Jerry Sloan

From transition to Flex offense (Part 1)

Uno degli attacchi più famosi della storia della pallacanestro, almeno dagli anni ’70 in poi, è senza dubbio la Flex Offense. Diretto discendente della Shuffle Offense, questo sistema offensivo è tutt’oggi utilizzato a livello di high school per la necessità di far apprendere ai giocatori di quell’età tutti i movimenti principali, soprattutto senza palla, in un contesto di gioco collettivo.

Anche a livello NCAA il gioco – con le varianti del caso e gli adattamenti dei vari coaches – è molto diffuso ed utilizzato: famosa e vincente la versione di Gary Williams (Maryland) che ha portato i Terrapins al taglio dell’ultima retìna del Torneo 2002.

Nell’NBA sono più che altro stati ripresi dei concetti di questo sistema offensivo. Infatti l’ultimo coach ad utilizzarlo in modo estensivo e come attacco principale del proprio playbook, insieme alla così detta “partenza UCLA”, è stato Jerry Sloan con i suoi Utah Jazz.

Oggi cominciamo a vedere come sia possibile entrare in questo attacco direttamente dalla transizione offensiva, analizzando la versione messa in campo dall’università di Gonzaga.

01

Dopo la transizione la squadra è schierata con questo set up offensivo ed entra subito nell’attacco Flex senza interruzioni, cercando immediate soluzioni di tiro.

 

 

 

 

 

02Il lato viene ribaltato velocemente cercando di dare la palla dentro al post basso (5).

 

 

 

 

 

 

03Se non c’è il passaggio dentro al lungo, 2 porta un blocco cieco per 4.
3 può passare a 4 con un lob o cercare 2 per un tiro perimetrale.

 

 

 

 

 

04Gli esterni ribaltano nuovamente il lato con la possibilità di passare palla a 4 che taglia in area con un movimento di “duck in”.

 

 

 

 

 

 

05La transizione si è definitivamente conclusa e l’ingresso nell’attacco Flex è automatico.
Nell’esempio vediamo il tipico blocco di 4 per il taglio in area di 1 che segue il movimento sul perimetro della palla.

 

 

 

 

DOUBLE DOWN

06Come abbiamo visto in precedenza il primo movimento nella metà campo offensiva che prolunga la transizione è un ribaltamento di lato, cercando successivamente di servire il post basso (5).

 

 

 

 

 

07Nell’opzione “Double Down” abbiamo un doppio-blocco per 2 che può sfruttarlo uscendo dall’area per un tiro dal perimetro o eseguendo un movimento curl.

 

 

 

 

 

082 non potendo concludere a canestro effettua il ribaltamento entrando direttamente nell’attacco Flex dopo il riposizionamento di 1 e 4.

 

 

 

 

 

Passaggio guardia-ala

09Una possibile alternativa per proseguire la transizione offensiva è quella di non ribaltare il lato ma di passare al giocatore in posizione di ala sul lato forte (2).
In questa situazione 4 si muove immediatamente per portare un blocco cieco che favorisca il taglio a canestro di 1.
2 lo cerca con un passaggio lob.

 

 

 

10Se 1 non può ricevere esce sul lato debole sfruttando il blocco di 3.
Il lato viene ribaltato.

 

 

 

 

 

 

11

3 e 5 effettuano un’azione di Cross screen con 1 che ricevuta la palla cerca subito un passaggio dentro al post basso.

 

 

 

 

 

 

124 blocca basso per 3 che esce cercando una conclusione dal perimetro.

 

 

 

 

 

 

13Mentre 1 e 2 vanno ad occupare gli spot in angolo, 3 adegua in palleggio la propria posizione creando la giusta spaziatura tra lui e 4.

 

 

 

 

 

14Con il passaggio da 3 a 4 si dà il via all’attacco a metà campo con il classico taglio Flex di 1 sul blocco di 5.

Andrea Pontremoli

Andrea Pontremoli

Ex-giocatore e poi allenatore di settore giovanile, collaboratore dal 2005 e in seguito capo-redattore NBA per All-Around.net. Partecipa con un suo racconto al libro "All-Around: 12 storie 1 passione" (Orizzonti Editore) ed è autore del testo "Il triangolo sì...io lo rifarei" sullo studio e l'utilizzo della Triple-post Offense di Coach Tex Winter.

2 commenti
  • Coach K scrive:

    Interessante la rivisitazione di Gonzaga con la continuità transizione-attacco

    • Andrea Pontremoli Andrea Pontremoli scrive:

      Sì lo penso anche io, questa è una delle molteplici varianti che soprattutto a livello di college si trovano applicate un po’ in tutte le salse.

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