chiamato dagli Hawks ad aggiungere quella pericolosità al tiro che la squadra non ha avuto nella scorsa stagione.

Eppure il nuovo allenatore Pierce, se fossimo nel calcio, sarebbe etichettato come “difensivista”: non è forse una contraddizione rispetto ai dettami del front-office? Mah… Sta di fatto che la scarsa pressione in termini di vittorie e obiettivi da raggiungere dovrebbero permettere ai giovani Hawks, che oltre a Young annoverano a roster interessanti prospetti come Taurean Prince e John Collins, di maturare le loro esperienze sui parquet NBA per regalare ad Atlanta un futuro che difficilmente sarà meno luminoso del presente.

Pronostico: qui si rischia di non bissare nemmeno le 24 vittorie del 2017/2018, cosa che non dispiacerebbe alla franchigia, intenzionata a inserire nuova linfa dai prossimi draft, con magari spazio salariale per 1-2 all-stars che normalmente apprezzano – afro-americani in primis – l’atmosfera della città della Georgia. Da qui a dire che in un paio di anni si possa competere anche solo ad est è tutt’altro discorso.

Andrea Pontremoli

Andrea Pontremoli

Ex-giocatore e poi allenatore di settore giovanile, collaboratore dal 2005 e in seguito capo-redattore NBA per All-Around.net. Partecipa con un suo racconto al libro "All-Around: 12 storie 1 passione" (Orizzonti Editore) ed è autore del testo "Il triangolo sì...io lo rifarei" sullo studio e l'utilizzo della Triple-post Offense di Coach Tex Winter.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Editore ENBIEILAIF - Nacho Symbolic Associazione Culturale
P.IVA - COD. FISC. 03383520545
Direttore Responsabile testata on line: Luca Fiorucci
Server Provider: Aruba
Registro Stampa Tribunale di Perugia N°9 27/05/14
Email: info@nbalife.it

© 2018 Copyright NbaLife.it, tutti i diritti riservati