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Impressioni di Novembre

Come d’estate quando il termometro segna 30° ma la temperatura percepita è 40° all’ombra e anche trovato sollievo sotto una palma sembra di essere in un bagno turco, così a chi mi dice “beh dai, sono passate solo 2 settimane dall’inizio, non puoi avere già le occhiaie che ti sfiorano i baffi” mi verrebbe da ribadire che 15 giorni per chi ha la sfortuna di dover lavorare di giorno e non riesce a staccarsi dall’amata NBA di notte non sono computabili con la stessa unità di misura dei comuni mortali, dato che i tempi normalmente dedicati al riposo sono nella migliore ipotesi riempiti da botte di adrenalina per quel canestro del sorpasso o quella tripla avversaria sputata dal ferro, mentre altre volte si sgrana il rosario alla ricerca della bestemmia più azzeccata per accogliere quell’inutile layup a campo aperto che ti fa sballare l’handicap sudato per 47 minuti primi e 45 secondi.

Non è proprio andata così con il suggerimento dato nello scorso appuntamento pro-Chicago contro i Cavs, ma poco ci è mancato, dato che un inutile fino ad allora Kevin Love ha messo due triple di fila proprio nell’ultimo minuto mandando per cartoni la nostra giocata sui Bulls in handicap.

Riaperta questa dolente ferita spero che per voi questo inizio di stagione abbia portato qualcosa di buono, io, e vi parlo aprendo l’agenda, sono sostanzialmente in pareggio ma come spesso ho ribadito il primo periodo di regular, indicativamente fino al Santo Natale, è sostanzialmente dedicato allo studio dei team, quanto mai opportuno in questa stagione a mio modo di vedere di difficile interpretazione.

Tante squadre hanno cambiato, qualcuna il coach, qualcuna i giocatori, tanti giovani di medie speranze (non i campionissimi, quelli li si segue già dall’anno da matricole) sono stati promossi a pedine importanti delle rotazioni… insomma rispetto ad altre annate questa sembra molto più difficile e perigliosa nella perizia, è necessario toccare con mano e mangiare più basket possibile.

Pensate a Dallas e Portland

Forse le due squadre di livello che più sono rimodellate per questa stagione, ma anche parecchi dei team di media caratura vanno ancora analizzati per capire quale sia il reale valore.

Le certezze per me sono poche, pochissime: Oklahoma, Cleveland, Golden State… ma sono squadre sulle quali è difficile trovare troppi spunti bettistici, essendo quasi sempre nette favorite e con handicap in doppia cifra.

Per queste squadre di elite, le uniche considerazioni da fare sono in chiave antepost, ma ora come ora c’è poco da inventare e forse ancor meno vantaggio a puntare: si giocheranno tutto in primavera, e conterà tantissimo, inutile ribadirlo, lo stato di forma e la situazione in infermeria all’inizio dei playoff.

Di sicuro la partenza ancora immacolata nel saldo W/L di GS ha stupito non tanto nella sostanza quanto nella forma, con un Curry già lanciatissimo per ribadirsi MVP e un’intensità che lascia intendere che l’exploit dell’anno scorso non è stato un incrocio astrale irripetibile, anzi.

Ma come al solito il saldo che più interessa noi puntatori è quello ATS

Ovvero la prestazione delle squadre contro l’handicap offerto dai book, indipendentemente dal verdetto tradizionale del campo.

Emergono 3 squadre che hanno saputo da un lato ricostruirsi dall’altro ritrovarsi, 3 squadre che difficilmente troveranno posto nella griglia della postseason ma che potranno dare qualche soddisfazione ai loro Backers, ovvero a chi darà loro fiducia nelle bet.

La prima per palesi motivi di ranking è Orlando ( 7-1), che solo nell’ultima prova in casa dei Pacers non è riuscita a contenere la sua sconfitta nell’handicap proposto. Fino a quel momento il record ATS era di 7-0 con 1 sola partita disputata da favoriti ( con vittoria netta ) e ben 6 gare da sfavoriti nelle quali il campo ha sempre premiato le scommesse sui Magic. Pensate al clamoroso finale di gara contro i Thunders, ma anche alla sconfitta per 1 solo punto contro Washington. Sono poi arrivati i successi da grande sfavoriti a New Orleans, partita che ho seguito, totalmente dominata dai Magic e quella  in casa contro Toronto ( pagata circa a 3,25 m.l. !).

Insomma si stratta della squadra che per ora ha difeso meglio il grano e sempre che i book non aggiustino il mirino sembra anche un buon cavallino a cui affidarsi nei giorni di indecisione.

Abbiamo poi i Pistons, che spinti da un Drummond irreale e dai canestri di Jackson, Morris e Caldwell-Pope stanno sfornando prove estremamente positive fin dal prima notte, quando vinsero corsari in quel di Atlanta. Il loro record dopo la spazzolata presa da poco contro i Warrrios è diventato 5-2 ATS, ma la cosa che lo rende davvero incredibile è che le 5 volte in cui Detroit ha vinto contro l’ Handicap ha vinto anche il match e l’ha fatto sempre da sfavorita.

7 punti come detto prima contro gli Hawks, 1 punto nel back-to-back contro i Jazz, ancora in casa sfavoriti contro Chicago e successo all’ OT, poi scivolone contro i Pacers da favoriti ma prontissimo riscatto vincendo con agio a Phoenix e Portland. Stiamo parlando di una serie di ottime prove per una squadra che sembra aver finalmente ritrovato il bandolo della matassa dopo anni di siccità e la fine di un generazione storica.

Infine vorrei citare in positivo Minnesota, che sta facendo molto bene soprattutto in trasferta: vittoria da sfavorita contro i Lakers con una rimonta molto efficace nell’ultimo quarto, vittoria a Denver ( sì, ok, avete ragione, non sono proprio dei fortini inespugnabili ), ma poi dopo due sconfitte in casa ( con Portland e Miami ) sono arrivati i successi strameritati a Chicago -all’ennesimo OT perso dai Bulls- e contro Atlanta, in una partita appassionante nella quale gli Hawks erano riusciti a ricucire uno strappo di 30 punti ma poi nel finale hanno pagato lo sforzo della rimonta. In queste due ultime gare away i Lupi valevano quote da sogno, parliamo di moltiplicatori nell’ordine delle 5-6 volte la posta.

Ai primi posti di questo particolare Ranking troviamo anche squadre più tradizionali, ovvero gli Spurs, 5-2 e la solita Toronto, che se si assegnasse il titolo a Novembre forse sarebbe la squadra da battere. Peccato per i lucertoloni canadesi che quando poi le cose inizino a diventare più serie la musica cambi, e parecchio.

Golden State che era partita fortissimo ora rimane in attivo ma solo di 5-3; i rivali di Cleveland nonostante una sola sconfitta su 7 partite in solo 3 casi hanno battuto l’handicap, uno dei quali tra l’altro da sfavoriti a Chicago ( sempre li andiamo a parare…). Discorso molto simile per i Clippers che han perso due incontri su 7 ma han vinto against the spread solo in 3 casi.

Andando invece a rovistare nella zona freddissima della classifica troviamo i Pelicans: nessuna vittoria su 6 gare e tutte le sconfitte sono state ribadite anche dall’handicap. Dovessero battere Dallas e andare sull’ 1-6 raggiungerebbero l’attuale record dei Nets, anche loro mai in grado di superare gli avversari e solo una volta capaci di imporsi sull’handicap di Las Vegas: sono riusciti perfino e, con questo ho detto tutto quello che dovete sapere, a perdere in casa da favoriti contro i Lakers. Non credo che molte squadre potranno vantare questa statistica a fine stagione…sempre che Kobe non aggiusti la mira.

Cosa possiamo farcene di questi numeri?

Non è solo un elenco fine a se stesso, ma ci serve per capire come le situazioni anomale siano affrontate dai book.  Per loro come per noi è il momento delle prime analisi e del test del campo, quello più difficile che mette in dubbio anche le capacità dell’handicapper più sgamato.

Ogni inizio stagione qualcosa cambia, anche nei team più affiatati: stimoli , problemi interni, differenze nella programmazione e nei carichi di lavoro. Se c’è un momento in cui i book sono vulnerabili è proprio questo, quando anche loro restano spaesati per le prove di una specifica compagine. Quindi noi scommettitori dobbiamo renderci conto che ci piace una squadra e  fino a quel momento i guru del Nevada non ci hanno preso una mazza negli handicap che le hanno proposto, possiamo investire nella bet una maggiore fiducia, giocando sul fatto che il poco feeling tra i bookies e quel team continui.

Fino a questo momento la stagione sta premiando le squadre ospiti ( con il 60% di successo ATS) e gli under, anche in questo caso con circa il 60% di realizzazione, ma purtroppo sappiamo per esperienza che questo genere di tendenze tenderanno a normalizzarsi, arrivando al massimo ad una forbice di 3-4 punti percentuali tra le due coppie di combinazioni.

Stiamo quindi sul pezzo per ora con una doppia finalità: dove ci sono le condizioni colpiamo gli allibratori sui loro punti deboli e nel frattempo godiamoci più incontri che riusciamo, seguendo soprattutto le fasi più inutili delle partite, quelle che però ai fini delle scommesse fanno la differenza e cerchiamo di annotarci quelle sensazioni che ora sembrano solo transitorie ma che a fine stagione potrebbero darci un quid in più nella battaglia contro il banco.

Luca Fontana

Luca Fontana

Luca Fontana, 32 anni, di Milano, da circa 10 anni cerco di far accoppiare il mio grande amore per lo sport , NBA e Tennis in primis , e la mia cara passione per le scommesse sportive nella speranza di venire premiato dalla buonasorte e di sbancare i bookmaker. Dal 2008 lavoro nel settore del gioco d'azzardo in Italia. Tendenzialmente non dormo mai, guardo tutte le partite che riesco e di solito con il biglietto in mano.

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