live-betting-nba

Insidie in Tempo Reale

La donna è sistemata in camera sua, la scorta di birra in frigo potrebbe garantirvi qualche mese di sopravvivenza nella Death Valley, la TV di ultimissima generazione è in grado di trasmettere anche l’odore di fritto che viene dalle tribune ed il Dolby Surround crea lo stesso effetto dei passi del T-Rex in Jurassic Park; la compagnia è quella giusta, amici appassionati e non troppo tifosi, di quelli che comunque sai non romperanno più di tanto. Ciliegina sulla torta,  hai anche  puntato la 13esima sugli Spurs a Vincere l’Anello.

In pratica per seguire Game 5 delle Finals hai plasmato la tua versione del Paradiso Terrestre.

La situazione però ti sfugge di mano quando l’amico al quale avevi fatto una testa così che non volevi nessuno scocciatore in casa, con un’espressione un po’ imbarazzata un po’ divertita, fa entrare lui, l’unico la cui presenza è capace di cambiarti l’umore: lo Spiegatore.

Peggio dello Jettatore, che perlomeno ha il pregio farti passare alla cassa quando lui ha giocato il tuo opposto, e dell’Anversatore, quello che scommette sempre il tuo contrario ma nobilmente ti sfida sul piano della competenza, lo Spiegatore è un figuro davvero insopportabile con il quale tutti abbiamo avuto a che fare la cui caratteristica principale è quella di intervenire durante l’evento con frasi che vogliono essere ad effetto ma che, soprattutto se hai scommesso, sono fastidiose come delle zanzare tigre e apocalittiche negli effetti.

L’emblematica “Sacramento era una rapina”, pronunciata sul 105 a 90 a 40 secondi dal termine, senza che prima della partita avesse espresso alcun parere, la traumatizzante “Charlotte non può più perdere” seguita inesorabilmente, dopo un parziale di 2 a 20 sfavorevole agli Hornets, da “Charlotte non può più vincere”, la sensibilissima “chi ha giocato su Miami non capisce un cappero” (ovviamente nel suo audience è necessariamente presente qualcuno schierato sugli Heat), ma anche qualcosa di tecnico come “l’attacco di Houston si è fermato” quando tu hai giocato contro i Rockets…e da quel momento le triple le segna pure Howard.

Ci sono poi volte in cui si supera, per esempio quando riesce, tra il momento dello scocco del tiro e quello dell’impatto con il ferro, a sentenziare “Questo entra” o “Secondo ferro”, ovviamente riuscendo a deviare la traiettoria più perfetta o a stortare la mira di Nash ai liberi.

La variante forse peggiore dello Spiegatore è il Dopopalista. Costui è chi parla di scommesse solo dopo il palo, quindi a match finito. Quando son bravi tutti.

Ecco lo spiegatore dopopalista è la figura, in tutta la Commedia dell’Arte del Betting, che più mi dà sui nervi. Unendo capacità divinatorie a tempi di gioco imbecilli, è in pratica un affettuoso quanto subdolo giudice di tutte le tue scelte, DOPO. Quando hai appena perso sfoggia un ghigno da Gwynplaine e ti spiega con minuzia sia il momento del match in cui squadra avversaria ha messo quella tripla per te letale, sia quanto fosse poco conveniente fare la puntata (come specificato prima, MAI, interpellato a priori, questi dubbi erano emersi in alcun modo) riportando dati statistici, cabalistici e autorefenziali, in caso di vincita invece, vuole prima di tutto prendersi dei meriti ovviamente inventati come se il pronostico fosse frutto di chissà quale suo passato lampo di genio che necessariamente e magari inconsciamente ti aveva ispirato,  poi farti comunque presente che hai davvero avuto una dose di fortuna che lui in carriera non ha mai avuto; lo spiegatore ama definirsi sfigato nella sorte a discapito della sua enciclopedica competenza.

A dire il vero ci vuole anche una bella faccia, dopo la milionesima salma portata nell’obitorio delle bet sbagliate: millantare ancora competenza ed acume è difficile anche se hai frequentato l’Actor Studio. Difatti ogni tanto lo Spiegatore sparisce di scena, quasi a fare cadere nell’Oblio i suoi ultimi scempi e potersi ripresentare come se non fosse mai successo niente.

Ora comunque ce l’hai in casa, si è servito la bionda ghiacciata ed è già appostato sul bracciolo del divano, indaga tutti i presenti per capire cosa abbiano puntato e cerca già di ripassare mentalmente il campionario di frecciate odiose per tener fede al suo ruolo di ospite indesiderato.

Non avresti scampo, potresti far scattare l’allarme antincendio ed evacuare l’appartamento o, con l’espressione di Walter Sobchak quando invita Smokey a Segnare Zero perché ha varcato la linea, puntare il ferro verso il caro Spiegatore e chiedergli di rispettare le regola del silenzio, almeno fino al mattino dopo, e guardare la partita senza proferire parola.

Ma il Betting ti è venuto incontro, il Betting ti tende una Helping Hand: è diventato LIVE.

Quindi il caro Spiegatore può sempre essere costretto, pena perdita totale di credito di fronte alla cricca di amici, a suffragare le sue ondivaghe previsioni con una scommessa, anche se la partita è già cominciata e magari, a suo parere, in salde mani.

Quindi o si tira indietro, assumendo la stessa credibilità di DeAndre Jordan insegnante di liberi, o deve puntare. E se sceglie questa seconda opzione, di colpo muta atteggiamento, scivola dal bracciolo ad una seduta più comoda e nascosta, segue la partita in silenzio, o meglio, nervoso come una scimmia in astinenza e con la bestemmia sempre sulla punta della lingua, ma senza più inquinare l’ambiente con i suoi caratteristici vaticini sull’andamento del match.

Costringendolo a tirar fuori il grano, avete disinnescato il fastidioso autoinvitato, ora l’Eden è stato solo violato, non del tutto profanato, ma potete mettervi seduti sicuri che non ci saranno commenti superflui a rovinarvi lo spettacolo della partita dell’anno. E tutto questo grazie al Live.

Live Betting

Per chi non lo sapesse per Live Betting si intende la gamma di scommesse che il book offre in tempo reale su un evento in corso di svolgimento. Si tratta spesso delle stesse tipologie di gioco che si possono scegliere pre-match, utilizzando un termine più gergale Antepost,  e le quote cambiano realmente ad ogni azione, seguendo situazioni di punteggio e tecnico/tattiche.

E’ un tipo di gioco che sta spopolando, i book che per primi hanno avuto l’idea di inserire in palinsesto queste giocate son diventati dei colossi, è un fenomeno che attrae tantissimo perché il comportamento che lo Spiegatore esaspera è insito in ciascuno di noi:  anche solo per il gusto della pura chiacchiera, tendiamo a voler dimostrare la nostra competenza cercando di analizzare quel particolare momento del match che abbiamo davanti agli occhi esprimendo un pronostico.

In pratica tutti gli eventi disponibili, al loro inizio diventano live e l’NBA non sfugge a questo fenomeno.

Qualche book fa giocare solo nelle pause tecniche (Time Out, fine quarto o HT), mentre altri aggiornano le quote azione per azione, rendendo a volte quasi impossibile piazzare la bet perché le quote sono sempre diverse scaduti i 5-6 secondi di ritardo che il banco si tiene prima di accettare la giocata.

Io non sono un grande fan dei live, i motivi sono principalmente questi:

1-      Tempi di perizia: se per giocare una scommessa Antepost abbiamo bisogno di un certo tempo di studio per selezionare i match, valutare pro/contro, stimare quanto e se giocare… insomma le tempistiche di cui penso tutti voi abbiate necessità, quando si fanno delle giocate Live si hanno pochi o pochissimi istanti per prendere la decisione. La cosa non è sempre un contro, a volte la scommessa istintiva ha il suo perché, ma il fatto di avere tanti match in contemporanea ed una gamma praticamente infinita di bet fattibili rischia di farci esagerare con questo tipo di guizzi estemporanei;

2-   Volubilità dell’Animo: parliamoci chiaro, il giocatore anche se bravo vive sempre sul filo del rasoio, danzando sulla fune del trapezista. Se il periodo è quello giusto, giocare match live, anche esagerare, potrebbe essere consentito. Ma se il momento non è dei migliori, rischiamo di lasciare troppo spazio alla voglia di rifarci ed il live in questi frangenti è potenzialmente tragico, come il susseguirsi di corse per un giocatore compulsivo di cavalli. E fidatevi, il fatto di essere in fiducia o sfiducia è uno dei fattori che maggiormente varia le vostre chance di successo nel betting, ma forse anche a tuttotondo. Lasciate passare anche la peggiore notte della stagione, il giorno dopo ci sarà più tranquillità e relax, le giocate “al brucio” sono solo per chi non ha fiducia che il proprio metodo sul lungo periodo si dimostrerà vincente;

3-    Scelta del match: se scommetti durante il pomeriggio prima degli incontri hai quasi sempre qualche ora disponibile per analizzare i vari match up, anche quando i book pubblicano in ritardo le linee; se sei estremamente costante e sul pezzo per tutta la stagione puoi  aver sottoposto a scrupolosa scrematura tutte le quote, con i criteri che più si addicono al tuo stile di gioco. Per quel che concerne il live si ribalta del tutto la prospettiva, PRIMA scegli il match da vedere,  se sei funambolico nei cambi di canale i match, poi va un po’ a fortuna il fatto che siano proprio gli incontri che hai selezionato a concedere occasioni interessanti durante il loro svolgimento. E magari quella rimonta dei Raptors nel 4° quarto, all’inizio del quale potevi prendere Toronto a 8 ed assistere a  12 minuti di cuore ed orgoglio al 100% canadese fino a ribaltare un match come un calzino, tu l’avevi scartata perché non ti ispirava granché.

Queste considerazioni però sono molto personali, non voglio e non sarebbe giusto dirvi che il brivido dell’entrata live su un match sia un piacere di cui dobbiate privarvi totalmente. Dovete però essere consapevoli che se vero che il Live Betting è un tipo di  gioco potenzialmente molto redditizio è altrettanto vero che sia snervante nelle dinamiche  e che proponga all’analisi situazioni sempre differenti e quasi mai banali.

Conosco però punters capaci di sbancare solo dopo aver seguito parte di un match, mentre prima delle palla a due sono quasi incapaci di esprimere alcun giudizio. Quindi se vi sentite capaci di leggere bene gli incontri, di capire i Turning points e di intuire quali manovre tecnico/tattiche possano davvero far girare una partita o chiuderla definitivamente, non mollate e armatevi di caffeina e spuntini vari per fare mattino da Novembre fino alle Finals, sempre col PC acceso e con voglia di capitalizzare le vostre competenze.

Permettetemi come al solito di darvi un paio di regolette, che a detta di tutti sono la base per un buon approccio al live betting, direi in ogni sport, ma che è sempre bene ricordare:

1-      Il live serve per avere nuove occasioni rispetto alle quote “pomeridiane”, quindi non giocate MAI nelle fasi iniziali e direi anche centrali degli incontri quote più basse rispetto a quelle pre-match, cercate sempre di prendere la favorita che sta perdendo o la sfavorita quando è già sotto, ovviamente a quote che invoglino al rischio. State attenti che certe favorite vengono difese tantissimo dal banco, che non crede possano realmente perdere. Per esempio può succedere che gli Spurs sotto di 10 nel 1° quarto passino da 1,15 a 1,35, restando quindi molto bassi, qui il gioco non vale la candela. Ma magari sotto di 5/6 nel 3° quarto vanno a 1,85 ed allora può starci benissimo il tentativo. Allo stesso modo quando la quota di una squadra è già molto bassa anche avanti di qualche punto nel primo tempo non scenderà granché, i book aspettano uno strappo più netto per abbassare decisamente il valore offerto;

2-      Tenete sempre presente la tendenza a rispettare la previsione di partenza, a volte in modo davvero sorprendente. I book hanno massima fiducia nei loro mezzi, quindi se hanno pronosticato tra Denver e OKC 210,5 punti nel match, anche quando nel primo tempo ne sono stati segnati 130, loro continueranno a pensare che nel secondo ne faranno 105, la metà della stima iniziale, come se la tendenza espressa nei primi 24 minuti contasse meno di zero. E hanno ragione, le cose cambiano radicalmente e davvero in pochi casi un punteggio molto disallineato con le loro previsioni ingigantisce il divario nel secondo tempo. Questa regola è per me fondamentale, non pensate mai di essere troppo più bravi degli Handicappers;

3-      Considerate ogni copertura come una giocata a sé stante: spesso si usa il live per “coprirsi” in casi un cui si abbia un vantaggio sul campo e si voglia concretizzarlo giocando la selezione opposta a quota maggiorata, in modo da garantirsi un utile in ogni caso. Esempio: gioco 100€ su Atlanta in casa di Miami a 6, dopo il primo tempo dominato dagli Hawks gioco 50€ sugli Heat a 3,50;  in questo caso se vince Atlanta guadagnerò netti 450€ e se vince Miami 75€, un’operazione che sembra venuta bene ma quello che potrei aver fatto è aver regalato 50 euro della mia vincita sugli Hawks al banco, solo perché la situazione di punteggio mi ha consentito questo scarico. Valutate sempre la possibilità di coprirvi, ma fatelo con assennatezza e fiducia nella vostra giocata “originale” e tenendo presente che non tutte le volte che scommettete avrete poi la chance di effettuare questa manovra, quindi alla lunga sono sempre operazioni nocive per la vostra agenda;

4-      Evitate che a livello di movimento una sessione live possa rendere insignificanti le giocate pre-match. O vi dedicate solo al live, o lo considerate un qualcosa di marginale; la cosa peggiore che possa succedervi è di sprecare un 3 su 3 pomeridiano con una sciagurata nottata al pc magari mezzi ubriachi a giocare un match dopo l’altro senza troppa logica.

Di sicuro torneremo sull’argomento “live betting”, lo faremo valutandolo più tecnicamente che tatticamente, è un tema di sicuro interessante e potrei mettere la mano sul fuoco che anche tanti book .it per la prossima stagione si organizzeranno e aggiungeranno al palinsesto qualche partita in diretta anche nella notte, rendendo più agevole il live betting a chi non abbia nel proprio portafoglio book stranieri.

Per ora vi lascio con il leitmotiv della mia recente 2 giorni Istriana, in trasferta tennistica al torneo di Umago, non proprio il prestigio di Wimbledon anche se penso di trovarvi tutti d’accordo nel preferire la razza croata a quella inglese, almeno sotto certi aspetti:

“Chi sa, sa; chi non sa, spiega”

Luca Fontana

Luca Fontana

Luca Fontana, 32 anni, di Milano, da circa 10 anni cerco di far accoppiare il mio grande amore per lo sport , NBA e Tennis in primis , e la mia cara passione per le scommesse sportive nella speranza di venire premiato dalla buonasorte e di sbancare i bookmaker. Dal 2008 lavoro nel settore del gioco d'azzardo in Italia. Tendenzialmente non dormo mai, guardo tutte le partite che riesco e di solito con il biglietto in mano.

1 commento

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Editore ENBIEILAIF - Nacho Symbolic Associazione Culturale
P.IVA - COD. FISC. 03383520545
Direttore Responsabile testata on line: Luca Fiorucci
Server Provider: Aruba
Registro Stampa Tribunale di Perugia N°9 27/05/14
Email: info@nbalife.it

© 2019 Copyright NbaLife.it, tutti i diritti riservati