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Moritz Wagner: con tutto me stesso

635940019276096905-gty-516434986Nome: Moritz

Cognome: Wagner

Città di nascita: Berlino, Germania

Età: 21 (26 Aprile 1997)

College: Michigan

Altezza: 211 cm

Peso: 111 kg

Ruolo: Ala grande/Centro

Draft 2018: 25^ scelta assoluta, Los Angeles Lakers

Bio

Moritz, Mo per gli amici, Wagner, nasce e cresce cestisticamente a Berlino, nell’Alba Berlin, una delle società cestistiche più rappresentative in terra tedesca. Inizia a farsi notare nella stagione 2011-12, con la squadra under 16, ed emerge come giocatore chiave della squadra, anche per l’anno seguente. Nel 2013 gioca per la seconda squadra del club, e vince con l’under 19 il titolo nazionale. L’anno dopo conquista spazio in prima squadra, debuttando il 2 Ottobre con una prestazione McGradyiana da 6 punti in 15 secondi. Oltre al campionato nazionale, ottiene qualche manciata di minuti anche in Eurolega, giusto per dargli quel pizzico di esperienza in più.

Ma facciamo un passo indietro, perché c’è un motivo se ha abbandonato l’Alba Berlin per approdare il college, e quel motivo porta una data: 8 Aprile 2013, e due squadre: Michigan e Louisville. Quella è stata la primissima partita di college vista dal ragazzo nella sua vita. Le sensazioni che provò Mo guardando quella partita lo convinsero a guardare anche la partita di Elite Eight 2014 in cui Michigan perse contro l’armata Kentucky. In un attimo capì quale fosse la sua strada. La March Madness e l’NCAA avevano stuzzicato la curiosità e catturato l’attenzione del ragazzo. È proprio Michigan, nello specifico coach John Beilein, a interessarsi direttamente. Dopo aver visto qualche video, spedisce una mail alla società berlinese e chiama un suo ex-giocatore ai tempi di West Virginia University, che era proprio compagno di squadra di Mo: Johannes Herber, per chiedergli informazioni sul futuro Laker. Così inizia il lento, ma efficace, corteggiamento di Beilein. Tra telefonate e scambi di video di giocate di Wagner, Herber si stufò e gli disse di venire direttamente a Berlino. Il coach di Michigan prese il primo aereo e partì alla volta dell’Europa. Bussa alla porta di casa della famiglia Wagner, e comincia a corteggiare anche loro, intavolando un sermone precedentemente preparato in aereo (11 ore di viaggio non sono mica poche) riguardante i grandi vantaggi di una carriera collegiale rispetto a una misera apparizione in Europa. Appena vede segni di cedimento da parte dei genitori, prepara la valigia a Mo e se lo porta in Michigan.

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L’annuncio di Wagner di aver “scelto” Michigan arriva nell’Aprile 2015. L’anno da sophomore lo passa a scaldare la panchina, con una media di 8 minuti e 5 punti a partita, neanche una gara dal quintetto iniziale. Nonostante la gran prestazione di Mo con 4 stoppate (2 in totale in tutta la stagione) contro Tulsa al primo round del torneo NCAA, il cammino di Michigan termina molto presto. Coach Beilein, a inizio stagione 2016-17, decide che Mo la gavetta l’ha fatta, e pure troppo. Decide di promuoverlo nel quintetto di partenza. 38 partite su 38 giocate da titolare, con le medie che di conseguenza si alzano: 12 punti e 4 rimbalzi a partita, con un sontuoso 39.5% da tre punti. Sfortunatamente, la rincorsa al titolo NCAA termina troppo presto anche quest’anno, con Michigan che viene eliminata al round delle Sweet 16. Moritz a fine stagione è pronto al grande passo, ossia entrare in NBA, o quantomeno rendersi eleggibile. Partecipa anche alla Draft Combine, ma alla fine decide di restare un altro anno a Michigan, grazie anche a un magheggio che gli permise di fare un passo indietro. Vuoi l’amore per la squadra, vuoi la voglia di crescere ulteriormente come giocatore, Mo si concede per un altro anno alla sua Michigan che tanto l’aveva voluto in passato.

L’anno da junior, il terzo, lo vede migliorare ancora le sue statistiche: 14.6 punti e 7.1 rimbalzi a partita, pressoché pareggiando anche il record da tre punti dell’anno da sophomore a 39.4%. Quest’anno Mo fa sul serio, si carica tutta la squadra sulle spalle e se la porta in finale NCAA. Sfortunatamente deve cedere sotto i colpi di Villanova, non senza averci provato: 16-7 il suo score a fine partita. Mo capisce a fine partita di aver dato tutto quello che poteva ai suoi Wolverines, ma  era il momento di guardare avanti per Moritz, era il momento di rendersi (veramente) eleggibile per il Draft NBA. Scelto alla 25 dai Lakers di LeBron, gioca una stagione ricca di alti (pochi) e bassi (molti), conditi da più di una apparizione nella squadra di D-League dei Lakers. Le sue medie dopo la prima stagione di NBA sono le seguenti: 43 partite giocate, di cui 5 da titolare, 10.4 minuti, 4.8 punti e 2 rimbalzi a partita.

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Scheda tecnica

Wagner è uno dei giocatori che più si avvicina alla figura del Pick-and-Pop Big Man, riesce a coniugare in maniera eccezionale la sua tecnica e i suoi mezzi fisici. Creativo sia al ferro che dalla distanza, è un marcatore molto astuto, grazie soprattutto al suo ottimo primo passo. Inoltre corre bene in transizione, situazione che sfrutta molto nel suo pattern offensivo. Sempre rimanendo in zona d’attacco, possiede un buon numero di movimenti in post e una gran pazienza che usa per capire il momento giusto per colpire. La sua efficienza da pick-and-popper lo rende anche un insidioso marcatore dal pick-and-roll con gli avversari che tendono a non lasciargli il tiro da fuori. E quando attacca in pick-n-roll usa la sua letale spin move per segnare anche i canestri più difficili. Ultima, ma non meno importante, l’attributo cuore e leadership. Come ho già detto, Mo ha dato tutto a Michigan, dedizione alla causa che negli ultimi tempi non si trova facilmente in giro, che accompagnata da una innata leadership ha permesso di portare gli Wolverines a un passo dal tetto dell’NCAA. Va fatto presente che questa grande efficienza offensiva non ha avuto grandi conferme in NBA contro difensori più forti fisicamente dei ragazzi del college. Ha dimostrato infatti di avere molte più difficoltà rispetto agli anni precedenti. Non è mai stato un grande rim protector, non è così veloce da marcare su un pari ruolo, e questo pesa un sacco. Inoltre la media non altissima al rimbalzo al college si è abbassata drasticamente in NBA per i problemi appena citati.

Un giudizio finale: Mo, per raggiungere i grandi, devi ancora migliorare!

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Francesco Cavallo

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo, 21 anni, Roma. Ex-studente di liceo classico, attualmente studente di Informatica alla Sapienza. Non tifo nessuna squadra, ma mi piace vedere il bel gioco. Amore platonico per LeBron James, per il playmaking e per i passaggi di Jason Williams. Citazioni preferite: "Limits, like fears, are often just an illusion" e "Il grande attacco dà spettacolo e porta tifosi al palazzetto, ma la grande difesa fa vincere i campionati"

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