Carmelo Anthony

NBA Weekly #3

Tanta carne al fuoco nel nostro terzo Weekly, col mercato (ma non solo) a fornire spunti interessanti. Se siete pronti, possiamo partire!

LEBRON

I rumors tipicamente vanno in direzioni opposte, tuttavia nell’incontro dell’altra settimana tra James, Bosh e Wade, sembra proprio che il fenomeno di Akron non abbia dato assicurazioni sul suo ritorno in maglia rossonera, diversamente dagli altri due componenti dei Big-Three. Del resto i primi giorni di free-agency non stanno dando segnali confortanti a Pat Riley, visto come due pedine ritenute fondamentali per il mercato “di rinforzo” di Miami sono già fuori dai giochi: sia Marcin Gortat, coi Wizards, che Kyle Lowry, coi Raptors, hanno preferito due succosi rinnovi di contratto pluriennali, che la gloria di cercare immediatamente il titolo in compagnia del #6. Segnale alla lega, nessuno vuole concedere favori agli Heat, e lo stesso King James ha chiarito di volere il salario massimo nel suo primo anno di contratto: 20-22 milioni di dollari, mica bruscolini…

CARMELO

La situazione di Carmelo Anthony ha un punto di contatto con quella di LeBron: niente sacrifici monetari… alla possibilità di vincere in tempi brevi un titolo. In soldoni (tanto per rimanere in tema), se i Knicks offrono 5 anni e 130 milioni di dollari complessivi, e le altre squadre coinvolte possono arrivare a 4 anni e 96 milioni di dollari, rispetto a un Dwight Howard nella stessa situazione un anno fa, il “taglio” di stipendio pur di cambiare aria sembra poco probabile. Le opzioni non mancano: Melo ha visitato negli ultimi giorni  i Chicago Bulls, forti dell’accoglienza calorosa riservatagli da Joakim Noah e Derrick Rose per suscitare più di un giustificato interesse, anche tenendo conto che una amnesty-clause esercitata su Carlos  Boozer libererebbe ulteriore spazio salariale. L’accoglienza riservatagli dai Rockets è stata al limite del pacchiano (o texano…), incluso incidente diplomatico con Jeremy Lin causa fotomontaggio di Anthony con la maglia n.7 del giocatore di casa (forse per poco). L’incontro con i Mavericks è stato breve ma, vista la presenza di Mark Cuban, intenso. C’è stato anche il meeting con la rappresentanza Lakers, forte dell’ovvio sponsor di Kobe Bryant: come detto, Melo non sembra troppo propenso a sacrifici finanziari – per modo di dire – per arrivare al titolo, e anche la bella moglie La La Vazquez sembra restia ad allontanarsi dalle luci di Broadway: ma in free-agency mai dire mai a quello che può succedere, specie se c’è Hollywood di mezzo.

JK

Jason Kidd ha dimostrato di sapersi muovere con molta spregiudicatezza come allenatore NBA, tanto che quando il boss dei Brooklyn Nets Mikhail Prokhorov ha detto niet alle pretese di Kidd di avere una funzione manageriale aggiunta alle sue mansioni di coach, l’ex play e futuro Hall of Fame ha subito trovato una nuova collocazione, ovvero i Milwaukee Bucks. Il nuovo owner dei Bucks Marc Lasry, che nel passato è stato da consulente fiscale di Kidd, non ha esitato a cedere due future seconde scelte ai Nets e licenziare in fretta e furia Larry Drew, che alla pari del GM John Hammond si è trovato la notizia dell’assunzione di Kidd tramite stampa e senza nessun preavviso. Non proprio un messaggio di trasparenza per iniziare il rilancio dei “Cervi”, ma se l’effetto Kidd nella città del Wisconsin dovrà essere misurato col tempo, a Brooklyn non ci hanno perso, visto che il nuovo allenatore è Lionel Hollins, l’ex coach dei Grizzlies fermo da un anno, ma richiesto nel frattempo da diverse squadre vista l’ottima reputazione che ha saputo costruirsi a Memphis. Ottimo nel crescere giovani (non che ce ne siamo molti ai Nets!), autorevole e superbo nel costruire squadre fenomenali in difesa, Hollins dovrà mettersi in gioco in una realtà certamente più complicata di quella trovata a Memphis, ma l’idea che dopo Avery Johnson e Jason Kidd il magnate Prokhorov abbia finalmente trovato il coach giusto, è una delle possibilità.

ALTRE NEWS

Pau Gasol nel mirino di diverse squadre, dai Bulls ai Knicks. Intrigante la possibilità Thunder: Oklahoma ha già perso Thabo Sefolosha, accasatosi agli Hawks, e ha bisogno di rinforzi soprattutto nel reparto lunghi.

Indiana avrebbe proposto una trade ai Suns per avere Goran Dragic, l’ipotesi delineata dai rumors coinvolgerebbe anche i Celtics e Rajon Rondo. Ed è verosimile che Boston, avendo scelto Marcus Smart al draft e rifirmato Avery Bradley, non conceda al suo play un mega-contratto pluriennale al massimo salariale.

Los Angeles Clippers alla ricerca dell’accordo con i Nets per arrivare a Paul Pierce: pedine sacrificabili Matt Barnes, Jared Dudley, possibile che le due squadre raggiungano a un’intesa a breve.

Dirk Nowitzki e i Dallas Mavericks hanno raggiunto un accordo per un contratto triennale, intorno ai 30 milioni di dollari complessivi. Un evidente segnale della volontà del tedesco di cercare di agevolare la firma di free-agents importanti da parte della franchigia texana.

Alberto Cavalasca

Alberto Cavalasca

40 anni, da sempre appassionato di tutto quello che ruota intorno al pianeta America, dallo sport alla cultura alla letteratura, laureato in scienza politiche, ma specializzato in tante cose diverse tra loro, dall'informatica alla lingua inglese. Scrivo da sempre, e parlare di NBA insieme ad altri appassionati in una nuova sfida editoriale sarà un piacere particolare...

1 commento
  • KD35 scrive:

    Melo è un perdente io non lo prenderei mai! Può vincere solo a Miami come Bosh perché ci sono gli altri

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