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Illustrare l’NBA – Davide Barco

Prosegue il nostro giro di interviste nel mondo degli illustratori “di settore” e oggi è con noi per fare una chiacchierata tra arte, musica e basket… (rullo di tamburi) Davide Barco!

Tanto per sintetizzare di chi stiamo parlando vi faccio un piccolo preambolo del tutto voluto dal sottoscritto.

Immagino che molti di voi seguiranno l’NBA anche tramite i suoi canali social ufficiali, forse (ma dico forse) sarete stati svegli a guardare un po’ le finals? Bene, avete presente le illustrazioni che hanno pubblicato durante quei giorni (alcune le trovate sotto ad impreziosire la nostra intervista)? Beh, come dire… sono opera sua.

dSi avete capito bene, tra i vari che hanno ricevuto la “commissione” c’è anche questo Veneto, 30enne fresco fresco e (come si definisce lui) “Jordaniano di religione” che prima di tutto il basket ce l’ha nelle vene e poi (ma non in quantità inferiore) nella mano. Intesa come quella che impugna la matita, poi delle sue percentuali dal campo non ne siamo al corrente*.
*Non so se Davide vuole aggiungere qualche statistica a riguardo…

Ma proseguiamo!

Ha collaborato con grandissimi nomi come New York Times, Wall Street Journal, MLS (Major League Soccer),  Red Bull, IL (Gruppo Il Sole 24ore), HBO Europa, CBS Sports, ESPN, Rivista Ufficiale NBA, ACMilan (eh ogni tanto bisogna anche uscire dalla zona di “comfort” ndr) e Samsung, insomma a qualcuno sono piaciute le sue creazioni!

Ringraziando ancora Davide, è doveroso aggiungere che in questi giorni è anche impegnato nel realizzare le illustrazioni che ritraggono la NOSTRA nazionale, ma nonostante ciò e (ci dispiace saperlo) qualche giro ai campetti in meno, ci ha concesso un po’ del suo tempo per rispondere alle nostre domande.

Non voglio (ma potrei) dilungarmi ulteriormente, via al domandone e buon divertimento!

Ok partiamo!
E’ nato prima il Davide Barco illustratore o il Davide Barco appassionato di Basket e NBA?

Il Davide appassionato di NBA, il mio obbiettivo principale era diventare il primo italiano “degno di nota” negli USA, il disegno è una costante che mi ha sempre accompagnato fin da bimbo ma fino a qualche anno fa non l’ho mai presa seriamente in considerazione.

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Se dovessi farlo, come descriveresti il tuo stile in tre parole e come lo hai (o si è) costruito nel tempo?

Geometrico, incazzato (per il più delle volte), colorato.
In realtà si è definito con il tempo e continua a definirsi, ma ho cominciato come han fatto molti, ispirandomi da quelli più bravi o che comunque da quelli che mi piacciono di più e rubando loro qualche pezzetto, cercando di tirar fuori la mia visione delle cose.

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Che musica ascolti e quali sono i tuoi rituali e/o abitudini quando sei lì che stai per cominciare una nuova illustrazione?

Generalmente salto da un genere all’altro, dipende dall’umore, ma direi che per la maggior parte è Hip-Hop, ma passo anche dai System of Down a Rage Against The Machine.

Prima di ogni illustrazione faccio sempre una gigante ricerca immagini.

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Squadra e giocatore preferito, squadra e giocatore più “odiato” (o meno simpatico via)?

Once a knick always a knick, e Porzingis mi ha fatto impazzire quest’anno.
Odiato non direi, però dico Lebron, perché troppo dominante e ho mal digerito il suo passaggio a Miami ai tempi (vedi Durant), anche se quest’anno Green non ha brillato per simpatia e li metto quasi a pari merito.
Non ho una squadra antipatica, perché voglio troppo bene a Irving per “odiare” i Cavs, però per lungo tempo non ho potuto vedere i Lakers (troppo vincenti).

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Dicci in tutta sincerità (e con dovizia di particolari), che cosa si prova a veder pubblicate le proprie “creature” nei canali ufficiali NBA?

Sarò sincero, mi ha emozionato di più leggere la “mail di convocazione” ovvero quando mi hanno chiesto se ero disponibile a collaborare con loro.
Mi sembrava di leggere la mia convocazione al Draft, detto questo, direi che dopo il fischio finale di gara 7 vedere il mio artwork celebrativo pubblicato per primo mi ha davvero lasciato senza parole, soprattutto perché il team di designer che ha collaborato quest’anno con la NBA conta più o meno 15 designer, tutti bravissimi, quindi vedere la mia illustrazione apparire da subito mi ha davvero fatto arrossire.

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Una caratteristica peculiare del Davide giocatore di basket e uno del Davide Illustratore.

Un tempo ti avrei detto il ball handing, oppure il tiro, ad oggi mi limito a dire che do tutto quando sono in campo, una sorta di Draymond Green, ma decisamente più scarso, hahahahaha.
Il Davide illustratore è un perfezionista che difficilmente si accontenta.

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Ok mancano 3 secondi e hai tra le mani il tiro che ti farà vincere TUTTO (e sai che lo segnerai), a chi lo metteresti felicemente in faccia e quale “trash talking” ne scaturirebbe?

Nonostante simpatizzassi per GS nelle finali, non ho davvero sopportato Green, soprattutto contro OKC.
Canestro in faccia a Green e poi fissandolo negli occhi “… Now go and kick THAT ball!”
Poi lui mi tirerebbe un pugno in faccia e mi sveglierei in ospedale. :D

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Hai un paio di scarpe o una canotta preferita in assoluto?

La mia dolce metà mi ha regalato la canotta di MJ in Space Jam, cosa potrei chiedere di più.
Scarpe, un giorno voglio togliermi lo sfizio di giocare con le Jordan XI.

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E’ vera quella storia che sei arrivato letteralmente a “stalkerare” l’art director del NYT per lavorare con loro? Raccontacela perchè se così fosse è incredibile.

Quasi, nel senso che, come tutti gli illustratori provi a contattare più volte un art-director che magari non ti risponde, con lui ho fatto più o meno così, ma con mail sempre molto educate e discrete.
Un giorno dopo un incontro non proprio positivo con un’altra rivista, un po’ disilluso stavo passando davanti al NYT Building e di getto ho scritto una mail senza troppi giri di parole, un qualcosa del tipo: “Sono qui sotto fuori dal palazzo e se hai 5 min passo e ti mostro i miei lavori”. Me ne sono pentito subito, perché ho rischiato davvero di passare per un maleducato, ma la sua risposta mi ha spiazzato, infatti dopo pochi minuti mi ha risposto subito “Passa domani mattina alle 9, ciao.”

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Quali sono i tuoi illustratori preferiti e quale ti ha ispirato per primo?

Nei preferiti metto Riccardo Guasco e Simone Massoni, il primo soprattutto per i riferimenti artistici e le composizioni incredibili, il secondo per la semplicità nelle linee dei suoi lavori che trovo davvero geniali ogni volta che le guardo.

Ma il primo a far partire tutto è stato il grande Francesco Poroli (che trovate nella nostra precedente intervista ndr), è stato anche uno dei primi a darmi fiducia commissionandomi le prime cose per Rivista NBA.

Il progetto che (al momento) ti ha dato maggiore soddisfazione e perchè.

Ci metto la serie fatta per NBA, è stata davvero una sfida visti i tempi strettissimi, ma allo stesso tempo è stato come raggiungere un traguardo solo sognato.
Ma da buon “mai contento” sto già cercando la prossima soddisfazione in nuovi progetti.

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Consigli per chi come te è appassionato di basket e/o vorrebbe iniziare a disegnare?

Comincia! Prima ancora di avere dei lavori commissionati, avevo “la necessità” di dare il mio punto di vista “artistico” a questo sport.
Infatti ho cominciato a farmi conoscere con i miei progetti personali, facendo 1000 tentativi, il duro lavoro paga, sempre!
Magari ci vorrà più tempo, magari meno, l’importante è darsi da fare da subito con la giusta cattiveria ma senza arroganza.

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Progetti futuri e sogni nel cassetto?

Non lo so, non ci voglio pensare, mi sto divertendo troppo ora. :)

Come non credergli, se uno non si diverte così allora diteci voi come ci si deve divertire?
Ok siete banali…

Vi lasciamo, a conclusione dell’intervista, i “recapiti” di Davide.
Se lo volete andare a trovare e siete curiosi di vedere tutte le sue opere potete farlo visitando il suo portfolio personale davidebarco.com, nel frattempo Davide facci sapere che sei tornato ai campetti, altrimenti stiamo in pensiero!

#artdontlie

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Bifoz è Alessandro Bifarini, Grafico e Web Designer Freelance di Perugia. Ama la Grafica minimal, il codice Web pulito e fresco di bucato, i CSS dal collo inamidato e i CMS come Wordpress. Quando non lavora gioca a fare il playmaker a Basket e suonare la Batteria, a volte anche nello stesso momento...

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