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The Finals 2016: Game 5 Preview

Chiusura della serie in casa 4-1 con i Rockets, di nuovo successo at home 4-1 con Portand, infine 4-3 contro i Thunders alla Oracle.
Fino ad oggi i Warriors hanno sempre chiuso le serie in casa e l’hanno fatto sfruttando la prima occasione disponibile.

Nella nostra mente si giocheranno il match point anche contro Cleveland per aggiudicarsi l’anello, la pressione sarà tutta sulle loro spalle e lo faranno senza Green, con tutto quello che ne consegue da entrambi i lati del campo.

Le quote

I Bookies offrono lo stesso Handicap che hanno messo in lavagna sia in Gara 1 sia in Gara 2, ovvero 5,5 per la squadra della baia.
Da questa soglia di handicap deriva una quota Money Line ( il nostrano testa a testa ) di 1.45 circa e di contro 2.85 per i Cavs.

Dopo i 50 punti complessivi di margine sommando Gara 1 e Gara 2 sembra una svista clamorosa una linea così striminzita ( di sicuro tra le 5 più basse delle intera annata in casa per i Warriors ) ma in fondo se consideriamo il peso che l’assenza di Green comporta riproporre lo stesso handicap da parte dei quotisti di tutto il mondo appare una sorta di ammissione per le quote offerte a inizio serie.

L’ under/over per gara 5 delle Finals è fissato in 204.5 punti, una soglia in linea con quanto offerto nelle prime due gare. Anche in questo caso si tratta di uno dei totals più bassi dell’ intera stagione casalinga dei Warriors, solitamente ben oltre i 210 punti oserei dire a prescindere dall’ avversaria, anche se per i puntatori è sempre rischioso guardare i numeri senza contestualizzarli e basandosi solo sulle statistiche storiche o stagionali.

No mercy all’Oracle Arena

Seppure il percorso dei campioni uscenti nella post season sia stato meno dominante che la storica cavalcata nella stagione regolare e abbia mostrato una certa umanità intesa come appartenenza al nostro pianeta e non ad un mondo tutto loro, quando i Warriors hanno sentito sportivamente l’odore del sangue il loro morso è sempre stato letale e senza scampo per gli avversari.

Trascurando la serie con Houston che ha avuto un momento di sussulto solo quando sembrava che un Curry a mezzo servizio potesse mettere in dubbio un risultato altrimenti già scolpito nel marmo, le altre due gara di chiusura hanno seguito un canovaccio analogo.

Con Portland sotto di 11 Golden state ha recuperato, vinto 125 a 121 ma ha mancato totalmente la copertura dell’ handicap in doppia cifra ( 11.5 punti ) che i bookmaker avevano stabilito.
Allo stesso modo i campioni in carica hanno sfruttato solo parzialmente l’abbrivio dato dalla riapertura della Finale di conference in gara 6 e nella settima e decisiva partita hanno concesso nel primo tempo un vantaggio di 13 punti ai Thunders. Qui però dopo l’intervallo un terzo quarto da 12 punti da parte di OKC ha permesso a chi aveva puntato su Golden State di incassare tutto : vincente serie, vincente conference, testa a testa, 1×2 italiano e anche la scommessa in handicap, con un po’ di fortuna dato che il massimo vantaggio di Golden Stare è coinciso anche con la differenza finale, 8 punti, esattamente 1 in più di quelli che avevano stabilito a Las Vegas.

Delusione Cavs

Per quanto invece concerne Cleveland lo studio di questi playoff ci aiuta poco nella analisi di stasera. Nelle 12 vittorie su 14 incontri della griglia ad est i Cavs avevano espresso un livello di gioco e di capacità offensiva talmente superiore a quello messo in mostra nelle finals che sembra davvero un altra squadra.
Di sicuro Golden State mette a nudo molto più che Pistons, Hawks e Raptors i difetti congeniti di una difesa estremamente rivedibile, inoltre la fluidità offensiva e la grande duttilità dell’ attacco Warriors pone dei grattacapi che solo Atlanta per ora avrebbe potuto offrire ai Cavaliers, indubbiamente anche la difesa e l’atletismo che devono affrontare è differente rispetto a quello delle squadre ad est, ma in 2 gare e mezzo su 4 per ora Cleveland è apparsa spettatrice di uno show incontrastato dei Warriors e ha giocato un basket estremamente al di sotto delle previsioni.

Le prime due gare hanno fatto saltare il banco

Io onestamente avevo letto la serie molto più equilibrata di quanto effettivamente per ora si sia dimostrata, ed anche i book come detto prima hanno preso solo dei pali in queste prime 4 gare.

Difatti le prime due vittorie di GS hanno cannibalizzato l’ handicap che per entrambi i match era fissato in 5.5/6.5 punti, distruggendo l’autostima degli esperti trader del Nevada.

Questo scoramento e l’impatto popolare dei primi due episodi alla Oracle ha portato i books a rivedere l’ iniziale handicap di 1.5 punti pro-Cavs che avevano aperto in early market per gara 3 portandolo a 2 pt pro-Warriors, anche in questo caso sbagliando la preview di 30 e passa punti.
Non contenti hanno quindi ridato conferma alla loro prima analisi, uscendo e confermando fino a inizio gara che i Cavs fossero lievemente favoriti in gara 4 e di nuovo il campo ha detto il contrario in maniera piuttosto esplicita.

Ora è difficile sottovalutare l’assenza del loquace Draymond, ma Gara 1 ha dimostrato che nei Warriors tutti sono utili ma nessuno è indispensabile e che in fondo se la squadra è nel mood giusto ci sia un margine ben superiore ai 6 punti tra Golden State e Cleveland.

Ombre del partido

Per una volta è quasi inutile nominare Curry, Thompson, Livingstone o chiunque altro, ad essere determinanti oggi non saranno i singoli ma le squadre e forse ancora più che in altri match up per coach Kerr questo è il punto su cui basare il proprio approccio: un attacco ed una difesa corale che gli avverarsi non possono eguagliare, Strenght in Numbers, lo dicono da inizio stagione. Presi singolarmente gli Splash Brothers sono battibili da LeBron e Irving e  forse questo potrebbe essere uno spunto interessante per una bet.
Difatti oramai a margine delle scommesse tradizionali i bookmakers offrono una vasta gamma di quote specials, con riferimento a punti e statistiche dei singoli. Giocare per esempio che Irving faccia più punti di Thompson e magari che anche The Choosen One superi il Baby Face Assassin potrebbe essere una buona soluzione, dato che sembra imprescindibile per i Cavaliers la presenza in campo dei loro due gioielli mentre le rotazioni permettono a coach Kerr di affidare anche una gara così pesante alla sua prontissima panchina.
Essendoci la news su Green bisogna stare sul pezzo per capire cosa e dove giocare, questo genere di quote viene proposto soli poche ore prima della palla a due, ma potrebbe essere l’ultima sessione di ricerca quote nba della stagione.. è uno sforzo di cui, come ogni anno, sempre prima della volta precedente, sentirem tantissimo la mancanza e ci porterà a segnare sul calendario fine ottobre come se fosse l’inizio del disgelo.

Luca Fontana

Luca Fontana

Luca Fontana, 32 anni, di Milano, da circa 10 anni cerco di far accoppiare il mio grande amore per lo sport , NBA e Tennis in primis , e la mia cara passione per le scommesse sportive nella speranza di venire premiato dalla buonasorte e di sbancare i bookmaker. Dal 2008 lavoro nel settore del gioco d'azzardo in Italia. Tendenzialmente non dormo mai, guardo tutte le partite che riesco e di solito con il biglietto in mano.

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