Carlos Boozer

NBA Weekly: LeBron torna a casa. Bulls protagonisti

Pronti per un altro emozionante Weekly, le ultime news nba e un tuffo tra il presente e il passato dell’NBA? Bene, partiamo…

LEBRON JAMES TORNA A CASA

LeBron James ha fatto la sua scelta, discutibile ma quanto mai azzeccata: il ritorno ai Cavaliers è un operazione d’immagine per lavare definitivamente i panni della famigerata Decision di quattro anni prima, ma anche un sincero tentativo da parte del ragazzo di Akron per dare finalmente un titolo sportivo alla città di Cleveland, ancora ferma al titolo pre-Super Bowl NFL del 1964, e con le recenti finali raggiunte sia da Indians nel baseball e Cavs  in NBA con egli stesso protagonista – in quel caso perdente – nel 2007. Qualcuno ha anche ironizzato sul “sedere” del proprietario Dan Gilbert: insulta ripetutamente LeBron dopo il suo passaggio a Miami nel 2010, costruisce squadre disastrose, ma vince due draft lottery consecutive e, soprattutto, gli cade letteralmente dal cielo l’adorato figliol prodigo. Il contratto firmato dalla superstar di casa per soli due anni ha insospettito molti, ma è da ricordare che dopo il 2016 un nuovo contratto televisivo porterà ancora più soldi nelle casse delle lega, e quindi James ha voluto semplicemente garantirsi la possibilità di firmare a cifre ancora più alte di oggi (21 milioni di dollari annuali, e la possibilità di uscire dal contratto tra un anno). Diciamo che sia la player-option, che il contratto stesso di durata limitata vanno visti come un incentivo alla proprietà del team dell’Ohio per rinforzare la squadra e non dormire sonni tranquilli, pur di mantenere il più a lungo possibile il loro top-player a Cleveland. Un ritorno a Miami nel 2016 è quantomeno improbabile, ma di squadre pronte a fare ponti d’oro per avere LeBron ce ne saranno veramente tante…

CHICAGO BULLS PROTAGONISTI

Con la firma di Pau Gasol e l’amnesty clause esercitata su Carlos Boozer i Bulls hanno senza molti clamori rinforzato in modo decisivo il loro front-court, e se a questo aggiungiamo uno dei giocatori europei più promettenti in ottica NBA, Nikola Mirotic, Chicago ha un roster completo come poche altre squadre, e a prezzo d’affare. 22 milioni di dollari spalmati in 3 anni per Gasol rappresentano un ottimo colpo, tenendo conto di certi contratti firmati altrove (19.5 milioni di dollari spalmati in tre anni per Jodie Meeks da parte dei Pistons), o del fatto stesso che altri big-men come David Lee e Al Jefferson fatturano ingaggi che vanno intorno ai 15 milioni di dollari. Ma essere una squadra da titolo (con Derrick Rose sano ovvio) vuol dire ovviamente attrarre giocatori importanti a cifre ragionevoli, e pazienza se Carmelo Anthony è rimasto a New York: i Bulls al momento sono in pole-position a est e possono dedicarsi a piccoli ritocchi. Un’altra ottima aggiunta per migliorare il rendimento offensivo sarà Doug McDermott, il tiratore fenomenale di Creighton che potrebbe diventare un nuovo Kyle Korver. Per finire, Kirk Hinrich un uomo-spogliatoio come pochi, e una sicurezza in difesa, ha firmato per altri due anni (4 milioni di dollari complessivi):  uno dei tanti tasselli di una squadra che pensa veramente in grande.

LA LEGGENDA DEI ROCHESTER ROYALS – SECONDA PARTE

Dopo che in gara 3, al tetro 69th Regiment Armory di New York, i Royals vinsero per 78-71, con la solita prova monstre di Risen (27 punti e 18 rimbalzi) lo sweep sembrava vicino, ma i Knicks non erano intenzionati ad arrendersi così facilmente. E dopo aver vinto gara 4 79-73 in casa, i newyorchesi sbancarono Rochester 92-89 grazie a Connie Simmons (26 punti) e di nuovo tutti nella Big Apple, dove accadde l’imprevedibile: l’unica volta nella storia delle NBA Finals che una squadra ha forzato gara 7 dopo aver perso le prime tre partite. 80-73 per i Knicks e tutto rimandato alla partita decisiva da giocare in casa dei Royals, come ci racconta Bobby Wanzer:

“Eravamo fiduciosi nei nostri mezzi, fisicamente stavamo bene, due partite buttate via non ci facevano dimenticare di essere superiori a New York”

L’ultima partita vide subito Rochester avanti fino a 14 punti, ma i Knicks riuscirono a rimontare e a passare anche in vantaggio in un testa a testa fino all’ultimo minuto, quando a 44 secondi dalla fine due pesanti tiri liberi segnati dalla guardia Davies riportarono in vantaggio la squadra di casa, per un risultato finale di 79-75. Fu proprio la forza dei lunghi dei Royals, Stilts Risen e Jack Coleman a fare la differenza, al punto che l’allenatore dei Knicks Joe Lapchick avrebbe

“scambiato il Madison Square Garden pur di avere un centro dominante come Risen”

Non ci furono parate ovviamente nella città dello stato di New York, né premi milionari, e alla fine questa unica sudata vittoria non portò neanche particolare fortuna ai Royals: il passaggio alla War Memorial Arena costò ulteriore soldi all’owner Les Harrison ma non aumentò l’affluenza del pubblico, e nel 1957 fu quasi naturale il trasferimento a ovest, a Cincinnati, primo di una lunga serie. L’Edgerton Sports Park Arena fu demolita un anno dopo e solo un campo di grano ancora oggi veglia silenzioso su quello che rimane di una leggenda minore, ma sempre leggenda: quella dei Rochester Royals!

NOTIZIE DALLA LEGA

  • Come anticipato la scorsa settimana, Carmelo Anthony ha rifirmato coi New York Knicks, per una cifra quinquennale tra i 120 e 129 milioni di dollari. Come ha detto Phil Jackson, la star dei Knicks ha accettato un taglio salariale, anche se a giudicare dalla cifra non risulterebbe proprio uno saldo epocale…
  • Kostas Papanikolau ha declinato l’offerta degli Houston Rockets e rimarrà col Barcellona per un’altra stagione.
  • Contratto annuale firmato da Rodney Stuckey con gli Indiana Pacers: l’ex Detroit Pistons sostituirà Lance Stephenson come sesto uomo in grado di fare molti punti in pochi minuti.
  • Lance Stephenson ha firmato un triennale da 27 milioni di dollari con gli Charlotte Hornets, che dopo aver perso Gordon Hayward (offerta pareggiata dai Jazz), si sono “accontentati” del talentuoso ma bizzoso giocatore dei Pacers. Sperando che coach Clifford aiuti a farlo crescere come giocatore e farlo diventare una star di prima grandezza…
  • L’ex big-man dei Grizzlies Ed Davis ha raggiunto un accordo coi Lakers, che hanno a loro volta rifirmato Jordan Hill: movimenti necessari dopo l’addio di Pau Gasol.
  • Colpo di coda, per così dire, degli stessi Lakers che firmano nelle ultime ore anche Carlos Boozer. L’ex Duke rilasciato da Chicago si “accontenterà” il prossimo anno di 3.2 milioni di dollari, che vanno però a sommarsi ai 13.6 che dovrà intascare dai Bulls.
Alberto Cavalasca

Alberto Cavalasca

40 anni, da sempre appassionato di tutto quello che ruota intorno al pianeta America, dallo sport alla cultura alla letteratura, laureato in scienza politiche, ma specializzato in tante cose diverse tra loro, dall'informatica alla lingua inglese. Scrivo da sempre, e parlare di NBA insieme ad altri appassionati in una nuova sfida editoriale sarà un piacere particolare...

1 commento

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Editore ENBIEILAIF - Nacho Symbolic Associazione Culturale
P.IVA - COD. FISC. 03383520545
Direttore Responsabile testata on line: Luca Fiorucci
Server Provider: Aruba
Registro Stampa Tribunale di Perugia N°9 27/05/14
Email: info@nbalife.it

© 2019 Copyright NbaLife.it, tutti i diritti riservati