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Power Ranking: i team da Playoffs per la stagione 2019-2020

Ultimo pezzo di Ramadan per me, nell’attesa che il digiuno cestistico abbia finalmente termine il 22 di Ottobre con la opening night dell’NBA.

E non fate gli spiritosi dicendo che ci sono stati i mondiali. Per qualcuno che tifa Celtics, semplicemente non sono mai avvenuti.

Già perchè il Team Iuessèltics (4 biancoverdi su 15, credo sia record ogni epoca) ha fatto abbastanza pietà. Smart e Brown hanno giocato rispettivamente 17,6 e 20 minuti a gara, senza lasciare particolare traccia del loro operato. Tatum ha preso (nelle 2 partite prima di rompersi) un mare di rimbalzi, ma ha anche tirato in maniera allucinante (31,5% dal campo e 25% da 3), neanche fosse un Nick Young qualunque.

E Kemba, il leader della squadra, il veterano, quello che si prendeva le responsabilità, ha segnato tanto (oddio, diciamo più degli altri), sbagliato tanti tiri, ma soprattutto ha firmato con errori sanguinosi tutti i momenti che hanno portato alla quasi sconfitta con la Turchia e all’eliminazione contro la non così irresistibile Francia: voglio dire, quello che gli ha fatto un mare di punti e per il quale non hanno trovato nessuna contro misura non era Jordan, era Evan Fournier

Quindi, ringalluzziti nello spirito e carichi di ottimismo per la stagione biancoverde che verrà, possiamo archiviare gioiosamente questo evento che non è mai accaduto e dedicarci alla prossima stagione.

Avete letto qui le considerazioni di dettaglio sui principali scambi avvenuti in offseason, possiamo quindi fare un comodo (e sempre attendibile) ranking delle prime 8 di ogni conference, ovvero le squadre che senza timor di smentita (?!) faranno i Playoffs.

Eastern Conference

8-Detroit Pistons

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Definiamoli poco eccitanti, perchè siamo gentiluomini. Il cap ingessato non ha permesso nessun movimento al di fuori dell’arrivo di Derrick Rose che, al di là di una stagione finalmente sopra le (ormai misere) aspettative, difficilmente potrà cambiare le sorti della franchigia, ma è comunque meglio di Reggie Jackson, che vedrà il suo minutaggio calare in un tripudio di miccette. Griffin ha dimostrato che lui da solo è una franchigia che vale i PO ad est, non si vede perchè (salvo infortuni) non possa bissare l’impresa quest’anno. Se poi arrivasse un minimo di aiuto dagli altri 11…

7-Miami Heat

Pat Riley, Jimmy Butler

Serie di cagnacci che ancora una volta Spoelstra potrebbe incredibilmente riuscire a far giocare bene a basket, riuniti sotto il capobranco per eccellenza, Jimmy Butler, uno che in un contesto di difesa fino alla morte e attacco stitico e senza talento, ma molto organizzato, ha già dimostrato a Chicago di essere una star. Se conoscete più di 4 nomi nel roster degli Heat, vuol dire che siete veramente degli intenditori, ma coach Spo’ ha dimostrato più volte che con lui la classe operaia può andare in paradiso.

6-Toronto Raptors

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Campioni del mondo! E, limitatamente a Gasol, anche campioni dei mondiali. Peccato solo che l’architrave della squadra li abbia mollati, e questo sia l’anno del regno di Re Pascal. Al momento niente lascia presagire che possa evolvere in un primo violino da contender, ma in fino a 2 anni fa non sembrava nemmeno un giocatore NBA, quindi mai dire mai. Il gruppo è solido e ben allenato, ci sono molti veterani di esperienza con la borsa dei trucchi piena e tanta voglia di dimostrare che Toronto non era solo Leonard, e Hollis Jefferson è forse la miglior opzione possibile (tra quelle comprabili a prezzo di saldo) per sostituire Leonard.

5-Brooklyn Nets

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Forse qualcuno li vede più in alto. Io, in quest’anno di contumacia Durant non me la sento di metterli oltre la quinta. Irving non può giocare insieme a Dinwiddie, mentre Allen non può farlo con DeAndre Jordan. Si spera che Lavert possa bissare quanto di buono fatto vedere in brevi stralci della passata stagione, e che Irving non distrugga in pochi mesi la mentalità e il gruppo che i Nets hanno così sapientemente creato negli ultimi 2 anni. Tanti auguri!

4-Indiana Pacers

NBA: Charlotte Hornets at Indiana Pacers

Oladipo perderà i primi mesi di stagione, il go to guy ad interim della passata stagione (Bogdanovic) se n’è andato, il dualismo Turner/Sabonis è ancora ben lontano dall’essere risolto, e Brogdon dovrà ritagliarsi (almeno per 2-3 mesi) un ruolo di primo violino che non ha mai nemmeno immaginato per sé. Però il gruppo è solido, sembrano mancare teste matte, e in fondo l’anno scorso hanno ottenuto questi risultati con un roster peggiore, per cui io continuo a dare loro fiducia.

3-Boston Celtics

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Gradino più basso del podio per i C’s, più per demeriti delle altre che per meriti loro. I Celtics sono stati per un (decorosamente vincente) quadriennio una squadra essenzialmente difensiva, e questa estate hanno perso quello che faceva da solo il 40% del valore della loro difesa, Al Horford. Stevens adesso ha 1 mese per rimettere insieme i pezzi e inventarsi una nuova identità tecnica della squadra, se non altro partendo da un gruppo che almeno sulla carta sembra emotivamente meno problematico da gestire.

2-Philadelphia 76ers

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Come detto nel mio pezzo sugli scambi, di più non vuol dire meglio. Horford si accoppia male con Embiid, e va in sovrapposizione tecnica con Simmons e in parte anche con Richardson. JJ Redick farà sentire la sua mancanza. Quest’anno come detto non servirà essere perfetti per puntare al titolo, ma questi mi sembrano, anche se oggettivamente forti, molto disfunzionali. C’è troppa roba, per altro quasi tutta buona, quindi non mi stupirei se, in caso di un avvio non stratosferico, la dirigenza decidesse di premere il pulsante “panico” e provasse a scambiare qualcuno.

1-Milwaukee Bucks

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Wes Matthews non è Brogdon, ma come sostituto raccattato dall’umido non è male. Alla voce folklore, hanno a roster sia i fratelli Antetokounmpo che i fratelli Lopez, ma la realtà è che hanno cambiato molto poco la squadra dell’anno scorso, che era già probabilmente la più forte ad est (quando Sixers, Raptors e Celtics erano più forti di quest’anno). La sconfitta contro i Raptors è arrivata per una clamorosa serie difensiva dei canadesi, ma anche per lo scotto della prima volta a quei livelli pagato evidentemente dai Cerbiatti. La squadra è solida e, a parte infortuni rilevanti, non vedo motivi che li possano tenere lontani dalla prima posizione a est.

Outsiders: Orlando (solidi ma non eccitanti, come i Pistons ma solo un pelo più tristi) e Washington, dove può veramente accadere di tutto, dalla qualificazione ai PO alla deflagrazione finale.

Western Conference

8-San Antonio Spurs

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Nessun particolare cambiamento rispetto alla stagione passata, a parte il ritorno (da capire in che condizioni) di Dejounte Murray. Se qualcuno pensa che dovrebbero stare più giù, si guardi i risultati delle ultime 20 stagioni NBA e se ne faccia una ragione.

7-Houston Rockets

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Non esiste un modo di far giocare assieme in maniera profittevole Harden e Westbrook. Punto. Che poi D’Antoni decida di fargli giocare mezza partita a testa o di andare in alternanza possessi, poco cambia: sono entrambi troppo forti per non riuscire a vincere un decoroso numero di partite, ma troppo uguali per poter giocare insieme valorizzandosi invece che pestandosi i piedi.

6-Los Angeles Lakers

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Possono vincere una partita contro chiunque? Certo. E una singola serie contro chiunque? Può essere, di certo non è impossibile. Possono vincere un gran numero di partite in stagione regolare? Altamente improbabile. La squadra è assemblata male e se non ci sono in campo SIA LeBron CHE Davis è veramente difficile vincere abbastanza gare da primeggiare ad ovest. Il monociglio è uno che fa fatica a giocare più di 65 gare all’anno, e LeBron comincia ad avere i suoi anni, e potrebbe rompersi o dover essere messo a riposo forzato cautelativo: se i PO non sono a rischio, non prevedo che facciano gli straordinari, nemmeno come impegno. Tanto possono vincere con chiunque ai PO. O no?

5-Golden State Warriors

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Una delle squadre più interessanti dell’anno da seguire. E’ come assistere ad un what if: cosa sarebbe successo se Curry fosse stato la stella di riferimento della squadra senza dover dividere la boccia con gli altri? In più DeAngelo Russell sotto Kerr e accoppiato con Steph lo trovo molto interessante. Con Thompson da subito potrebbero puntare anche al secondo posto, senza fino a febbraio/marzo è già un miracolo se confermano questo quinto posto.

4-Portland Trail Blazers

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Per le posizioni dalla 2 alla 4 ho scelto quest’ordine perchè i nuovi Jazz mi intrigano tantissimo e perchè Denver è sembrata lo scorso anno una squadra completa e matura, ma in realtà queste due squadre insieme ai Blazers potrebbero arrivare in un qualsiasi ordine e non ci sarebbe niente da dire. Dame e il suo cuore grande come l’Oregon potrebbero dare soddisfazioni alla Città delle Rose in quest’anno senza Super Big teams.

3-Denver Nuggets

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Non hanno fatto niente su un roster quasi perfetto: bravissimi. Come anticipato, tra le seconde linee ci sono troppi giocatori giovani e promettenti, che non potranno essere rifirmati tutti alla naturale scadenza, quindi la deadline di Febbraio potrebbe essere calda. Il nucleo però è molto stabile e decisamente da corsa.

2- Utah Jazz

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Un manipolo di teste pensanti con fondamentali super-rifiniti (Conley, Ingles, Bogdanovic) in mano all’allenatore che più ama e sa sfruttare i giochi d’attacco di squadra e complicati: potrebbe uscirne qualcosa di buono. Specie se ci si accoppia un attaccante improvvisatore in rampa di lancio come Mitchell, che finalmente non avrà più 4 difensori addosso ad ogni azione. E in difesa c’è Gobert. Peccato solo che a parte lui manchi qualunque cosa possa ricordare un lungo.

1-LA Clippers

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Sarà un anno strano, se i Clippers partono col pronostico a favore.

Ma in questo mondo di imperfetti, sono di certo quelli con più talento per provare a colmare i buchi che si presentassero. Sono forti su due lati del campo, hanno almeno 3 improvvisatori in grado di risolvere in solitaria, hanno un buon coach, hanno una panchina di tutto rispetto (Williams+Hezrel). L’unica cosa che manca è vedere come si accoppiano tutte queste belle cose in un roster formato da giocatori che non si conoscono. Le probabilità però sono tutte dalla loro parte.

Outsiders: quanti ne volete, Minnesota, Sacramento, Dallas, New Orleans. Personalmente scelgo i Kings, ma si tratta veramente di differenze minime.

Buona stagione a tutti

Vae Victis

Carlo Torriani

Carlo Torriani

Colpito a tradimento dal virus della palla arancione nel lontano ’92, quando sono rimasto folgorato vedendo giocare il ragioniere di Spokane (John Stockton, per chi colpevolmente non lo sapesse), da allora non sono più riuscito a disintossicarmi, e sono diventato un NBA addicted. Mi diletto maniacalmente anche nella pallacanestro giocata, con risultati che di rado superano la soglia del dilettantismo spinto. Ah, ho anche un lavoro vero (per quanto lo possa essere un’occupazione nell’informatica), ma quello è meno interessante... Sposato e con 2 figli, il primo già sapientemente instradato sulla via della palla cesto.

 

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