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Simmons c’è, gli Spurs anche

Tra le certezze della vita…i San Antonio Spurs

Quest’anno solo 5 squadre hanno avuto un record casalingo con meno di 10 sconfitte, e tra queste ci sono i San Antonio Spurs. Strappare una W in Colorado è stato fondamentale per ribaltare il “fattore campo” e ora potersi giocare la serie principalmente nelle gare interne.

Se poi Derrick White stabilisce il suo record nei Playoffs con 36 punti (26 nel primo tempo e 10 nel decisivo 4° quarto, fermando l’emorragia di un tentativo di rimonta dei Nuggets) tutto viene ancora più facile. Anche perchè gli Speroni in doppia cifra sono stati ben 6 stanotte, tra i quali DeMar DeRozan (25) che ne ha messi 16 nel solo terzo quarto, proprio quando non ha segnato White… Un backcourt che Denver non riesce ancora ad arginare, e nonostante l’ennesima ottima partita di Jokic, i suo compagni sono spesso spariti, e in particolare Murray e Gary Harris, che hanno segnato solo 18 punti in coppia, anche se non soprattutto per la difesa dei neroargento. 2-1 San Antonio che domina dentro l’area (62-42) contro ogni previsione, avendo chiuso solo davanti ai Rockets per punti nel pitturato in tutta la regular season, continueremo a stupirci?

“Sapevo avrebbero messo grossa pressione e attenzioni su DeMar e LaMarcus, per questo ho cercato di essere aggressivo portando la palla al ferro” – Derrick White

Se Simmons non tira da fuori…lo fanno gli altri

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Entrando nella gara di stanotte i Nets – oltre ad avere l’inerzia della serie potenzialmente a loro favore dopo la vittoria in gara 1 – stavano surclassando nel tiro da 3 punti i Sixers. Che però si sono rifatti, grazie soprattutto a Redick (7/9) e Harris (6/6). Simmons dal par suo ha portato alla causa 31 punti, giocando il suo basket fatto di penetrazioni e tiri al ferro e sapendo servire bene i compagni (9 assist) quando la strada verso il canestro era chiusa dalla difesa di Brooklyn.

Occasione persa per i Nets, in casa, e con l’assenza dall’altra parte di Joel Embiid per un problema al ginocchio; sia D’Angelo Russell che Dinwiddie hanno litigato col ferro, mettendo in crisi la propria squadra.

Non è servito a molto – per i padroni di casa – nemmeno provare a mandare in lunetta Ben Simmons, per evitare che il suo personalissimo show fatto di schiacciate una dietro l’altra, andasse avanti. L’australiano ha infatti chiuso la serata con 9/11 ai liberi, respingendo non solo le critiche pre-partita di Dudley ma, ancora più importante, lasciando parlare il campo.

Risveglio Durant, Warriors avanti 2-1

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In gara 2 solo 8 tiri e 6 falli per Durant, seconda volta che gli capita (di uscire per falli) nella stagione, dopo la prima contro…i Clippers! Pronto riscatto (38 punti in 29 minuti!) e vittoria debordante dei Warriors – già sul 73-52 a fine primo tempo! – che rimettono a posto le cose, tornando in controllo della serie e del fattore campo. KD, tra l’altro, con questa prestazione supera Magic Johnson come 14° realizzatore all-time nei Playoffs.

Ma oltre a Durant è stato in particolare Steph Curry a indirizzare subito la partita verso un risultato positivo per Golden State, giocando un grandissimo primo quarto e chiudendo come secondo miglior realizzatore della squadra (21 punti in 20 minuti).

I Clippers, già in difficoltà con i titolari, non hanno avuto molto dalla second unit, fondamentale invece nelle gare precedenti, con Lou Williams e Harrell in particolare, non riuscendo così a tenere testa alla sfuriata dei Warriors.

Poi ci si è messo anche Bogut con 8 punti, 14 rimbalzi e 5 assist, una “benedizione di Dio”, come l’ha definita Steve Kerr, con l’australiano che nei 25 minuti di presenza sul parquet ha saputo dare anche la solita presenza a centro area, soprattutto sotto al proprio canestro.

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Andrea Pontremoli

Andrea Pontremoli

Ex-giocatore e poi allenatore di settore giovanile, collaboratore dal 2005 e in seguito capo-redattore NBA per All-Around.net. Partecipa con un suo racconto al libro "All-Around: 12 storie 1 passione" (Orizzonti Editore) ed è autore del testo "Il triangolo sì...io lo rifarei" sullo studio e l'utilizzo della Triple-post Offense di Coach Tex Winter.

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