160414-yamato-oneal-tease_gppvv4

Shaq: simply The Big One

“Non c’è molta gente che possa resistere al mio sedere!!”

Che dire, Shaquille Rashaun O’Neal quando pronunciò questa frase non poteva palesare la realtà dei fatti in parole più semplici e adatte , però se magari nel tempo avesse allenato un po’ più i suoi addominali oltre che il suo lato B, forse parleremmo del giocatore più vincente di sempre, ma ovviamente coi ”se” a con i ”ma” non si fa la storia..

With the first pick in the 1992 NBA draft the Orlando Magic select Shaquille O’Neal from Louisiana State University, inizia dalla calda Florida l’avventura tra i grandi di Shaq, Stato in cui poi tornerà e porterà un titolo, anche se con un altra maglio indosso; proviamo a descrivere una carriera unica ed inimitabile, non solo in campo, step by step.

ORLANDO MAGIC 1992-1996

Shaq e il primo allievo

chapter-4

Ovviamente Rookie of the Year e nel suo primo anno in NBA  è anche centro titolare nella notte delle stelle, il nuovo volto della franchigia dei Magic riuscì a contribuire notevolmente a incrementare le vittorie di Orlando, circa del doppio rispetto la stagione precedente  ma ciò non bastò per centrare i play off, poco importante avrà tempo di rifarsi il ragazzone. Nel secondo anno ecco che insieme alla squadra e ad un Penny Hardaway in più, dopo anni di digiuno arrivano a giocare le partite quelle calde, così da poter iniziare a farsi le ossa e una certa esperienza anche quando la palla di più, risultato? Eliminazione al primo turno, ma è ancora presto per Shaq, “tranquilli arriverà il suo momento” dicono tutti gli appassionati di questo sport d’America in quegli anni.
Nel 1993 incise il suo primo album rap (saranno cinque in tutto) con il titolo ”The Diesel”, inevitabile il fatto che si accollò questo soprannome per gli anni a venire.

La stagione 1994-95 resta la più gloriosa in maglia Magic per The Diesel, insieme al suo “primo allievo” (come lo chiamerà in futuro) Hardaway, Orlando riesce nell’impresa di eliminare i Bulls di Jordan e Pippen e quindi raggiunge le finali NBA affrontando Houston di Hakeem Olajuwon, che gli rifila la più grande lezione di pallacanestro di una delle più grandi e simboleggianti sfide tra la vitalità ed energia di Shaquille O’Neal e l’uso dei fondamentali uniti all’esperienza di The Dream;

03

un 4-0 nettissimo che riportò coi piedi per terra i giovani di Orlando specialmente il loro centro, che dopo quella sconfitta subita e sofferta in modo particolare, non era più sazio di produrre sul campo grandi numeri, prestazioni dominanti, abbattere avversari, canestri, ferri, vetri, tabelloni con annesse strutture e ricevere le parole al miele nei suoi confronti da parte di alcune leggende come Larry Bird e Patt Riley che lo proiettavano già come il nuovo Magic Johnson o Michael Jordan ovvero il simbolo della lega per il decennio a venire, l’esigenza di raggiungere il titolo era diventata la priorità; a volte l’amaro della sconfitta, specialmente quando arrivi ad un passo dalla vittoria, può rimanerti nel palato per anni. Il suo quarto anno in Florida finì con l’eliminazione a causa dei Bulls che presero la propria rivincita dell’anno prima, e quella contro Chicago fu per Shaq la sua ultima partita in maglia Magic, nonostante formasse una delle coppie più devastanti della NBA insieme ad Hardaway decise che ere giunto il momento di cambiare aria.

LOS ANGELES LAKERS 1996-2004

Shaq + Kobe

la-sp-lakers-shaq-kobe-statue-20170324

I primi tre anni in maglia Lakers sono probabilmente i più ardui per Shaq il quale traguardo maggiore è raggiungere le finali di conference, la pressione mediatica era ai massimi storici, per alleggerire tutto questo fardello chi meglio di un Maestro Zen che a tempo perso è anche allenatore NBA? Nessuno.

Nell’estate del 1999 sulla panchina di Los Angeles arrivò Phil Jackson.

MVP di quella stagione, in conferenza stampa dopo il premio riconoscimento individuale ricevuto Shaq esprime il volere di essere chiamato dai giornalisti ”the big Aristetle” perché come disse appunto Aristotele: ”La grandezza non è un singolo atto ma un abitudine,  che sei ciò che fai e ripetutamente”.  Alla ricerca disperata di un titolo che manca ad LA dal 1988, Shaq e compagni approdano alla loro prima finale NBA in gialloviola, raggiunta dopo un entusiasmante serie vinta al cardiopalma contro Portland, essendo stati sotto in doppia cifra nel quarto decisivo di gara 7; dopodiché Indiana sembrava solamente una passeggiata dovuta ma scontata nella passerella che li avrebbe portati in trionfo per la prima volta, ma senza l’aiutino del fido Robin (Bryant) probabilmente Batman (Shaq) non avrebbe vinto quell’anno..

Ovviamente non fatevi mai sentire da Shaq che lo chiamate o lo paragonate a Batman, non si sa come potrebbe reagire dato che lui si sente Superman, da bambino a sei anni provò ad imitarlo lanciandosi fuori da una finestra, il risultato ve lo lasciamo immaginare..

Dopo il primo anello con annesso trofeo di MVP delle finali, i Lakers passeggiano ai play off con un ridondante 12-0 ad ovest, conclusosi poi per 16-1 ma ottenendo il record come migliore run di post season di sempre, l’unica macchia del loro percorso ha un nome, un cognome ed un numero di maglia, la 3 ! Fatto sta che in quegli anni sono troppi forti Shaq e Kobe per tutti, per fortuna o purtroppo il giochino si ruppe qualche anno dopo.

tumblr_o5lc66sgyv1ruj0bpo1_1280

Non c’è due senza tre dicono, ma questa volta Allen Iverson non fa da parte della storia, il tre sta a significare il numero il titoli consecutivi che Shaq conquistò a Los Angeles. A parte la fantomatica serie e gara, forse la più discussa di sempre o quantomeno del nuovo millennio a livello arbitrale, quella contro i Kings che finì come due anni prima alla meglio delle 7 e anche in questo caso LA riuscì a spuntarla, spazzando poi via in finale con uno scontato sweep i Nets; tutto uguale insomma, Shaq dopo il raggiungimento del three peat diede alla stampa un altro soprannome con cui chiamarlo, ”The Most Dominant Ever”; se la pallacanestro fosse come la matematica e l’equazione

Shaq + Kobe + Phil = anello..

..sarebbe dovuta continuare così anche l’anno successivo, ma Bryant era una stella ormai troppo grande per non brillare più delle altre, o almeno alla pari di Shaq, ma un’etica di lavoro opposta e varie divergenze cestistiche tra i due fecero rompere il giochino, in quell’equazione di prima non erano cambiati gli addendi ma semplicemente un segno, ormai l’8 e il 34 non si sommavano e completavano più ma si invidiavano e limitavano.

(Shaq – Kobe) + Phill = L

Dopo due anni di delusioni e di continui screzi all’interno dello spogliatoio la dirigenza Lakers deve prendere una decisione abbastanza importante, su chi puntare il proprio futuro?

Età ed etica del lavoro hanno fatto ricadere la scelta su Kobe, che a detta sua stava già cercando casa a Chicago, invece fu ‘The Most Dominant Ever a salutare la città degli angeli!

MIAMI 2004-2008

Shaq e il terzo allievo

NBA: Bulls Beat Heat 107-89

Il ritorno in Florida di Shaq porta a Miami una passione e folle di tifosi che non si erano mai viste prime in casa Heat, con l’entusiasmo alle stelle il centro di circa 216 cm promette alla città che gli porterà un titolo; ha detto tante parole nel corso degli anni che non pensava davvero perché come poi è stato affermato da lui circa il 60% erano solo per infiammare l’ambiente, spesso la stampa (adorava fare marketing su queste cose), ma è anche vero che il valore di una promessa non è pari a quello delle parole espresse in alcune delle migliaia di interviste fatte, dettò ciò l’impegno preso coi tifosi di Miami è stato poi mantenuto.

Shaq disse che Wade che era il suo terzo allievo, e tra loro due ci sarebbe dovuta essere chiarezza e dirsi le cose in faccia anche se non gli sarebbero piaciute, solo così potevano ambire a qualcosa di importante, peccato che la saggezza di acquisisca strada facendo, ogni riferimento è puramente casuale.

Gara 7 contro i campioni in carica dei Pistons e due leggeri infortuni per Shaq e Wade costrinsero Miami a rimandare il sogno delle finali, l’attesa è davvero poca perché nell’anno successivo gli Heat salirono sul tetto del mondo trionfando contro i Mavericks in una delle più belle e improbabili rimonte mai viste nelle finali NBA.

Dwayne Wade (L) and Shaquille O'Neal (R)

Dopo quest’anno iniziò il suo inevitabile declino, ma d’altronde aveva un anello in più di Kobe e non gli erano rimasti più tanti stimoli; venne ceduto ad inizio 2008 destinazione Phoenix.

POST MIAMI

Come ripetuto nell’articolo l’etica di Shaq non era proprio come quella che dovrebbe essere un atleta professionista, per di più con un quintale e mezzo abbondante da portare a spasso, il viaggio alla ricerca del suo quinto titolo NBA è stata più che altro una lunga tourneè di ritiro, per lo meno dai massimi livelli, quelli che gli spettavano..

urdbgr3nuza6njuuvpcyfnd3dm

Hall of famer di diritto nel corso della carriera Shquille O’Neal ha ammassato molti trofei ma possiamo affermare che abbia altrettanti soprannomi, alcuni auto imposti e altri no: Superman, The Diesel, Most Dominant Ever, Shaqovic (in quanto i centri di origine slava erano famosi per il loro tocco morbido al tiro), Doctor Shaq (in un botta risposta con il non laureato Bynum), The rim breaker” (demolitore di canestri)  Wilt Chamberneazy (paragone facile), The Big Deporter (sempre riferitosi ai centri europei), The Big Cactus (Phoenix), The Big Foot ( 57 di piede ), The Big Shakespear, The Big Maravich, The Big Banana e un altra decina, noi lo vorremo semplificare in The Big One.

Phoenix, Cleveland e Boston e poi il ritiro dalla pallacanestro giocata; decisamente uno dei più grandi what if di sempre, nonostante la sua bacheca reciti 4 anelli, se solo avesse avuto un approccio nel suo lavoro in maniera leggermente diversa, forse ora avrebbe le dita piene di anelli…ma forse non avrebbe mai cantato con Michael Jackson e non sarebbe mai stato neanche un attore, un wrestler, uno sceriffo, un rapper, un comico, un protagonista di videogame, un buisness man, Superman, un grande cactus e tante altre bellissime cose.

In bacheca vanta 4 anelli, 1 oro mondiale, 1 oro olimpico, 1 MVP regulare season, 3 finals MVP, 1 ROTY, 1 NCAA player of the year, MVP in nazionale, premi individuali all’ All Star Game, innumerevoli votazioni in primi quintetti e quasi altrettanti canestri rotti.

Diciamo che siamo stati fortunati così.

shaquille-oneal-hero

PARENTESI CITAZIONI DI SHAQ

In conferenza stampa alla domanda su come farebbe se dovesse marcarsi da solo, la risposta fu:

“Farei finta di essere infortunato.”

Dopo la serie finale vinta e finita con oltre 33 punti di media contro i Sixers disse:

“Mutombo era un peso piuma, posso marcarlo senza raddoppi aveva detto…”
(era stato premiato miglior difensore delle stagione Mutombo quell’anno..)

“Il fatto che io tiri i liberi con il 40% non è altro che il modo di dire di Dio che nessuno è perfetto.”

“Non mi preoccupo mai del problema, mi preoccupo della soluzione.”

Bill Russel su Shaq:

“Io contro di lui non avrei avuto una chance”

Shaquille O’Neal, un bambino in un corpo di un orso grizzly che girava con un acquario nel bagagliaio dell’auto, semplicemente Shaq, like no other..

..simply The Big One

shaq-gif

Alessandro Carpi

Alessandro Carpi

19 luglio 1994, appassionato visceralmente al mondo NBA da quando ne ho 16, non solo al basket giocato che ovviamente non ha eguali al mondo, ma anche a tutto ciò che ci gira intorno. Mio papà amava i Lakers del duo kobe-shaq, ho fatto i miei primi fantabasket con lui, mio fratello e mio cugino, ai tempi non esistevano le app ma facevamo tutto con penna a taccuino, le mie prime partite guardate per intero sono state le finals 2010 con mio padre non potendo mai aprire bocca, ai tempi non esisteva my Sky che potevi fermare le partite quando volevi. Sono cresciuto da allora sempre mantenendo vive le mie due più grandi fedi, Federico Buffa e "the king" LeBron James.

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Editore ENBIEILAIF - Nacho Symbolic Associazione Culturale
P.IVA - COD. FISC. 03383520545
Direttore Responsabile testata on line: Luca Fiorucci
Server Provider: Aruba
Registro Stampa Tribunale di Perugia N°9 27/05/14
Email: info@nbalife.it

© 2019 Copyright NbaLife.it, tutti i diritti riservati