Marvin Williams

I need money: le ingiustizie della free agency

Avete presente Luglio 2016? Quel mese in cui Marvin Williams (Charlotte Hornets) firmava un contratto da 12.250.000 milioni di dollari all’anno per quattro anni. Buon giocatore, in NBA 2k16 è l’ala grande tiratrice che ti permette di aprire il campo, ma non sono tanti? Hanno esagerato i dirigenti degli Hornets?

Potrei andare avanti per un bel po’, citando giocatori medi che sono riusciti a strappare un ingaggio pesante. Dopo vi prometto che tratterò i casi più interessanti.

Prima parliamo delle regole

In NBA esiste un sistema chiamato salary cap, o tetto salariale. Decreta la somma di denaro totale che una squadra può investire negli stipendi dei giocatori. Il sistema è fatto per garantire competitività, indispensabile in una lega senza retrocessioni. Nessuno di noi vorrebbe vedere squadroni formati da superstar strapagate vincere di 50, 60 punti ogni partita, su squadre formate da giocatori normali. Così facendo morirebbero l’amore per il gioco e l’interesse per la Lega. Il salary cap è calcolato basandosi sui profitti fatti nella stagione precedente, con delle eccezioni che permettono di eccedere, appunto, nel firmare alcuni giocatori, andando oltre il cap. Per questa stagione il cap è fissato a 94.143.000 milioni di dollari per ciascuna squadra, per il 2017-1018 il limite andrà a 102 milioni, una cifra enorme, considerando che 5 stagioni prima del 17-18, nel 2012-2013 eravamo fissi a poco più di 60 milioni. Questo spiega il boom degli stipendi. Ogni squadra, avendo più denaro da poter investire negli stipendi,lo ha fatto. I soldi spesi in estate sono tantissimi, gli stipendi si sono gonfiati a dismisura, portando giocatori assolutamente medi a guadagnare come delle superstar.

Ora che vi ho annoiato abbastanza con regole noiose passiamo alla parte più interessante. Guardiamo insieme le cifre folli di questa stagione.

La squadra che spende di più?

New York Knicks v Cleveland Cavaliers

Facile, i campioni uscenti Cleveland Cavaliers. 132 milioni di dollari all’anno partono in stipendi, divisi in questo modo: quasi 31 milioni LBJ LeBron James, 21 a Kevin Love, 17 a Kyrie Irving, 12,8 a JR Smith e 15 a Tristan Thompson. Quintetto fatto e sono quasi 100 milioni di dollari, in soli 5 giocatori. Siamo di fronte al quintetto più pagato di questa stagione.

La seconda squadra più spendacciona sono i Los Angeles Clippers, poco più di 113 milioni, quasi 20 milioni di differenza dai Cavs. Chiude il podio i Portland Trail Blazers, che ne danno 27 di media per 5 anni a Lilliard e con rinnovi e free agent (Turner 17,5 milioni all’anno) hanno alzato di molto il loro cap.

NBA: Playoffs-Portland Trail Blazers at Los Angeles Clippers

Andando avanti in questa ricerca, dove i numeri la sono assolutamente i protagonisti, mi sono chiesto in che modo le squadre NBA investono i soldi, se privilegiando il quintetto titolare o considerando anche la panchina. Prima di enunciare i risultati bisogna fare delle considerazioni. La prima è prettamente economico-legislativa: gli stipendi dei giocatori NBA dipendono dagli anni di esperienza del giocatore stesso e dal tetto salariale disponibile per ciascuna squadra. Proviamo a semplificare. Karl-Anthony Towns, KAT per gli amici, draftato nel 2015, prima scelta assoluta, giocatore mostruoso già al primo anno (17 punti e 6,7 rimbalzi di media). Un tesoro per i Minnesota Timberwolves. Guadagna 5.960.160 dollari. Questo perché i contratti dei giocatori ai primi anni sono bloccati, hanno un limite massimo che si aggira intorno ai 6 milioni di dollari e le cifre dipendono molto dalla scelta del draft: le prime scelte guadagnano molto di più di quelle successive. Ian Mahinmi, centro di 2 metri e 11 centimetri con 9 stagioni alle spalle, ha firmato un contratto con gli Washington Wizards quest’estate. Nell’ultima stagione 9,3 punti di media, insieme a 7,1 rimbalzi. Ian guadagna 15.944.154 milioni all’anno, non partendo neanche in quintetto. I due giocatori non sono neanche paragonabili per valore, prospettive future e potenziale, eppure il secondo guadagna più del doppio del primo.

La seconda considerazione da fare riguarda le squadre ed alcune situazioni particolari. Team, che ha contratto anno molti giocatori ai primi anni, ovviamente avranno un quintetto molto economico e potranno spendere più soldi per la panchina. Alcune squadre, inoltre, hanno infortuni, più o meno gravi, che stravolgono il quintetto. Nella ricerca ho considerato i quintetti attuali, almeno per la prima parte della stagione, spero che possiate perdonare ogni mio errore (molto probabile aggiungerei).

Ecco i verdetti:

Cleveland è la squadra con il quintetto più costoso, seguono Memphis, Dallas, New York e San Antonio, con Chicago e i Clippers a seguire. Successivamente Golden State, Portland e Toronto che chiudono la top ten. In questo insieme di squadre ci sono le contender, cioè i team più accreditati per il titolo (Cleveland, San Antonio e Golden State), poi ci sono franchigie molto forti e possibili outsider ( Clippers e Toronto su tutti), ma anche team con scarsissime possibilità di titolo (Memphis e Dallas). La costante di questi team? Facile, sono quasi tutti team di veterani con un contratto pesante, basti pensare a New York. I Knicks sono, sulla carta, una possibile sorpresa. Hanno nomi altisonanti, un MVP passato, una panchina lunga e giocatori molto forti. Il problema è la tenuta fisica. Dallas e Memphis stanno chiudendo cicli a mio parere, sono inoltre le squadre più deboli fra queste dieci, che lotteranno per un posto ai playoff a Ovest, ma non penso andranno molto oltre il primo turno. Portland è la squadra che non mi aspettavo, ma avevo forse sottovalutato i 27 milioni di Lilliard e gli altri spesi per il supporting cast. (Maurice Harkless, 9 punti per partita lo scorso anno, prende 9 milioni circa).

Salary tabella

La tabella è ordinata in base ai soldi spesi per il quintetto titolare.

“Per vincere un titolo NBA servono giocatori affidabili che escono dalla panchina.”

Quante volte abbiamo sentito questa massima durante le telecronache NBA. Ho voluto effettivamente verificarla e raccogliere dei dati oggettivi, non basandomi esclusivamente su “questo giocatore per me è più forte di quell’altro”.

In media le squadre NBA spendono il 40,3 % del loro salary cap per la panchina. Come detto prima bisogna considerare che squadre come Minnesota, che schiera Rubio, LaVine, Wiggins, KAT e Dieng in quintetto, ben 4 sono ai primi anni, quindi avranno il contratto “basso” (solo Rubio non ha il rookie contract e ne prende 13,4 all’anno). Inoltre abbiamo casi come Miami, con Bosh a libri per 23,7 milioni all’anno, ma che ha terminato la sua stagione e forse (io spero vivamente di rivederlo in campo) la sua carriera. Il contratto di Bosh pesa e non può essere considerato un panchinaro.

Come si può vedere dalla tabella, Cleveland ha investito moltissimi soldi nei titolari, quindi per i playoff si affiderà al quintetto titolare, supportato da fedelissimi di LeBron ultraveterani (Vedi Chris “Birdman” Andersen, Frye, o Jefferson), l’unico panchinaro ben pagato è Shumpert (circa 10 milioni l’anno). San Antonio, invece, investe anche in una panchina lunga, considerando l’età media elevata e il turnover operato da Popovich durante la Regular Season. Golden State ha cercato di colmare le sue lacune sotto canestro, con McGee, West e  Zaza Pachulia. Gli Warriors già sanno che, quando conta, schiereranno il quintetto small, con Green centro e Igoudala o Durant da ala grande.

Investono molto per la panchina Clippers, Portland e Toronto. I primi cercano alternative valide ai titolarissimi, spendendo molto per Crawford, Wes Johnson e Rivers. Critica ai Clippers? Con 10 milioni all’anno da spendere si poteva cercare qualcuno migliore di Austin Rivers, figlio dell’allenatore. Che suo papà l’abbia un pochino raccomandato? Portland spende un patrimonio per Turner, Crabbe e Leonard, ha allungato le rotazioni di molto e quest’anno sarà un avversario molto difficile per molti. Tuttavia non mi sembrano contender. Toronto cerca di essere valida alternativa a Cleveland in quel dell’Est, anche se per Terrence Ross vale lo stesso discorso di Rivers, 10 milioni sono troppi per il valore del giocatore (firmato non nel 2016, ma in precedenza).

Adesso proviamo a elencare i giocatori che hanno fatto il colpo della vita.

Maurice Harkless, 9 milioni l’anno. Mahinmi quasi 16 all’anno. Conley (Memphis, lo cito solo ora altrimenti mi avreste etichettato come “scontato”) 26,5. Harrison Barnes (Dallas Mavs), 22, a mio avviso tantissimi per un giocatore scomparso nelle finali NBA. Allen Crabbe di Portland prende più di Paul George, 18 e 5 l’anno. Biyombo (Orlando Magic), 17 milioni, frutto dei playoff cuore e sacrificio, ma pur sempre contrattone pesantino. Jeff Green (sempre Magic, che a Luglio erano preoccupatissimi di offrire contratti esorbitanti in giro) 15 milioni. Il buon vecchio Marvin Williams, 12,250 milioni l’anno. Dellavedova (Bucks) 9,6 milioni per un playmaker difensivo e carismatico, ma con evidenti limiti.

In tutto questo Curry prende 12,5 milioni all’anno. Le ingiustizie della free agency.

p.s. l’anno prossimo, come quest’anno, se vogliono sono anche io free agent, in cerca di contrattone. Se mi sponsorizzate, come il migliore tiratore della pianura Padana, poi mi ricorderò di tutti voi.

Claudio Melini

Claudio Melini

26 anni, con un passato nel calcio, ho iniziato a seguire il basket grazie alle partite natalizie dell’NBA, mi sono innamorato dei Clippers (durante un derby perso malissimo con i Lakers). Sono uno studente universitario e mi piace scrivere, sperando un giorno di vincere un anello NBA con la squadra più forte di Los Angeles (al momento).

 

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