Rodney Hood

Rodney Hood: un bombardiere a Salt Lake City

Rodney Hood – La scheda

Rodney HoodNome: Rodney Hood

Città d’origine: Meridian, Mississippi

Età: 21, nato il 20/10/1992

High school: Meridian (Mississippi)

College: Mississippi State (2011-2012), Duke University (2013-2014)

Altezza: 203cm

Peso: 98 kg

Ruolo: ala piccola

Draft: 2014, scelta numero 23 degli Utah Jazz

Bio

Figlio del Mississippi, lo stato più povero degli Stati Uniti, abitante della piccola città di Meridian, Rodney Hood cresce tranquillamente in questa realtà così diversa da ogni stereotipo odierno legato al mondo a stelle e strisce. La famiglia lo sostiene da sempre nel suo sogno legato al basket, mamma Vicky e papà Ricky, entrambi ex cestisti per Mississippi State nel 1978-1980, lo seguono ad ogni partita e fungono anche da esempio umano, lei infatti è preside in un liceo di Meridian e lui è il direttore del Boys & Girls Club of East Mississippi.

La carriera di Rodney Hood ha inizio alla Meridian High School, in cui si dimostra istantaneamente come un notevole talento offensivo, veleggiando comodamente sopra i venti punti di media nelle annate da junior e da senior (le nude cifre dell’ultimo anno recitano 24,8 punti, 8,6 rimbalzi, 6,4 assists, 3,1 rubate e 2 stoppate a partita, guidando la squadra ad un eloquente record di 29 vittorie e due sconfitte).

Nel 2011 per compiere il salto al college inizialmente Hood decide di rimanere a casa e sceglie Mississippi State, dove, come detto, erano già stati i genitori; tuttavia dopo una sola stagione, in cui fra l’altro da freshman mantiene un buonissimo rendimento (10,3 punti, 4 rimbalzi e 2 assists in 32′ di impiego medio), entra nell’ordine di idee di dover puntare più in alto, per poter confrontarsi con realtà più competitive deve migrare, e ad occhi chiusi trasvola alla corte di Coach K alla Duke University.

A causa delle rigorose norme NCAA sui trasferimenti, Hood è costretto a saltare l’intera annata 2012-2013, e prepararsi al debutto in canotta Blue Devils nella stagione successiva, nella quale, fra l’altro, avrà come compagno uno dei freshman più attesi di sempre, Jabari Parker.

La stagione per il nostro è individualmente estremamente positiva, migliora tutti gli aspetti del proprio gioco – specialmente a livello tattico – e chiude con 16,1 punti, 3,9 rimbalzi, 2,1 assists in 35 gare, con un solido minutaggio oltre i trenta minuti a partita.

Rimarchevoli risultano anche le percentuali al tiro: 46% complessivo ed un sontuoso 42% da tre punti, senza tralasciare un buon 80,7% dalla lunetta. Tali numeri gli valgono un posto nel secondo quintetto dell’Atlantic Coast Conference, nonostante il rovinoso fallimento al torneo NCAA 2014, in cui sparisce letteralmente dal parquet (assieme al più quotato compagno Parker) e Duke viene clamorosamente eliminata al primo turno da Mercer.

Al termine dell’annata Rodney Hood si dichiara eleggibile per il Draft, venendo accreditato di una chiamata immediatamente dopo le lottery picks, ma finendo, tra lo stupore degli astanti, addirittura alla ventitreesima scelta, selezionato dai Jazz, intrigati da una potenziale steal of the draft.

Scheda tecnica

Rodney Hood è un’ala piccola dalla statura importante, adattissima alla NBA moderna, pur accompagnata da un fisico sicuramente troppo filiforme per gli standard professionistici, e questo – il potenziamento della massa muscolare – sarà uno degli obiettivi primari della sua estate, allo scopo di presentarsi al meglio a novembre quando debutterà in maglia Jazz.

Le qualità in cui madre natura è stata maggiormente benevola nei confronti di Rodney Hood riguardano la tecnica e soprattutto la balistica: è un mancino raffinato, dalla mano particolarmente educata sia dalla media che dalla lunga distanza, grazie ad una meccanica di tiro perfetta e fluida, un rilascio veloce del pallone che, data l’altezza notevole, gli permette di tirare in sopra la testa della maggior parte dei pari-ruolo.

Oltre alle formidabili doti balistiche, dispone di un buon trattamento di palla, in particolare con la mano dominante, e ciò gli consente di essere un discreto passatore – talvolta capace di invenzioni davvero pregevoli – pur in mancanza di una visione di gioco rimarchevole. Indubbiamente si tratta di un atleta intelligente (ottimo nei pick and roll), altruista e dal temperamento mite; ne consegue che dopo aver fatto le gioie di compagni ed allenatori a livello giovanile, potrebbe divenire importante tra i pro anche dal lato umano, un cosiddetto “uomo spogliatoio”, fondamentale in qualsiasi gruppo.

Tale lodevole mitezza d’animo presenta però un consistente rovescio della medaglia: infatti Rodney Hood non è esattamente quello che definiremmo un difensore arcigno o un rimbalzista feroce. In difesa e a rimbalzo rischia di subire tremendamente contro avversari di gran lunga più potenti ed esperti, non solamente per l’evidente inferiorità fisica, ma anche per una scarsa attitudine agonistica, una latitanza di spirito combattivo che potrebbe limitarne l’ascesa se non comprenderà di dover affrontare con meno titubanze marcature e contatti nel pitturato.

Detto delle sospette (in)abilità difensive, carenti sia per i fondamentali (lascia troppo spazio all’attaccante o non ne segue i movimenti) sia per l’applicazione mentale, e della preoccupante tendenza alla timidezza agonistica, è necessario aprire una parentesi finale sulle soluzioni offensive alternative al jumpshot d’eccezione di cui è dotato.

Al di là del deficit di chilogrammi Rodney Hood è un atleta più che discreto, rapido e armonico nelle movenze, avrebbe la possibilità di attaccare il canestro dal palleggio, variando le soluzioni di spot-up shot o i pull-up, e divenendo una minaccia a 360 gradi per le difese avversarie; al contrario, forse proprio per il timore dei contatti, Rodney Hood raramente punta il ferro per conclusioni ad alta percentuale, e questo sarà un altro degli aspetti da migliorare del suo gioco per arrivare ad un livello più alto di quello dello specialista del tiro pesante dal quale presumibilmente partirà nel suo anno da rookie.

Punti di forza

  • Eccellenti doti balistiche sia dalla lunga che dalla media distanza.
  • Altezza perfetta per il ruolo di ala piccola nella NBA
  • Carattere docile e rispettoso, potrà inserirsi al meglio nel giovane spogliatoio di Utah, portando energia positiva.
  • Mani educate e mente sveglia nella metà campo offensiva: l’altruismo innato lo rende un buonissimo passatore, le ottime letture dei pick and roll e dei tagli lo rendono un braccio armato assai pericoloso.
  • Upside (legato ai potenziali miglioramenti nei lati del gioco in cui difetta) ancora notevole, nonostante i 22 anni d’età.

Punti di debolezza

  • Fisico troppo debole rispetto alle ali piccole con cui dovrà confrontarsi nella NBA.
  • Difensore a dir poco modesto: difetta sia nei fondamentali che nell’applicazione e nell’intensità.
  • Al di là delle (pregevoli) soluzioni al tiro a medio e lungo raggio, dal punto di vista offensivo è limitato, perché poco incline ad attaccare il canestro e a subire i contatti in area.
  • Mancanza di timing a rimbalzo.
  • Scarso agonismo e carenza di personalità nel prendere iniziative di responsabilità in attacco.

Best case scenario: Rodney Hood se affinasse ulteriormente le sue già eccellenti abilità al tiro e si applicasse maggiormente negli aspetti difensivi della pallacanestro, potrebbe ripercorrere in minore la carriera di Danny Granger (anch’egli scelto dopo le lottery picks e partito senza ambizioni da star, ma giunto ad essere, seppur brevemente, un All star ed uno straordinario attaccante).

Worst case scenario: se Rodney Hood si limitasse al ruolo di grande tiratore in tutte le situazioni di gioco, ritagliandosi l’etichetta non sempre ambita di “specialista”, potrebbe ricordare giocatori come Dorell Wright o il Rashard Lewis degli ultimi anni.

Marco

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Editore ENBIEILAIF - Nacho Symbolic Associazione Culturale
P.IVA - COD. FISC. 03383520545
Direttore Responsabile testata on line: Luca Fiorucci
Server Provider: Aruba
Registro Stampa Tribunale di Perugia N°9 27/05/14
Email: info@nbalife.it

© 2019 Copyright NbaLife.it, tutti i diritti riservati