Rookie Photo Shoot 2016

Rookie class 2017: tiriamo le somme Pt. 2

Seconda parte dell’articolo sulle considerazioni riguardanti la rookie class 2017. Nello scorso episodio abbiamo analizzato i giocatori che hanno dimostrato maggiormente le loro capacità durante la stagione regolare 2016-2017, ed i prescelti sono stati Joel Embiid dei Sixers, Dario Saric sempre in rinforzo a Phila, e Malcolm Brogdon, la promessa dei Bucks, unico della sua classe draft a mettere a referto una tripla doppia in stagione.

La seconda parte, che andremo a vedere oggi, è dedicata al tipo di giocatori che “Avrebbe potuto fare meglio”, ossia quelli che sarebbero dovuti essere protagonisti indiscussi della stagione, ma che hanno condotto un’annata decisamente al di sotto delle aspettative.

Brandon Ingram

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Già a Duke lo paragonavano a Kevin Durant per capacità realizzative: 17.3 punti a partita col 41% dall’arco nell’unico anno al college, praticamente un cecchino, ma anche per corporatura, alto, snello, dalle lunghe braccia. La pressione l’ha sfortunatamente schiacciato, in 79 gare, di cui 40 partite dal quintetto, 9.4 punti a partita col 29% da tre punti.

Le “spalle strette” sono state un altro fattore che ha precluso l’esplosione del giovane talento dei Lakers, centellinato, proprio per la questione “spalle”, da coach Walton. Un altro anno a Duke non glielo avrei vietato, anzi, sarebbe stato molto meglio, avrebbe potuto completare lo sviluppo fisico, attualmente troppo, troppo esile.

Thon Maker

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Aveva detto, ai microfoni di NBA Tv, appena scelto:

“Perché non dominare quando puoi farlo? Domina e basta”

Forse, anzi sicuramente, il giovane classe 1997, descritto da Giacomo in “Thon Maker: gli anni di Caffè”, ha esagerato con quella super-dichiarazione. 216 centimetri per 97 chilogrammi di puro talento grezzo, ma deve ancora sbocciare.

Scelto alla decima dai Bucks di coach Jason Kidd, gioca solo 57 partite, con medie piuttosto basse: 9.9 minuti con 4 punti e 2 rimbalzi per gara. 2 rimbalzi per gara da un 2.16? Sì, un gran peccato. C’è una piccola nota positiva però: verso l’ultima parte della stagione è riuscito a guadagnarsi la fiducia del coach e adesso è titolare ai playoffs contro Toronto.

Domantas Sabonis

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Cos’è successo Domantas?
Una doppia-doppia di media nell’ultimo anno a Gonzaga da 17 punti e 12 rimbalzi, torneo NCAA giocato al meglio, primo rookie a debuttare dalla prima in NBA coi Thunder dai tempi di Kevin Durant. A fine regular season le statistiche recitano 6 punti scarsi e solo 3.6 rimbalzi a partita in 20.1 minuti di media.

Un bottino molto esiguo per il potenziale di questo giovane titano di 2.11 metri per 109 chilogrammi, anche, se non soprattutto, per quello che aveva dimostrato in Europa prima, e a Gonzaga poi. L’undicesima scelta di questo draft dovrà dimostrare di essere “degno di suo padre” Arvydas, ma possiamo aspettarlo, è ancora giovanissimo.

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo, 21 anni, Roma. Ex-studente di liceo classico, attualmente studente di Informatica alla Sapienza. Non tifo nessuna squadra, ma mi piace vedere il bel gioco. Amore platonico per LeBron James, per il playmaking e per i passaggi di Jason Williams. Citazioni preferite: "Limits, like fears, are often just an illusion" e "Il grande attacco dà spettacolo e porta tifosi al palazzetto, ma la grande difesa fa vincere i campionati"

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