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La giovane Italia d’oltreoceano: take 2

Ed è con grandissimo piacere che voglio annunciare il prosieguo della mini rubrica incentrata sui migliori talenti italiani in America. In quest’appuntamento andremo a scoprire altre tre storie interessanti. La prima di queste molti di voi già la conosceranno: è quella di Alessandro Lever, centro dell’Italia under 20, che è giunto al terzo anno a Grand Canyon University.  La seconda storia parla di un figlio d’arte, Mattia Acunzo, casertano che decide di partire presto per l’America per frequentare l’high school. L’ultima storia parla di un altro figlio d’arte, Thomas Binelli, il quale cognome risulterà familiare ai più anzianotti dato che il padre, Augusto, fu il capitano della Virtus per tantissimi anni. Buona lettura…

Alessandro: futuro big man azzurro

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Centro bolzanino di 208 centimetri, classe 1998.
Ha la stazza, viste le dimensioni, e tutte le carte in regola per diventare il prossimo centro di livello dell’Italia. Comincia a giocare proprio in Trentino per l’US Piani, società il cui co-fondatore è proprio il nonno. Il primo grande salto della sua carriera però è quello in Serie A con la Reggiana. Nel mentre Alessandro comincia anche il suo percorso con le giovanili della Nazionale, il cui ultimo traguardo è l’amaro ottavo posto ottenuto agli europei Under 20 di quest’anno. La carriera di Alessandro continua, ma non in Italia. Decide infatti di volersi accasare in un college americano per mostrare anche oltreoceano il suo talento e volersi affermare in campo internazionale. La sua scelta collegiale ricade su Grand Canyon University, ma la decisione è stata sofferta. Infatti l’altra opzione era Georgia Tech,  college dalla grande storia cestistica. L’istinto però l’ha convinto per GCU. La stagione 2017-18 è quella del debutto. Delle 34 partite giocate, 27 le inizia dal quintetto e giocando 21 minuti di media chiude l’anno con 12 punti, 4 rimbalzi e un particolarissimo 32% dall’arco. Le prestazioni del giovane azzurro stupiscono molti addetti ai lavori e gli valgono l’inserimento nel primo quintetto della WAC, nel miglior quintetto delle nuove reclute e la vittoria del titolo di Freshman dell’anno, sempre in WAC. GCU sfortunatamente non arriva al torneo NCAA. La stagione da sophomore vede dei piccoli miglioramenti per il bolzanino, quasi tutte le gare giocate da titolare (33 su 34). Con 25 minuti di media riesce a segnare 12.5 punti, a catturare 4 rimbalzi e a far registrare un buon 35% dall’arco. Anche quest’anno GCU non riesce ad arrivare al torneo NCAA, ma sappiamo tutti che Alessandro ci riproverà l’anno prossimo.

Mattia: figlio d’arte

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Classe 2000, nasce a Caserta, dato che il papà Claudio era proprio un giocatore della Juve Caserta.
Viene portato al PalaMaggiò a vedere il babbo già da neonato, una vita passata a vedere e a giocare a pallacanestro. Dopo due anni soddisfacenti in Italia, divisi tra giovanili a Moncalieri e Siena, con quest’ultima arrivata alle Finali Nazionali, decide di cambiare aria. Un cambiamento radicale per il giovane Mattia, che si trasferisce in America per frequentare la Kennedy Catholic HS e farsi notare subito dai college di Division 1. Tant’é che non appena finita la prima partita ad un torneo AAU arriva la prima lettera. Tra Marzo e Aprile del suo anno da Junior, e anche a Luglio dello stesso anno, la sua scuola partecipa a molti tornei, tra cui l’Adidas Camp, che gli permette di mettersi in mostra. A fine torneo le lettere dei college sfiorano le 20 unità. Con una meticolosa cura nel decidere quale università fosse la migliore per lui, ne rimangono tre: Toledo, South Florida e Old Dominion. Il 13 Ottobre dello scorso anno la fatidica scelta, che ricade su Toledo. Ma c’è ancora un anno di High School da fare! La stagione da senior procede a gonfie vele, con un record di squadra di 22-3 con conseguente arrivo al torneo nazionale come testa di serie. Kennedy Catholic riesce a portare a casa il titolo statale, ma per Mattia si apre tutta un’altra vita, quella dell’NCAA.

Thomas: sulle orme del padre

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Bologna, ala piccola di 205 centimetri, classe 1998.
Anche per Thomas il percorso che l’ha portato ad un college americano è stato spalancato grazie all’arrivo negli Stati Uniti già dalle superiori. Dopo una brevissima parentesi in Italia nelle giovanili di San Lazzaro e Reggio Emilia, decide di andare negli States per frequentare la Bergen Catholic High School. La sua avventura americana segue le orme e i consigli del padre Gus, che viene ricordato in Italia per esser stato lo storico capitano della Virtus Bologna. Gus infatti dal 1981 al 1983 aveva frequentato la Lutheran High School di Long Island. A differenza del padre, però Thomas decide di restare in America e di frequentare il college, per poi chissà, approdare in NBA. La sua scelta iniziale ricade sui Monroe Mustangs, un college dello stato di New York. In questo ateneo passa le stagioni da freshman e da sophomore con un bilancio estremamente positivo. A fine stagione decide di cambiare aria, e di accettare l’offerta di Eastern Michigan, col quale giocherà la sua stagione da Junior.

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo, 21 anni, Roma. Ex-studente di liceo classico, attualmente studente di Informatica alla Sapienza. Non tifo nessuna squadra, ma mi piace vedere il bel gioco. Amore platonico per LeBron James, per il playmaking e per i passaggi di Jason Williams. Citazioni preferite: "Limits, like fears, are often just an illusion" e "Il grande attacco dà spettacolo e porta tifosi al palazzetto, ma la grande difesa fa vincere i campionati"

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