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Settimana di risse, ci lascia Jerry Krause, Melli in NBA?

LA MORTE DI JERRY KRAUSE

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Jerry Krause news: si è spento a 77 anni l’ex General Manager, per due volte Executive of the Year con i Chicago Bulls e creatore della squadra che avrebbe vinto sei titoli NBA.

Nella Lega professionistica americana e grande artefice dei Chicago Bulls che tra il 1991 e il 1998 hanno vinto sei titoli centrando due triplette. Un uomo che ha legato indissolubilmente il suo nome a quello di Michael Jordan, anche se non fu sua la scelta di puntare sul giovane uscito da North Carolina nel draft del 1984 visto che lui tornò alle dipendenze dei Bulls l’anno successivo.

Il GM di Chicago si era preso una pausa ma tornò poi ai Bulls su chiamata di Jerry Reinsdorf, nuovo proprietario. Jordan era già in squadra, ma aveva bisogno di un adeguato supporting cast. Nel 1987 Krause selezionò al draft Horace Grant con la numero 10 ma soprattutto Olden Polynice proveniente dall’Italia che sarebbe stato subito girato a Seattle in cambio di un certo Scottie Pippen, scambio che consegnò a Jordan il miglior secondo violino di sempre.

Due anni più tardi aggiunse il tassello decisivo per la costruzione di una vera e propria armata: esonerato Doug Collins, la panchina dei Bulls venne affidata a quel Phil Jackson vero artefice dei successi di Chicago ovviamente insieme a MJ. L’anno successivo (1990) scelse Toni Kukoc che sbarcò in NBA solo tre anni dopo ma fondamentale nella seconda tripletta, mentre quando convinse Jordan a tornare sul parquet aveva aggiunto alla squadra un certo Dennis Rodman.

La sua carriera si concluse nel 2003 per problemi di salute dovuti alla sua obesità. Di tutto questo se ne parlerà la prossima settimana all’interno di una puntata speciale di “Icons”.

SETTIMANA DI RISSE

Clima teso ad Oklahoma City per la sfida tra Thunder e Warriors. I protagonisti delle tensioni non sono KD (assente per infortunio) e Russell Westbrook, ma Stephen Curry e Christon che si sono presi a spinte sul finire del primo tempo ed hanno ricevuto un tecnico a testa.

Nella rissa che si è creata anche Russell Westbrook e Draymond Green si sono presi un tecnico.

“Mi è sembrato come se Christon mi avesse spinto una prima volta. Poi mentre prendevo posizione ho ricevuto una seconda spinta”

queste le parole di Curry.

Queste invece le parole di Russell Westbrook:

“Penso che Curry lo abbia fatto apposta a mettersi in mezzo ed ha tentato di spingere Semaj. Così mi sono messo nel mezzo. Se vedo un compagno in difficoltà io lo difendo”

Niente rispetto alla scazzottata tra due “pugili amatoriali” come Lopez e Serge Ibaka.

E’ successo di tutto nel match tra Raptos e Bulls dove alla fine la spuntano i Toronto Raptors per 122-120 all’overtime, ma nel terzo periodo, dopo il canestro del +5 dei Bulls, Robin Lopez risponde a una spinta di Serge Ibaka strappandogli violentemente di mano il pallone, con il congolese/spagnolo che risponde alla provocazione affrontandolo a muso duro. Si accende così una vera e propria rissa, sedata a fatica dagli arbitri e dai compagni ma riescono comunque a scambiarsi pugni a distanza con mira molto rivedibile.

Nelle ore successive parla Ibaka e dice:

Lui mi dà un pugno; io, in quanto uomo, non posso non difendermi. Non esiste che io stia fermo e mi faccia prendere a pugni. Dalle spinte siamo arrivati oltre, ma mi auguro che la Lega guardi a quanto è accaduto con la giusta dose di imparzialità. Fosse stato per me non saremmo mai arrivati così in là; ma quel che è successo è successo.

MELLI IN NBA?

Con la sua seconda stagione in Germania al Brose Bamberg agli ordini di Andrea Trincheri, Nicolò Melli è diventato un giocatore di caratura europea che con l’ottima Eurolega che ha disputato si è consacrato tra i lunghi più forti in Europa. I due MVP del mese vinti nel giro di un anno, Novembre 2015 e Dicembre 2016 oltre che essere un valido riconoscimento per il suo duro lavoro e i suoi miglioramenti sono arrivati fino oltreoceano con franchigie NBA che lo seguono ormai da tempo. Già, perché come riportato da David Pick (noto giornalista americano), il reggiano ex Olimpia Milano è seguito molto da vicino da almeno sette franchigie NBA.

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Pare infatti che dagli USA siano arrivati in molti a visionare Nicolò Melli. Trattasi dei New York Knicks, degli Utah Jazz, dei Phoenix Suns, dei Brooklyn Nets, degli Houston Rockets, dei Miami Heat e dei San Antonio Spurs. Squadre di un certo blasone con San Antonio in testa, visto lo stile di gioco prettamente Europeo e l’ambiente che si sposa benissimo con i giocatori non americani: sarebbe un traguardo e un’opportunità incredibile. Basta vedere il lavoro fatto con Belinelli che in sole due stagioni da Spurs si è tolto la soddisfazione di vincere il Threepoint Contest all’All Star Game e di vincere lo stesso anno l’anello in finale contro i Miami Heat di LBJ.

Inoltre a San Antonio ritroverebbe anche Ettore Messina che non ha mai nascosto di avere un debole per Nik, come dimostra il suo ottimo impiego nel Pre-Olimpico di Torino. Ovviamente tutto ciò è prematuro ma l’idea di avere un terzo Italiano in NBA affascina non poco.

LAVAR, ANCORA LAVAR

LaVar Ball è un fiume in piena che nessuno sembra in grado di arginare, è li che viene deriso da molti ma non curante di tutto ciò lui va avanti con le sue dichiarazioni sempre sopra le righe. Recentemente oltre che metter becco su quello che sarà il futuro del figlio Lonzo Ball è intervenuto anche su altri giovani promettenti mettendo nella mischia anche il figlio del Prescelto e dicendo che per lui non sarà facile reggere la pressione che gli verrà riservata essendo il figlio di LBJ.

A James non sono piaciuti i commenti fatti ed ha voluto mandare un messaggio a Ball.

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Anche Kerr ha qualcosa da dire a LaVar:

“Sta ottenendo quello che vuole, ovvero attirare l’attenzione su di sé. Le sue parole sono esagerate, ma stanno andando sulle prime pagine e questo è quello che vuole”.

“Non credo che stia aiutando i suoi figli così, dovrebbe lasciarli andare in campo per divertirsi. Ma non c’è problema, fa parte di come è fatto”.

Sabatino Fantauzzi

Sabatino Fantauzzi

26 anni, mi sono appassionato alla pallacanestro vedendo i derby di Basket City il sabato pomeriggio su Rai 3 e da li è nato un amore incondizionato con il basket e la Fortitudo Bologna. Successivamente mi sono avvicinato anche alla NBA, precisamente dalla scelta del Mago in poi, seguo da vicino Marco Belinelli, idolo indiscusso dai tempi Fortitudini. Lakers e Kobe le altra passioni.

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