Jamal Murray

Jamal Murray: Jamaican heart

download-5Nome: Jamal

Cognome: Murray

Città d’origine: Kitchener, Ontario

Età: 19 (23 Febbraio 1997)

College: Kentucky Wildcats

Altezza: 193 cm

Peso: 94 kg

Ruolo: Guardia

Draft 2016: 7^ scelta assoluta, Denver Nuggets

Bio

La Giamaica è il luogo d’inizio di questa storia. La terra di Bob Marley, del reggae, dei più grandi atleti di sempre, Usain Bolt è l’ultimo della grande stirpe di corridori giamaicani. Ebbene, la Giamaica è patria di un altro atleta, quello di cui trattiamo oggi, e il suo nome è Jamal Murray. Sulla carta d’identità c’è scritto “Nato a Kitchener, Ontario”, certo, ma il giovane ha sangue giamaicano, sangue da atleta, ereditato da papà Roger, nato in Giamaica, trasferitosi però in Canada all’età di nove anni. Anche per la passione della palla a spicchi dobbiamo ringraziare papà Roger, dal momento che il padre viveva tra campi da basket e piste d’atletica, da buon giamaicano. Si dice che già all’età di soli tre anni il piccolo Jamal poteva benissimo giocare per ore a basket senza mai dire basta, a sei anni giocava nella squadra dei ragazzi più grandi, quelli che avevano già dieci anni, se non di più, mentre a dodici o tredici poteva competere con ragazzi di high-school e college. Altra piccola chicca targata Roger Murray, impartiva al figlio lezioni di kung-fu, compresa la meditazione.

Jamal Murra

Da ricordare, in età liceale, la frequentazione del Grand River Collegiate Institute di Kitchener prima e l’Orangeville Prep di Orangeville poi. A Orangeville, tra l’altro, il coach in seconda era proprio il padre di Jamal, e insieme al compagno di squadra, amico e futuro NBA Thon Maker, aiutò il proprio team a battere moltissime scuole americane. Tra le prime date importanti della carriera cestistica di Murray c’è da ricordare il Nike Hoop Summit del 2015 dove, con una magnifica prestazione da 30 punti, si aggiudica il premio di MVP della partita. Inoltre fu nominato miglior giocatore di basket a livello liceale del Canada e partecipò alla AAU, la lega di amatori, con i CIA Bounce.

Dopo essersi messo in mostra di fronte a molti selezionatori di college al Nike Hoop Summit, arriva l’offerta da parte dei Kentucky Wildcats dello storico coach John Calipari, con conseguente firma il 24 Giugno 2016. Il primo ed unico anno da universitario si rivela un successo per il giocatore, ma una semi-sconfitta per la squadra. Jamal infatti gioca tutte e 36 le partite disputate da Kentucky, tutte e 36, nemmeno a dirlo, dal quintetto titolare. Le statistiche parlano molto chiaro, 20 punti tondi tondi, 5.2 rimbalzi, 2.2 assist e una rubata di media a partita. Le percentuali recitano in questo modo: 45% dal campo e 40% da tre punti. Se si sommano tutti questi dati e statistiche la via è una sola, nomination al John R. Wooden Award e al Naismith Trophy. Per quanto riguarda i risultati di squadra, il record vittorie-sconfitte è di 27-9, con sconfitta al NCAA Tournament da parte dei rivali storici di Indiana. Semplicemente l’anno sbagliato per i Wildcats.

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Tanto, troppo talento per non tentare il salto tra i più forti, nonostante l’unico anno passato al college, ma la decisione di Murray, alla fine, è quella di voler giocare la stagione cestistica 2016-2017 sui parquet NBA, e come dargli torto, dopo aver passato tutta l’infanzia e l’adolescenza su un campo da basket, sembra destinato a giocare a questo sport, sembra destinato a vivere e a calcare campi da basket per il resto della sua vita. 23 Giugno 2016, il giorno della verità, il giorno in cui si decide se si ha stoffa per entrare in questa lega che è l’NBA, dove militano i migliori giocatori del mondo. Il ragazzo non deve nemmeno aspettare molto, perchè il GM dei Denver Nuggets Tim Connelly decide di puntare sul mezzo canadese, mezzo giamaicano prodotto di Kentucky. Con la settima scelta, Jamal Murray!

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Se si può riassumere il primo periodo, quello di ambientazione, di Jamal Murray ai Denver Nuggets in una parola, si potrebbe dire “pressione”. Forse era troppa, forse doveva impararla a gestirla il diciannovenne, forse entrambe. Per vedere un tiro realizzato bisogna aspettare il 5 Novembre, nella gara contro i Pistons. Novembre, insieme a Febbraio, risultano i mesi nei quali il ragazzo è stato impiegato di più, e i risultati si vedono, 24 minuti di media a Novembre e 12.3 punti di media, quasi 22 minuti di media a Febbraio con gli stessi 12.3 punti, a discapito di Dicembre e Gennaio quando è stato impiegato meno, e ha reso di meno. Nonostante tutte le fatiche che un rookie deve sopportare, però, è risultato tra i migliori giocatori uscenti dalla classe draft 2016, tant’è che le prestazioni durante la prima metà di stagione gli sono valse la nomina al Rising Star Challenge dell’All Star Friday, la gara dei rookie e sophomore, gli americani contro i non-americani, nella quale, grazie ai 38 punti e 11 assist proprio di Jamal Murray, numeri che gli sono valsi l’MVP della serata, il resto del mondo ha battuto la compagine americana per 150-141.

Scheda tecnica

Realizzare è sempre stata una prerogativa in casa Murray. Il ragazzo sa segnare da qualsiasi posizione, in qualsiasi modo possibile e immaginabile. Sa aggredire il ferro, e facendo questo, riesce a tenere il contatto col difensore molto bene per chiudere nel migliore dei modi. Tutto questo per quanto riguarda dentro l’area, per quanto riguarda l’attacco fuori dalla linea da tre, è una sicurezza, il 40% al college quasi lo offende come numero. Il ragazzo sa tirare, sa tirare maledettamente bene, in qualunque maniera. La distanza di tiro, il range, non è un problema, spesso e volentieri tirava molto indietro rispetto alla linea del college, riesce a trovare la retina sia dal palleggio, che su azioni costruite. Ha un ottimo controllo dei piedi, che gli permette di tirare in uscita dal blocco in maniera efficace e costate, e sa leggere benissimo la difesa e le situazioni di gioco. Se la realizzazione viene a mancare, cosa alquanto dubbia, subentra l’abilità da passatore, forse molto trascurata. Una cosa è certa, sa giocare benissimo i pick’n'roll. Il tutto è contornato dalla grande confidenza, vista anche l’età, con cui gioca, e l’amore per il gioco e per la competizione.

2016 NBA Rookie Photo Shoot

I limiti, sfortunatamente, ma come è naturale, ci sono, e sono la difesa e le scelte che prende in campo, ogni tanto poco azzeccate. Partendo dalla difesa, si può dire che non è stato proprio il miglior difensore del college, anche perchè ha sofferto, e non poco, l’atletismo, e in particolare la velocità, delle guardie avversarie. Spesso e volentieri, infatti, non li conteneva, ma in un sistema adatto alle sue caratteristiche, questo problema potrebbe venire meno. La seconda debolezza del giocatore è un fattore più di testa che di abilita: le scelte. La realizzazione è il punto forte del ragazzo, ma è un’arma a doppio taglio, perchè se si pensa sempre e comunque, prima di tutto, a tirare, si potrebbe finire, e così è successo a Murray, nel commettere svariate scelte sbagliate e forzature, tant’è che si registrano più turnovers che assist, nonostante sia un punto di forza, quello da passatore, nell’anno di college.

In breve: Se gli viene data la palla, segna. Però bisognerebbe anche passarla.

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Francesco Cavallo

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo, 21 anni, Roma. Ex-studente di liceo classico, attualmente studente di Informatica alla Sapienza. Non tifo nessuna squadra, ma mi piace vedere il bel gioco. Amore platonico per LeBron James, per il playmaking e per i passaggi di Jason Williams. Citazioni preferite: "Limits, like fears, are often just an illusion" e "Il grande attacco dà spettacolo e porta tifosi al palazzetto, ma la grande difesa fa vincere i campionati"

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