Phil Jackson - Eleven Rings

Quando l’anima entra in campo: Eleven Rings

Premessa

elevenrings_copertinaScrivere di un mostro sacro della palla a spicchi come lo è indiscutibilmente Phil Jackson è per me motivo di grande orgoglio, oltre che un’interessante sfida.

Leggere questo libro, personalmente, mi ha fatto vedere chiaramente certi meccanismi e certe dinamiche del basket d’oltreoceano e sotto una nuova luce. La peculiarità dello scritto è rappresentata dai concetti extra-cestistici che vengono espressi ed in questa recensione ho cercato di far capire che questo è il motivo per cui “Eleven Rings” è una lettura che ogni appassionato dovrebbe tenere bene in vista nella sua libreria.

Scheda Libro

Autori: Phil Jackson and Hugh Delehanty
Titolo: Eleven Rings, the soul of success
Editore: The Penguin Group (Libreria dello Sport per l’Italia)
Traduzione: Dario Vismara
N. Pagine: 336
Anno di pubblicazione: 2013 (2014 in Italia)

Three Quotes

I saggi buddisti dicono che c’è solo “un decimo di centimetro di differenza” tra la terra ed il paradiso, e io penso che lo stesso si possa dire del basket. Il tuo compito è fare qualsiasi cosa in tuo potere per creare le condizioni perfette per avere successo. Ma a un certo punto, devi lasciare andare e mettere tutto nelle mani degli dèi del basket. L’anima del successo è abbandonarsi a quello che è.

Il basket non è un gioco individuale. Non è neanche un gioco formato da cinque individui, se è per quello. È una complicata danza che include tutto ciò che accade, in ogni istante – lo sbattere della palla contro il ferro, il mormorio del pubblico, il luccichio di rabbia negli occhi dell’avversario, il rumore costante della tua mente inquieta.

Non posso fare finta di essere un esperto di teorie sulla leadership. Ma quel che so è che l’arte di trasformare un gruppo di giovani e ambiziosi individui in una squadra unita e da titolo non è un processo meccanico. È un misterioso numero da prestigiatore che richiede non solo una meticolosa conoscenza delle leggi del basket radicate nel tempo, ma anche un atteggiamento di apertura, una mente lucida e una profonda curiosità per i moti dello spirito umano. Questo libro parla del mio viaggio per provare a svelare quel mistero.

Gli Autori

Phil Jackson: per Phil Jackson penso servano ben poche presentazioni, chiunque mastica un po’ di basket d’oltreoceano ha sicuramente sentito parlare della sua storia.

Per i meno informati Phil Jackson può essere tranquillamente considerato il più grande allenatore della storia del gioco, dopo una mediocre carriera da giocatore (uno specialista difensivo) nei Knicks e nei Nets condita, comunque, da due titoli (1970 e 1973), nel 1989 viene nominato capo allenatore dei Chicago Bulls di Michael Jordan e Scottie Pippen che condurrà alla conquista di due Three-peat (denominazione che si da quando si conquistano 3 titoli consecutivi) per poi passare, nel 2000, ai Lakers di Kobe Bryant dove vincerà altri 5 titoli (un Three-peat ed un Back-to-back).

È l’allenatore con più titoli vinti (11 più 2 da giocatore), con la più alta percentuale di vittorie (70.4%) e dal 2007 è parte della Basketball Hall of Fame.

Attualmente è il presidente dei New York Knicks.

Hugh Delehanty: Hugh Delehanty è stato redattore di Sport Illustrated e People, aveva già collaborato con Phil Jackson in “Sacred Hoops” (“Basket & Zen” in Italia).

L’Opera

Il libro è un continuo alternarsi tra la classica cronaca degli avvenimenti e parti che potremo definire quasi filosofiche, con intere pagine in cui viene spiegato il pensiero e la visione dell’autore: i primi due capitoli sono come una sorta di introduzione alla sua visione del gioco, del concetto di squadra e della vittoria.

A partire dal terzo capitolo possiamo dividere il libro in 3 macro-parti: la prima dove viene raccontato il Phil giocatore, l’impatto in NBA, l’avventura di New York ed i titoli; nella seconda si passa ad un Phil capo allenatore dei Chicago Bulls dove è stato capace di portare al titolo una squadra che giocava a “Michael Jordan vs Everybody”; per poi arrivare al terzo blocco che coincide col passaggio di Jackson ai Lakers, con la sua definitiva consacrazione ad allenatore più vincente della storia.

Punto di vista degli autori

Come è giusto che sia in questo genere di libri, Phil Jackson racconta tutto quanto in prima persona. La cosa che mi ha colpito di più è il fatto che tutto viene raccontato come se Phil fosse davanti al lettore con una bella tazza di thè verde calda a raccontare la sua storia, i suoi pensieri e le sue emozioni in ogni singolo momento, in questo è stato, è e sarà sempre magistrale: la profondità del personaggio è nota  e la capacità di aprire, metaforicamente, la sua testa ha permesso a milioni di lettori in tutto il mondo di prenderne un pezzetto e di farlo proprio.

Da buon giornalista e collaboratore Hugh Delehanty si è tenuto in ombra per tutto il libro, eccezion fatta per i ringraziamenti dove la prima persona singolare è stata sostituita da un “noi” che fa capire quanto sia stato importante Hugh per Phil durante tutta la stesura del libro.

Valutazione

Esprimere una valutazione oggettiva di un libro (o di una qualunque opera artistica) è sempre un compito molto difficile, soggettivamente, invece, posso considerare questo lavoro uno dei più bei libri che abbia mai letto.

Per tutta la lettura non si ha praticamente mai la sensazione di seguire una narrazione prettamente cronologica di una grandissima carriera, si ha, piuttosto, la sensazione di entrare completamente nella testa del “Maestro Zen”.

Già… Maestro Zen. L’autore dedica una grandissima parte del libro alla spiegazione della sua spiritualità, un campo che nella vita del 2016 è sempre meno considerato: parla del suo percorso interiore per la ricerca del benessere personale unito alla ricerca di un’alchimia di squadra pressappoco perfetta che gli ha permesso di vincere ovunque sia stato.

Non mi sento di considerarlo come un libro adatto a tutti, ripeto, non è la normale biografia di uno sportivo, non aspettatevi di trovare ogni singolo commento tecnico spiegato ed analizzato come nei migliori studi post-partita. Aspettatevi, piuttosto, uno scritto in cui viene spiegato il ruolo fondamentale che giocano le nostre emozioni, i nostri pensieri, il nostro modo di vedere la vita portato in un contesto dove questi discorsi lasciano, forse troppo, il tempo che trovano.

Voto: 9.5/10

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Roberto Di Pasquale

Roberto Di Pasquale

Fiero minors di 22 anni, son nato in un paesino sul Lago Maggiore in provincia di Varese. A 6 anni mio padre mi ha iscritto ad una scuola calcio ma dopo neanche un anno, tramite compagni di scuola, scopro la palla a spicchi: amore a prima vista. Innamorandomi di LeBron e imitando The Big Ticket in ogni palestra sono arrivato sino ad oggi. Non ho una squadra NBA preferita e son tifoso dell'Olimpia Milano, per il resto sono un perito elettronico con una grande passione per la tecnologia.

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