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Rodman contro la NBA di oggi, Niente Italia nella Postseason

RODMAN NON LE MANDA A DIRE

Rodman è un personaggio che non passava inosservato da giocatore e non possa inosservato nemmeno ora con dichiarazioni pungenti che ci tengono ad evidenziare la differenza tra la NBA dei suoi tempi e quella attuale. E interpellato sulla questione riposi Rodman dice la sua senza peli sulla lingua prendendo di mira soprattutto LBJ.

A differenza di LeBron James, Michael Jordan non si è mai riposato: giocava ogni singola partita, non me ne ricordo una saltata per riposarsi. Ora come ora LeBron ha uno status tale che può permettersi di fare tutto questo, così come lamentarsi o altre storie del genere. Inoltre sento dire che adesso c’è molto talento nella Lega, ed è vero, ma non c’è paragone rispetto ai tempi quando giocavo io. Allora i giocatori erano davvero duri e aggressivi, adesso è diverso. Michael Jordan dominava lo stesso nonostante le difese dure che trovasse ogni sera, risultato? È stato il miglior realizzatore per quasi dieci anni di fila, a 32 di media a gara, ogni sera giocando sempre al massimo. Quelli erano tempi duri, adesso è tutto facile: queste triple doppie frequenti e numeri pazzeschi prima non si vedevano. Prima una stella doveva giocare contro difese come la nostra negli anni dei Pistons, una difesa che era davvero durissima: uno come Jordan però non arretrava mai, giocava sempre e ogni volta sempre più forte per riuscire a batterci.

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Rodman fa qualche considerazione anche sullo stato attuale dei Golden State Warriors esaltando  un giocatore in particolare  che secondo lui è determinante per le sorti della squadra

“Sapete, Steph Curry ha fatto un passo indietro, ed è fantastico”, ha detto Rodman-“Lo è perché se vedete una gara dei Warriors ora, beh notate una cosa…Io ho sempre sostenuto una cosa: un giocatore lì in mezzo è fondamentale, è quello che rende gli Warriors un team eccellente. Chi è? Draymond Green? No. Klay Thompson? Esattamente. Quel ragazzo lì è davvero bravo”
Parole chiare di Dennis Rodman, l’ex Chicago Bulls ha esaltato la guardia dei Golden State Warriors, per lui il vero ago della bilancia nel gioco della franchigia della Baia: “Quello che sto cercando di dire è che Klay Thompson è fondamentale per il team. Tutti si preoccupano di Steph Curry. Ma Klay è il vero collante della squadra”.

ITALIA FUORI DAI PLAYOFF

La possibilità di vedere il tricolore ai playoff è ormai quasi definitivamente svanito.
Le sconfitte incassate da Denver e Charlotte nella serata di mercoledì in pratica fanno calare il sipario sulla stagione dei due azzurri, che così quest’anno dovranno guadare la postseason dalla televisione.

Charlotte ha compromesso il suo cammino verso i playoff in un 2017 decisamente sottotono con un filotto di sconfitte importanti prima della pausa per All Star Game. Belinelli nell’ultimo periodo si è fatto trovate pronto in fase offensiva ma la squadra che lo scorso anno difensivamente faceva la differenza non si è fatta trovare pronta in questa stagione. Peccato perché Charlotte aveva tutte le carte per giocarsi i playoff ad est.

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Stagione oramai compromessa anche per Denver, che con la sconfitta a Houston vede la postseason molto molto lontana. Portland, attualmente in ottava posizione, è avanti di una gara ed è in vantaggio con la squadra del Colorado negli scontri diretti, con quattro partite da disputare, bisognerebbe cosi rimontare praticamente due match e l’impresa sembra veramente impossibile.

Dallas Mavericks v Denver Nuggets

Gallinari in questa fase della stagione si è caricato la squadra sulle spalle con una serie di partite che hanno sfiorato diverse volte il trentello. Ben coadiuvato da Jokic ha portato i Nugets fino all’ottavo posto perso una settimana fa proprio ai danni dei Blazers che sembrano averlo messo in cassaforte.
In questa West conference sembrava che quest’anno ci fosse spazio per Denver visto anche il punteggio con cui l’ottava entra nella post Season. Obiettivo non centrato che lascia l’amaro in bocca ad una squadra giovane che ha bisogno di questi step per crescere e fare il definitivo salto di qualità.

PILLOLE

Questa settimana c’è da segnalare anche il contro sorpasso dei Cleveland Cavaliers nei confronti dei Boston Celtics che tengono la leadership per qualche partita ma cadono inesorabilmente nello scontro diretto contro LBJ e compagni. È proprio LeBron James il trascinatore dei Cavs con 36 punti 10 rimbalzi e 6 assist nella larga vittoria al TD Garden (91-114).

coach Brad Stevens commenta cosi la sconfitta:

“Siamo stati fortunati che la sconfitta non sia stata anche peggiore, i Cavs hanno giocato ad un livello diverso dal nostro sotto ogni aspetto del gioco”

Warriors ancora la migliore squadra della lega per il terzo anno consecutivo.
La vittoria stagionale numero 65 dei Golden State Warriors gli è valsa ufficialmente il miglior record della Lega per la Regular Season 2016/17, cosa che gli garantirà quindi il fattore campo per l’intera durata dei Playoff. A questa buona notizia va aggiunto il ritorno in campo di Kevin Durant cinque settimane dopo la distorsione al ginocchio rimediata a Washington. Il quattro volte capocannoniere NBA tornerà a vestire la maglia di Golden State Sabato notte contro New Orleans, in perfetta tabella di marcia che vedeva KD arruolabile per i playoff.

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Autore della sua 41a tripla doppia stagionale in NBA, in occasione del successo per 110-79 di Oklahoma City su Milwaukee, Russell Westbrook ha eguagliato il vecchissimo record di Oscar Robertson. I numeri della sua serata sono stati 12 punti 13 rimbalzi e 13 assist.

“Questa serata rimarrà indimenticabile, raggiungere una leggenda come Oscar Robertson nella storia è un onore”, ha commentato Russell Westbrook.

Record che resisteva dalla stagione 1961-62.
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Sabatino Fantauzzi

Sabatino Fantauzzi

26 anni, mi sono appassionato alla pallacanestro vedendo i derby di Basket City il sabato pomeriggio su Rai 3 e da li è nato un amore incondizionato con il basket e la Fortitudo Bologna. Successivamente mi sono avvicinato anche alla NBA, precisamente dalla scelta del Mago in poi, seguo da vicino Marco Belinelli, idolo indiscusso dai tempi Fortitudini. Lakers e Kobe le altra passioni.

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