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Playoffs decimati. Ad est regna l’equilibrio

Dopo un inizio un po’ soporifero per questi playoffs NBA, al primo giro di boa le squadre con il fattore campo a sfavore si sono rifatte sotto rendendo questo primo turno avvincente, almeno dove era pronosticabile. Infatti San Antonio Spurs, Golden State Warriors, Oklahoma City Thunder e Cleveland Cavaliers hanno già chiuso la loro serie.

Partiamo dalla Western Conference dove i campioni in carica si sono sbarazzati dei Rockets con un perentorio 4­-1, ma non è tutto rosa e fiori in quel di San Francisco dove in gara 4 dopo un brutto primo tempo che teneva i Warriors punto a punto con Houston, Curry cadendo compie un movimento innaturale con il suo ginocchio sinistro che non gli permette di proseguire il match. Nel secondo quarto un perfetto Klay Thompson e un fantastico Shaun Livingston chiudono gara 4 e si ripetono in gara 5 cosi da archiviare la serie. Curry il giorno successivo all’infortunio tira un sospiro di sollievo, scongiurato l’interessamento dei legamenti dovrà fermarsi per almeno 2 settimane prima di riprovare a mettere piede sul parquet.

image-38-e1461705646191Golden State aspetta la sua sfidante che uscirà dalla serie tra i Clippers e Blazers. Dopo il 2­-0 iniziale in Oregon si ribalta la situazione con i Blazers che riescono ad impattare sul 2­-2, proprio in gara 4 probabilmente cambia la storia di questa serie. CP3 nel corso del match è costretto ad uscire per un problema alla mano, subito si era capito che l’entità dell’infortunio era seria, infatti il giorno successivo arriva la conferma della rottura della mano per Chris Paul, già operato ne avrà per almeno 6 settimane così la sua stagione NBA può considerarsi conclusa. Come non bastasse si ferma anche Griffin per il solito problema al quadricipite che inizialmente sembrava di poca entità, ma la sfortuna dei Clippers non si smentisce e Blake nelle prossime settimane farà compagnia a Paul sul divano di casa. Gara 5 probabilmente risente anche di tutti questi episodi negativi e i Clippers perdono anche il fattore campo, andandosi a giocare la possibilità di un’eventuale gara 7 in Oregon. Portland ora guida 3-­2 la serie e continua a sognare….

Già definita la semifinale della parte bassa del tabellone dove Spurs (4-­0 a Memphis) e OKC (4­-1 a Dallas) già si stanno preparando per gara 1. Dopo le dure parole di Cuban nei confronti di Russell Westbrook definito un All­Star ma non una Superstar, KD arriva in soccorso del compagno di squadra definendo il proprietario dei Mavs così: “Mark Cuban è un idiota se dice questo. Non ascoltatelo, perchè Russell è una superstar e lui un idiota”.

Parole che fanno ben sperare anche i tifosi dei Thunder per l’imminente Free Agency che vede Durant come punta di diamante. Su San Antonio c’è veramente poco da dire, questo primo turno è stato poco più che un allenamento, cosa che ai “vecchietti” del Texas non dispiace affatto.

Passando ad Est la situazione è simile, Cleveland passa agevole contro i Detroit Pistons e attende la sua sfidante che uscirà dalla serie tra Atlanta e Boston. I Celtics dopo il 2­-0 subito in Georgia riescono ad impattare la serie nei due match casalinghi dove giocano un basket sempre aggressivo e rapido ma i limiti di gioventù di questi nuovi Celtics si vedono tutti in gara 5 dove ci si aspettava forse un ulteriore step da parte dei ragazzi di Brad Stevens invece arriva una sonora sconfitta che offre alla squadra di Budenholzer il primo match point al Garden. Detto fatto Atlanta ne approfitta subito passando sul campo di Boston con un’altra prova corale dominando i propri avversari con il risultato di 104 a 92. La difesa degli Hawks è stato il vero fattore di questa serie e nella scorsa notte non è stata da meno tenendo i Celtics distanti più di quanto dica il punteggio, con il solo Isaiah Thomas che nel finale cerca di alleviare le sofferenze dei tifosi presenti al TD Garden.

Indiana Pacers v Toronto Raptors - Game OneToronto vs Indiana sta invece rispettando le aspettative, si è girati al primo giro di boa con il risultato di 1­-1 ma in gara 3 i Raptors si sono subito ripresi il fattore campo, brava Indiana a tenere alta la concentrazione e conquistare gara 4 che gli permette di andare in Canada in perfetta parità. Gara 5 che vede grande protagonista Paul George che mette a segno 39 punti, mal supportato nel 4/4 dalla squadra Indiana compie il suicidio perfetto. I Raptors rimontano da ­17 nell’ultimo quarto con un parziale di 23­-2 capovolgendo l’inerzia della gara a proprio favore. DeRozan finalmente in spolvero con 34 punti è il trascinatore dei canadesi, a cui si aggiunge Biyombo vero mattatore del pitturato. La differenza la fa il quintetto piccolo con cui Casey si presenta ad inizio dell’ultimo periodo, difesa forte che tiene PG a soli 2 punti nel 4° periodo e attacco perfetto per un capolavoro che da grande morale per gara 6 prevista venerdì ad Indianapolis. La beffa delle beffe arriva nel finale con tripla del pareggio dentro ma a tempo scaduto.

Altra serie che lascia con sulle spine è quella tra Miami e Charlotte. Gli Heat dopo il 2­- 0 iniziale tornano all’American Airlines Arena sul 2 pari per una gara 5 da valore altissimo. Partita che dice tutto nel finale dove Charlotte con una tripla di Lee successiva ad un rimbalzo offensivo dopo l’ennesimo errore al tiro di Walker riesce a mettere le mani su gara 5. Partita che ha visto sugli scudi una grande Wade che con 25 punti e 4 assistenze e schiacciate vintage ha illuso i tifosi Heat, Miami era riuscita a portare in doppia cifra tutto il quintetto iniziale, ma la prova decisamente sottotono dall’arco è stata fatale. Gli Hornets invece nonostante un Kemba Walker impreciso e la poca confidenza con il tiro da due riescono a conquistare il primo match point da giocare in casa venerdì grazie alla precisione dei suoi esterni da oltre l’arco.

Opportunità per Messina?

imageIn questa fase della stagione le franchigie escluse dai Playoffs iniziano a muoversi per gettare basi solide (o almeno si spera) per il futuro. Dopo Minnie (con Thibodeau) e Washington (con Brooks) è il turno dei Lakers trovare un allenatore che sia in grado di riportare la franchigia ai fasti di un tempo. Licenziato Scott i nomi che circolano sono numerosi, si parte da Stan Van Gundy a Mark Jackson che sembrano i più quotati fino ad arrivare a Walton (contattato anche dai Rockets) che tanto ha fatto bene nella prima parte di stagione con GSW e il “nostro” Ettore Messina, già assistant coach (o meglio, consulente) a Los Angeles nel recente passato. C’è molto lavoro da fare nei Lakers, Messina personalmente avrebbe molto da perdere vista l’opportunità che avrà (?) tra qualche tempo a San Antonio, ma comunque diventare Head Coach di una franchigia come i Lakers, anche se non sono i scintillanti Lakers di un tempo, non lascia di certo indifferenti, staremo a vedere.

Sabatino Fantauzzi

Sabatino Fantauzzi

26 anni, mi sono appassionato alla pallacanestro vedendo i derby di Basket City il sabato pomeriggio su Rai 3 e da li è nato un amore incondizionato con il basket e la Fortitudo Bologna. Successivamente mi sono avvicinato anche alla NBA, precisamente dalla scelta del Mago in poi, seguo da vicino Marco Belinelli, idolo indiscusso dai tempi Fortitudini. Lakers e Kobe le altra passioni.

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