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Luka Dončić: troppo grande

Post NBA Draft Press ConferenceNome: Luka

Cognome: Dončić

Città di nascita: Ljubljana, Slovenia

Età: 19 (28 Febbraio 1999)

Provenienza: Real Madrid

Altezza: 201 cm

Peso: 99 kg

Ruolo: Tutti, fino ad ala piccola

Draft 2018: 3^ scelta assoluta, Dallas Mavericks

Bio

Troppo grande. È sempre stato troppo grande per tutti, Luka. Troppo grande. Troppo grande quando aveva otto anni, quando è stato invitato dal coach delle giovanili dell’Union Olimpija, squadra in cui militava il padre di Luka, a partecipare agli allenamenti dei pari età. Sono bastati sedici minuti a coach Grega Brezovec per capire che il bambino era troppo grande per loro. Così il primo allenamento lo fece con gli undicenni. Troppo grande anche per loro. Lo staff optò per farlo allenare con l’under 14, ma non poteva disputare partite con loro per le regole del campionato. La prima categoria legalmente accessibile per Luka fu l’under 12, e cominciò a giocare contro ragazzi di 4 anni più grandi, ma solo d’età. Ovviamente gli allenamenti li faceva sia con l’under 12 che con l’under 14, non voleva mai fermarsi. Troppo grande anche per allenarsi solo con una delle due squadre.

“Sono nato per giocare a basket”

Diceva sempre, quando il coach gli chiedeva esplicitamente di rimanere a casa per riposare, ripetendogli sempre la storiella di lui che ha cominciato a giocare per la prima volta con la palla a spicchi a sette mesi, e che a un anno già tirava a un canestro per bambini, e che a sette anni faceva tornei con ragazzini di 10 anni.

“Ho sempre giocato con ragazzi più grandi di me, più alti, più veloci, così ho realizzato che avrei dovuto batterli col cervello”

Troppo grande per la Vasas Intesa Sanpaolo Cup di Budapest nel Settembre 2011, dove Luka, appena dodicenne, vinse l’MVP con l’under 14. Nel Febbraio 2012 l’Olimpia decise di darlo in prestito al Real Madrid per fargli giocare la Minicopa Endesa, un torneo per gli under 14. Tra i più giovani del torneo, vince il trofeo di Miglior Giocatore, tenendo le medie di 13 punti, 4 rimbalzi, 2.8 assist e 3.3 recuperi per partita. Torna all’Olimpia, partecipa ad Aprile al torneo Lido di Roma under 13. Indovinate? MVP, 34.5 punti per partita, 29 punti e 15 rimbalzi in semifinale, 54-11-10 in finale contro la Lazio. Troppo, troppo grande. Troppo grande per rimanere in patria. Il Real Madrid, rimasto incantato dalle sue prestazioni nei due tornei, lo vuole a tutti i costi. A Settembre dello stesso anno firma un quinquennale con i Blancos, che lo mandano immediatamente con gli under 16 da coach Paco Redondo. Nell’edizione della Minicopa Endesa dell’anno successivo della categoria under 16 fa registrare 24.5 punti, 13 rimbalzi, 4 assist e 6 palle rubate a partita, 25 punti, 16 rimbalzi e 5 rubate in finale contro il Barcellona, vittoria, MVP del torneo. A Marzo stravince la coppa nazionale spagnola, mettendone 25 contro Gran Canaria in finale, vincendo l’MVP anche qui. Troppo grande anche per gli under 16. Dalla stagione 2014-15 gioca con gli under 18, sia con la prima squadra che con la squadra B, con la quale vince tutto quello che si può immaginare di vincere. Troppo grande anche per gli under 18.

Il 30 Aprile 2015 Luka fa il suo debutto con i “grandi”, con la prima squadra del Real Madrid, a 16 anni, 2 mesi e 2 giorni. È il più giovane della storia del Real a debuttare tra i professionisti, il terzo nell’intera lega, dopo Ricky Rubio e Angel Rebolo. E diciamo che c’hanno messo pure troppo a Madrid a farlo debuttare tra i professionisti. Nelle cinque partite giocate da Luka in quella stagione fa 1.6 punti e 1.2 rimbalzi in 4.8 minuti di media. Nella stagione seguente diventa un membro regolare delle rotazioni di coach Pablo Laso. Gioca anche contro i Boston Celtics in una gara di pre-season l’8 Ottobre, comincia a tastare il terreno. La grande notizia però arriva il 16 Ottobre, debutta in Eurolega, entrando nell’esclusivo club dei ragazzi che hanno esordito nell’appena citata competizione a 16 anni. Il 29 Novembre fa il record di punti per un under 17 nel campionato spagnolo, e il 7 Gennaio 2016, contro il CSKA Mosca, decide di entrare nella sua modalità onnipotenza per 2 minuti, durante i quali segna 3 triple consecutive su tre tentativi. Troppo grande per il CSKA per due minuti. Il punto in cui l’ascesa per la consacrazione del ragazzo diventa ancora più rapida lo abbiamo nella stagione seguente. Grazie alla prestazione da 23 punti e 11 assist contro il Montakit Fuenlabrada guadagna il suo primo titolo di giocatore della settimana della ACB spagnola. La vittoria in Eurolega e la prestazione da 16-6-5 e 3 recuperi contro il Brose Bamberg gli vale il premio di MVP del turno della competizione, diventando ovviamente il più giovane a ricevere questo premio. Troppo grande per quel turno di Eurolega. Lo stesso riconoscimento gli viene conferito altre 3 volte durante la stagione, ma se stessi qui a elencare tutti i premi che ha guadagnato finirei di scrivere tra una settimana. Vince a fine anno l’Euroleague Rising Star Award all’unanimità e l’ACB Best Young Player Award. Nella stagione 2017-2018 vince tutto quello che si possa vincere in Europa, dopo aver stravinto con la sua Slovenia l’Eurobasket 2017. Prestazioni da ricordare: 27 punti e 9 rimbalzi ai quarti contro la Lettonia, 11-12-8 in semifinale contro la Spagna, fermato da un infortunio dopo 8 punti e 7 rimbalzi in finale contro la Serbia. Normale, per un ragazzo che è palesemente il più grande di tutti, in Europa. Realizza una tripla doppia nel campionato spagnolo, la prima dopo la stagione 2006-07, la settima nella storia della lega. A Ottobre vince il premio di Euroleague Player of the Month, il più giovane di sempre a ricevere tale onore, ovviamente. Porta il suo Real Madrid sul tetto d’Europa, vince il titolo di MVP della Final Four, MVP dell’Eurolega ed MVP del campionato spagnolo. È il più giovane, anche stavolta, a vincere questi tre premi. Troppo grande per rimanere in Europa. A soli 19 anni ha vinto tutto, tutto quello che si può vincere nel nostro continente. È il momento di guardare seriamente più in alto. È il momento di puntare l’NBA.

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Scelto alla 3 dai Dallas Mavericks, Luka si fa subito notare in NBA, tant’è che il Rookie of the Month di Novembre, a Ovest, lo porta a casa superando gente del calibro di DeAndre Ayton (Phoenix) e Marvin Bagley III (Memphis). Le sue medie dopo 31 partite sono le seguenti: 19 punti, 6.6 rimbalzi, 4.9 assist e 1.1 palle rubate a partita. Troppo grande.

Scheda tecnica

Cos’ha di veramente impressionante e caratteristico Luka? La maturità con cui gioca, già da quando aveva 16 anni. Anche l’esperienza che ha accumulato negli anni di pallacanestro pre-NBA è notevole. Come ho detto prima, ha vinto tutto in Europa, sia individualmente che come titoli di squadra. Questa coscienza con cui gioca gli consente di crearsi il tiro buono in ogni azione. La visione di gioco è a livelli esageratamente elevati, riesce a trovare compagni liberi nel traffico come pochi sanno fare, forse è l’unico alla sua età. Nella metà campo difensiva, Luka ha mani molto veloci, e l’atteggiamento difensivo generale è molto buono. Infine, ha solo 19 anni, ha margini di miglioramento ancora sconfinati.

Cosa deve migliorare invece il ragazzo? La velocità laterale in difesa contro attaccanti più esplosivi di lui va allenata, come anche le situazioni di isolamento in cui deve padroneggiare perfettamente il proprio corpo. Altro aspetto su cui lavorare è la shot consistency, la consistenza del tiro, specialmente la meccanica e il posizionamento dei piedi, ma forse stiamo solo cercando il pelo nell’uovo.

Un giudizio finale: Troppo grande. Troppo grande.

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Francesco Cavallo

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo, 19 anni, Roma. Ex-studente di liceo classico, attualmente matricola di Informatica alla Sapienza. Non tifo nessuna squadra, ma mi piace vedere il bel gioco. Amore platonico per LeBron James, per il playmaking e per i passaggi di Jason Williams. Citazioni preferite: "Limits, like fears, are often just an illusion" e "Il grande attacco dà spettacolo e porta tifosi al palazzetto, ma la grande difesa fa vincere i campionati"

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