NBA: Boston Celtics-Media Day

I giganti della NBA: da Manute Bol a Tacko Fall

In NBA il gioco è cambiato moltissimo nel corso degli anni: basti pensare che nella stagione 1985-86, la prima stagione in NBA di Manute Bol (del quale parleremo più avanti) i tentativi medi di tiri da tre punti per partita in tutta la Lega erano 3.3. Ad oggi, nella stagione 2018-19 la media di triple tentate a partita in tutta la NBA è di 32. Questo è un dato che testimonia la rivoluzione dello stile di gioco, ma anche dei ruoli nel corso degli anni. Fino agli anni 2010 i lunghi erano dominanti sotto canestro; basti pensare a Shaquille O’Neal, forse il centro più dominante della storia . Il gioco dei lunghi si svolgeva principalmente sotto canestro e dal post. Oggigiorno le cose sono ben diverse. Prendiamo come esempio Joel Embiid: il centro dei Philadelphia 76ers nella scorsa stagione ha tirato in media 4 triple a partita, ovvero 0.7 in più dell’intera NBA di poco più di trent’anni fa! Questo breve preambolo è per dire che ormai i centri cosiddetti “giganti” non sono in grado di sostenere i ritmi della NBA odierna e, a causa della loro altezza, non possono avere l’atletismo dei giocatori più bassi di loro.

Tacko Fall

Questo è il caso di Tacko Fall: il prodotto di Central Florida è stato recentemente assegnato al team di G-League affiliato ai Boston Celtics, infrangendo (almeno per ora) il sogno del senegalese e di molti tifosi biancoverdi. Fall è alto 231 cm ed è il terzo giocatore più alto della storia ad aver indossato una canotta NBA. Nonostante l’altezza vi sono stati giocatori che hanno avuto un’ottima carriera nella Lega più competitiva al Mondo; eccone a voi alcuni.

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Manute Bol: è senza dubbio un simbolo della NBA, attorno al quale girano molte leggende. La leggenda più famosa riguarda un fatto accaduto in Sudan, nella sua terra natale, quando il centro di 231 cm era solo un quindicenne. Egli stesso racconta di avere ucciso un leone a mani nude per difendere le mucche della propria famiglia, un gesto coraggioso ed ammirevole. Per quanto riguarda la carriera cestistica, Bol approda in NBA nel 1985 con gli allora Washington Bullets e gioca ben dieci stagioni nella Lega, con una media totale di 2.6 punti, 4.2 rimbalzi e 3.3 stoppate a partita. Bol ha giocato anche in Italia dopo gli anni in NBA, precisamente alla Montana Libertas Forlì, voluto dal compianto coach Massimo Mangano. Durante la sua carriera Bol ha avuto molte amicizie vip, famosa è la battuta del regista Woody Allen: “Quando giocano in trasferta, per risparmiare, lo spediscono via fax”. Manute Bol ci ha lasciati nel 2010 a causa di complicazioni renali dovuti alla sindrome Stevens-Johnson, rara malattia contratta in uno dei suoi viaggi in Africa. Non possiamo pero’ dire che non vedremo più alcun Bol giocare in NBA: il figlio di Manute, Bol Bol è stato scelto all’ultimo draft NBA con la scelta 44 dai Miami Heat, salvo poi scambiarlo con i Denver Nuggets.

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Gheorghe Muresan: rumeno, approdato in NBA con la scelta 30 del draft 1993, Muresan è il giocatore più alto ad aver mai indossato una canotta NBA: 234 cm. Muresan non era solo alto, ma anche talentuoso: nel 1996 vinse il premio di “Most Improved Player” e ricevette più volte i complimenti niente meno che di “His Airness” Michael Jeffrey Jordan. Carriera da 9.8 punti e 6.4 rimbalzi a partita. Ad oggi Muresan vive ancora negli States, è Ambassador dei Washington Wizards ed ha scritto due libri di fitness.

Utah Jazz

Mark Eaton: palmares invidiabile per l’ex meccanico di Inglewood, convinto da Wilt Chamberlain in persona a preferire il basket alla pallanuoto. Il mancino di 224 cm ha militato dal 1982 al 1993 negli Utah Jazz, collezionando: una partecipazione all’All-Star game, due titoli di “Defensive Player of the Year“, cinque inserimenti nel miglior quintetto difensivo e quattro riconoscimenti di miglior stoppatore della Lega. Senz’ombra di dubbio Eaton ha dimostrato che si può avere una carriera di successo ad alti livelli nonostante l’altezza proibitiva.

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Yao Ming: dulcis in fundo il giocatore indubbiamente più forte di questa breve carrellata di giganti della pallacanestro: è la prima scelta del draft 2002 (Houston Rockets), Hall of Famer, cinque volte All-Star: “The Great Wall” Yao Ming. Carriera fantastica per il gigante cinese di 225 cm, visto per troppi pochi anni a causa degli infortuni che gli hanno massacrato piedi e caviglie. Cause di questi infortuni sono stati senza dubbio la stazza, ma anche lo stile di gioco: Ming aveva uno stile di gioco da guardia, nonostante la sua mole imponente. Ora è uno degli ambasciatori dello sport a Pechino e la sua maglia numero 11 è appesa al Toyota Center di Houston.

Per concludere vorrei tornare a Tacko Fall. Oggi più di ieri una carriera in NBA, con quelle dimensioni, è davvero difficile, quasi impossibile a causa dell’aumento dei ritmi di gioco e del ruolo sempre più marginale dei centri negli schemi delle franchigie NBA. Un centro odierno richiede stazza, velocità, atletismo, tiro da sotto canestro, dalla media distanza e dall’arco: in poche parole, bisogna essere completi. Fall già nelle partite di Pre Season stava lavorando sul tiro da tre punti. Una sua probabile apparizione in stagione regolare potrebbe essere di grande impatto per il mondo del basket, a testimonianza che l’eccessiva altezza potrebbe non essere necessariamente uno svantaggio.

Valentino Aggio

Valentino Aggio

Aggio Valentino, 17 anni, stregato dalla palla a spicchi a 13 anni, quando ho visto un alieno su un campo da pallacanestro (il #6 di Miami). Tifoso Celtics innamorato del genio e sregolatezza di Rajon Rondo.

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