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From transition to Flex Offense (Part 2)

Terminata la transizione offensiva – vista nel precedente articolo – il set up più utilizzato per entrare nella Flex Offense è quello così detto “Box”.
Due le varianti: quella che vediamo nell’esempio di oggi con i due lunghi che partono dai gomiti dell’area e quello “invertito” con le ali ai gomiti e i big men in post basso.
Lo scopo primario rimane quello di servire in post basso il miglior attaccante disponibile per giocare spalle a canestro.

15Nel diagramma vediamo come 4 e 5 portano due blocchi bassi per le ali che escono smarcati per ricevere palla al prolungamento della linea di tiro libero.
Nell’esempio 2 riceve palla da 1.

 

 

 

 

 

16Il gioco ha la sua validità anche se non soprattutto per quello che succede sul lato debole, lontano dall’attenzione che la difesa mette sulla palla.
4 porta un blocco cieco per 3 che taglia e se può riceve per una conclusione a centro area dopo che 5 ha liberato il post basso sul lato forte.

 

 

 

17Se 3 non riceve va a occupare lo spot in post basso lasciato libero da 5 ed è pronto a bloccare per il lungo nel classico movimento Flex.
1 dopo il passaggio a 2 blocca – in un’azione di “screen the screener” – per 4 che esce per ricevere il passaggio di ribaltamento da 2, dando il via all’attacco.

 

 

 

Post Entry

18Con lo stesso set up offensivo visto in precedenza, la squadra ha la possibilità di scegliere altre opzioni.

L’entrata nel gioco offensivo, in questo caso, viene effettuata con un passaggio al post alto (5).
2 e 3 (ali) escono al prolungamento della linea di tiro libero.

 

 

191 finta un taglio al centro e riceve un “hand off” da 5 che gli riconsegna la palla.
Su questo movimento 2 taglia backdoor per ricevere andando a canestro.
Da notare lo schieramento 1-4 che si è venuto a creare appositamente per lasciare la linea di fondo completamente libera per questo taglio.

 

 

 

201 tiene vivo il palleggio spostandosi verso la posizione di ala lasciata libera dal taglio di 2.
Lo stesso 2, se non riceve, attraversa l’area e si appresta a sfruttare un blocco “stagger” formato da 4 e 3 sul lato debole.

 

 

 

 

215 uscito dall’area riceve da 1 mentre 2 sfrutta il blocco di 4 e 3.

 

 

 

 

 

 

 

225 ribalta il lato passando a 2 che può concludere a canestro.
3 e 4 si riposizionano, mentre 5 blocca per 1 sul lato debole.

 

 

 

 

 

 

23Con il passaggio da 2 a 1, e quindi ribaltando nuovamente il lato, l’attacco entra definitivamente nell’attacco Flex, ben evidenziato nel diagramma dal taglio di 3 sul blocco di 4.

 

 

 

 

 

Wings Entry

24La stessa opzione è giocabile con un “passaggio d’ingresso” per l’ala invece che per il post alto.
1 passa a 2 (ma il tutto si può sviluppare in egual modo sul lato opposto, quindi con un passaggio a 3) al prolungamento della linea di tiro libero, mentre 5 va ad occupare lo spot in post basso lasciato libero dal compagno.

 

 

 

25Dopo il passaggio all’ala, 1 taglia backdoor sfruttando il blocco cieco di 4.
2 può servirlo con un passaggio “lob” per una conclusione vicino a canestro.

 

 

 

 

 

264 “salta fuori” dopo il blocco per ricevere da 2 e prepararsi al ribaltamento di lato.
Intanto 1 termina il suo movimento uscendo in ala sul lato debole grazie al blocco di 3.

 

 

 

 

 

27Mentre 4 ribalta il lato passando a 1, 3 porta un “cross screen” per 5 che su questo movimento può essere servito per una conclusione dal post basso.

 

 

 

 

 

284 “blocca per il bloccante” a centro area permettendo a 3 di uscire verso la lunetta e tirare dalla media distanza.

Andrea Pontremoli

Andrea Pontremoli

Ex-giocatore e poi allenatore di settore giovanile, collaboratore dal 2005 e in seguito capo-redattore NBA per All-Around.net. Partecipa con un suo racconto al libro "All-Around: 12 storie 1 passione" (Orizzonti Editore) ed è autore del testo "Il triangolo sì...io lo rifarei" sullo studio e l'utilizzo della Triple-post Offense di Coach Tex Winter.

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