Gallo al Top?.. 60 di Klay, Dirk in dubbio e ancora Phil

Gallo top player?

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Partiamo con uno dei nostri, tempo fa ne avevamo addirittura 4 ora siamo costretti a vederne in campo solo due. Di Marco Belinelli e del suo positivo inizio di stagione abbiamo detto, passiamo al Gallo. Ogni volta che Gallinari vola a New York viene sommerso da diversi impegni extra come un vero franchise player, e c’è stato tempo anche per un interessante intervista dove si è parlato della sua carriera NBA e del futuro.

La risposta che ha fatto più rumore è stata quella dove il Gallo si considera un Top Player, anche se ammette che qualche vittoria in più e percentuali dal campo migliori aumenterebbero ancora di più la sua considerazione nella Lega. Al momento il Gallo tira con un poco convincente 40% dal campo che evidentemente non basta ne per trascinare Denver a qualche vittoria in più ma soprattuto ad aumentare la sua considerazione nella Lega.

Il suo sogno è sicuramente l’anello, l’ha ribadito, ma con questi Nuggets sembra francamente lontano. Lui si considera ancora giovane per cambiare squadra in ottica titolo e vuole crescere insieme ai suoi compagni di squadra.

Questo attuale stato non basta nemmeno per l’altro obiettivo che il Gallo si è prefissato, cioè la partecipazione al week-end delle stelle visto comunque il record negativo dei Nuggets e la la folta lista di ale piccole di primissimo livello con cui deve competere.

Klay e il sessantello

Poco più di una settimana fa Klay Thompson ha messo a referto 60 punti tirando 21/33 dal campo e 8/14 dall’arco in soli 29 minuti, probabilmente ai Warriors una partita del genere la si attendeva da Steph Curry o da Kevin Durant ma il figlio di Mychal ha voluto decisamente battere un colpo facendo capire di esserci, eccome, anche lui in questa squadra piena di star. Forse nelle chiacchiere estive Thompson era quello più messo in discussione dall’arrivo di KD e lui con questa prestazione (e non solo questa) ha voluto sottolineare che il rapporto è pari a quello delle altre star della franchigia. Se questi sono i risultati non ci resta che fare i migliori auguri ai loro avversari.

Dirk ci lasci anche tu?

C’è anche chi festeggia meno, la situazione sul campo dei Dallas Mavericks non è delle migliori ma a preoccupare di più è lo stato di salute di Dirk Nowitzki. Il giocatore Europeo più forte che abbia mai calcato i parquet NBA ha firmato un biennale nella scorsa estate ma è sceso in campo in solo 5 occasioni in questo inizio di regular season. Il problema che lo affligge al tendine di Achille non vuole dargli tregua, anzi, è lo stesso giocatore a non sentirsi sicuro sul proprio futuro: il piano era quello di chiudere la carriera alla ventesima stagione in maglia Mavs ma questa non pare più essere una certezza.

“Se le cose continueranno ad andare male, se continuerò a essere dolorante come sono adesso, è probabile che io decida di ritirarmi alla fine di questa stagione. Non ho ancora certezze. Mi piacerebbe giocare fino al 2018 e centrare il mio obiettivo: 20 anni in maglia Mavericks.”

Cousins perseguitato

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Nel derby della California tra Lakers e Sacramento è andato in scena un siparietto tra DeMarcus Cousinis e Brian Shaw, assistente di Luke Walton ai Lakers. Questo trash- talking reiterato con l’ex Messaggero Roma è stata la causa di un fallo tecnico fischiato ad entrambi. Il centro dei Kings ha maldigerito l’accaduto e si è sfogato dicendo di sentirsi perseguitato dagli arbitri e di non aver fatto nulla di più di quello che succede quotidianamente nei parquet della NBA. Il centro dei Sacramento Kings è già al nono fallo tecnico e al sedicesimo scatta la squalifica per un turno, replicata poi ad ogni grande T.

“Non so cos’ abbia visto.
B- Shaw ed io facciamo trash talking da quando sono entrato in questa Lega.
Si trattava di trash talking amichevole.

Parlerò alla Lega ma posso garantirvi questo, non sarà l’ultimo. Ho ricevuto un fallo tecnico per aver subito fallo e aver colpito accidentalmente qualcuno… non so più che fare.

Vedo altri giocatori che parlano agli arbitri ed è OK, poi ci sono io.”

Jackson Vs Melo

Nell’ultimo periodo Phil Jackson ha voglia di far parlare di se, dopo l’infelice uscita su LBJ ad ogni intervista trova uno spiraglio per punzecchiare un suo giocatore, ma non uno qualsiasi: Carmelo Anthony. Per carità non c’è nulla di male che il presidente di una franchigia palesi alcuni difetti di un giocatore ma tutto questo a Melo ha pesato parecchio. In soccorso del giocatore arriva uno che Phil lo conosce abbastanza bene: Kobe Bryant. Pare che il Mamba, con lunghe chiacchierate, abbia indirizzato Melo sulla via del dialogo.
Le dichiarazioni di Anthony in merito:

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“Perché ogni volta, indipendentemente da quale fosse l’argomento dell’intervista o della conversazione. “Perché ogni volta esce il mio nome?”. Lui si è spiegato, perciò non c’è motivo di continuare a parlarne.”

“Abbiamo parlato. Lui ha detto la sua parte, io ho detto la mia. Due uomini che parlano. Dal mio punto di vista non c’è nessun problema, niente di cui discutere.”

Phil vede un giocatore troppo accentratore e che tiene troppo la palla, Melo sembra l’abbia presa sul personale, chissà se questo chiarimento sia definitivo, basta aspettare la prossima intervista di Jackson.

Sabatino Fantauzzi

Sabatino Fantauzzi

26 anni, mi sono appassionato alla pallacanestro vedendo i derby di Basket City il sabato pomeriggio su Rai 3 e da li è nato un amore incondizionato con il basket e la Fortitudo Bologna. Successivamente mi sono avvicinato anche alla NBA, precisamente dalla scelta del Mago in poi, seguo da vicino Marco Belinelli, idolo indiscusso dai tempi Fortitudini. Lakers e Kobe le altra passioni.

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