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La giovane Italia d’oltreoceano

Stavamo giusto giusto discutendo in redazione sulla disfatta azzurra di quest’ultimo mondiale di basket…
Ovviamente di motivazioni ne sono uscite tantissime, come i Big che forse hanno reso meno delle aspettative, chi usciva dalla panchina che magari non era all’altezza , il sistema di gioco forse inadatto… Poi è spuntato l’argomento dei nostri giovani, e promettentissimi aggiungo io, talenti che ruotano attorno agli universi NCAA ed NBA già da alcuni anni. Talenti grezzi che, a fine discussione, avrebbero secondo noi potuto dare il loro contributo. Ma chi sono questi giovani talenti? Sto parlando ovviamente di Davide Moretti e di Niccolò Mannion. Scopriamo le loro storie.

Davide – Dalla Stella Azzurra alla finale NCAA

Classe 1998, nato e cresciuto a Bologna, inizia a dedicarsi sin da bambino a vari sport, tra cui il calcio, il tennis, la pallavolo e ovviamente la pallacanestro. Trasferitosi nel 2013 a Roma, comincia a giocare per una squadra amatoriale, la Stella Azzurra. Ma nel 2014, all’età di 16 anni, firma con la OriOra Pistoia, grazie anche al fatto che il papà Paolo Moretti, il quale potrebbe essere ricordato dai più anzianotti per aver vinto l’argento ad Eurobasket ’97 con la nazionale, ne era l’allenatore. Davide resta a Pistoia per una sola stagione, chiudendo con 3.5 punti e 1 assist di media a partita. Le due annate successive le trascorre a Treviso, in A2. Il suo percorso lo porta ad alcune soddisfazioni, come la nomina a miglior under-22 in Serie A2, date le sue medie: 12.6 punti, 2.3 assist e 0.9 rubate. Papà Paolo, che ci vede molto lungo certe volte, consiglia a suo figlio di partire ed andare fuori dall’Italia, precisamente in America. Il 12 Giugno 2017 Davide firma un Athletic Scolarship Agreement per giocare con Texas Tech, nella Division 1.

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Fortunatamente a Texas ha trovato Chris Beard, un coach che, avendo allenato la nazionale svizzera, ha molta familiarità con i giocatori europei. Nella sua stagione da freshman gioca partendo dalla panchina, chiudendo la regular season con 3.5 punti, 1.1 assist e 0.8 rubate di media. Intanto Texas arriva all’Elite Eight al torneo NCAA per la prima volta nella sua storia. È nella stagione da sophomore che la point-guard di Bologna comincia a raccogliere quello che ha seminato in gioventù. 38 partite giocate da Texas, tutte con Davide che parte dal quintetto titolare. 31.6 minuti a partita di media, segnandone 11.5, prendendo 2 rimbalzi, fornendo 2.1 assist, rubando 1.1 palloni, tirando col 50% dal campo, col 46% da tre punti e con il 92% dalla linea dei tiri liberi, classificandosi primo nella Division 1 in quest’ultima classifica. Grazie anche al suo contributo, Texas approda nuovamente all’Elite Eight, battendo Gonzaga, e staccando il ticket per le Final Four per la prima volta nella storia di questa università. Anche per Michigan State arriva la batosta, Texas si guadagna meritatamente la Finale NCAA. Sfortunatamente la corazzata Virginia riesce ad avere l’ultima parola dopo l’overtime, battendo la squadra di Davide. Sicuramente l’anno prossimo Texas ci riproverà, sempre guidata da Davide Moretti.

Nico – Five-star recruit

Point-guard classe 2001, nato a Siena da mamma Gaia, ex giocatrice di volley, e papà Pace, figlio di Salt Lake City. Di Pace è doveroso ricordare la decade passata a giocare a basket di alto livello, dall’83 all’89 in NBA (Warriors, Jazz, Nets, Bucks, Pistons, Hawks), e fino al ’93 a Cantù, a casa nostra. L’incontro tra i genitori di Nico sarà avvenuto in qualche trasferta del padre, e dopo essersi sposati nel 1998, 3 anni dopo nasce il pargolo. Il bambino passa solo i primi anni di vita in Italia, poiché la famiglia si trasferisce prima a Salt Lake City, dopo di che in pianta stabile a Phoenix. L’high school che frequenta il ragazzo è Pinnacle, sempre a Phoenix. Il talento che scorre nelle vene del giovane non aspetta a farsi notare: stagione da freshman chiusa con 20.2 punti, 4.6 rimbalzi, 4.7 assist e 2.4 rubate per partita, ognuna di esse partendo da titolare, portando la sua squadra al record di 22-6. La stampa non ci mette molto a notare il giovane italo-americano, appena quindicenne. Nella stagione da sophomore supera le già altissime aspettative : 23.4 punti, 4.7 rimbalzi, 6.1 assist, 2 rubate, record di 24-7 per Pinnacle, 21 punti nella finale statale, titolo con la squadra e premio di Arizona Gatorade Player of the Year. Arrivati a questo punto, un altro anno di high school potrebbe essere di troppo, così Nico decide di prendere lezioni estive per superare gli ultimi due anni in uno. Nell’anno finale di superiori, gioca in grande spolvero, superando varie volte quota 35 punti, arrivando addirittura a 57 il 2 Febbraio 2019, con buzzer beater annesso, nella vittoria contro la Chaparral High School. Sempre contro la Chaparral, ne mette 34 con 8 rimbalzi e 6 assist nella finale in cui Pinnacle vincerà il secondo titolo in fila. Medie di fine stagione di Nico: 30-6-6. Premi a fine stagione: di nuovo il Gatorade Player of the Year e National High School Coaches Association (che da ora in poi abbrevierò in NHSCA), Senior Athlete of the Year.

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In quell’estate giocherà anche l‘All-American e il Nike Hoop Summit, tanto per non farsi mancare niente. E non finisce qua, Nico è stato dichiarato dalle maggiori testate sportive americane un five-star recruit, la migliore dell’Arizona. Di lettere dai college ne sono arrivate a bizzeffe, anche da Duke e Villanova per essere chiari, ma alla fine il cuore del ragazzo ha optato per Arizona, sarà un Wildcat. Nel frattempo ha anche giocato per la nostra nazionale nell’europeo Under-16 del 2017. Menzione onorevole i 42 punti con 6 rubate contro la Russia. E per la serie “bruciamo le tappe”, ha anche debuttato con la nazionale maggiore nelle qualificazioni dell’appena conclusa FIBA World Cup. Nella sua unica partita l’1 Luglio 2018 registra 9 punti nella sconfitta con l’Olanda, diventando il quarto giocatore più giovane della nazionale italiana a debuttare tra i più grandi, all’età di 17 anni.

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo, 21 anni, Roma. Ex-studente di liceo classico, attualmente studente di Informatica alla Sapienza. Non tifo nessuna squadra, ma mi piace vedere il bel gioco. Amore platonico per LeBron James, per il playmaking e per i passaggi di Jason Williams. Citazioni preferite: "Limits, like fears, are often just an illusion" e "Il grande attacco dà spettacolo e porta tifosi al palazzetto, ma la grande difesa fa vincere i campionati"

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