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Entra nel vivo il secondo turno, Walton ad L. A.

Inizia il secondo turno di questi Playoffs con una sorpresa (la presenza di Portland) e tante conferme, anche nei risultati conseguiti in queste prime partite.

Partiamo dalla Western Conference dove troviamo i San Antonio Spurs riposati dalla sgambata nel primo turno contro Memphis. Nel primo match di questa serie non c’è stata davvero storia con gli Spurs che la chiudono già nel primo quarto con un vantaggio che è andato via via aumentando fino a toccare il +40 con un LaMarcus Aldridge in forma eccellente che mette a referto 38 punti dimostrando di aver assimilato bene gli schemi e l’atteggiamento che coach Popovich richiede a suoi giocatori in campo. Dopo una prima partita del genere non è facile rimanere concentrati ed uniti, invece Donovan è stato bravo a tenere la squadra con la testa sul secondo match che OKC è riuscito a portare a casa 98-97. Partita che si è svolta punto a punto per tutti e 48 i minuti con la coppia Durant e Westbrook sicuramente più tonici di gara 1, Adams giocatore con una grinta ed intensità di altissimo livello che riesce a catturare ben 17 carambole. Il finale è stato molto chiacchierato, i tifosi Spurs reclamano un fallo su Ginobili  su una disastrosa rimessa di Waiters che riesce comunque a perdere palla ma non a regalare la vittoria alla franchigia Texana. Nel post partita  Ken Mauer, il capo arbitro della terna, ammette l’errore.

“Dopo aver rivisto le immagini posso dire che in effetti avremmo dovuto fischiare un fallo in attacco e assegnare quindi il possesso agli Spurs. Sinceramente una giocata così non l’avevamo mai vista”

Serie che si prospetta abbastanza lunga e questo a noi non dispiace affatto.

Vi avevamo lasciato con i campioni in carica dei Golden State Warriors in attesa della loro sfidante nelle semifinale ad ovest e puntualmente arriva chi non ti aspetti, almeno ad inizio playoffs. Portland in gara 4 riesce a superare dei Clippers rimaneggiati e si regala un altro turno di post-season contro i super favoriti per la vittoria finale. Warriors ancora senza Curry che dopo aver saltato i primi due match sarà assente anche in gara3. Dopo una gara 1 dove la squadra di Kerr ha passeggiato stile San Antonio arriva gara 2 dove Portland scende in campo con l’elmetto e promette battaglia, infatti l’inizio del match è tutto a favore della franchigia dell’Oregon che con una forte difesa riesce a prendere un buon vantaggio che tocca durante il match anche il + 17 ma tra i campioni in carica te la risolve chi meno te l’aspetti, infatti dopo in -11 ad inizio ultimo quarto sale in cattedra la panchina di Golden State con Iguodala, Ezeli e Clark che danno il la alla rimonta. I Blazers negli ultimi 6 minuti segnano un solo canestro dal campo così gli Warriors prendono il largo e chiudono la partita addirittura sul +11 (110-99), ora Portland se vuole allungare la serie deve sfruttare il fattore campo e l’assenza di Curry anche in Gara 3.

Tra i Cavaliers e gli Hawks al momento non c’è storia o meglio non c’è serie. Dopo gara 1 dove Cleveland domina ad inizio match per poi permettere ad Atlanta di rifarsi sotto, ci pensa LBJ ben coadiuvato da Irving a portare il punto in Ohio. Gara 2 invece non ha praticamente storia, dove i Cavs riscrivono anche qualche record, nel solo primo tempo Cleveland riesce a mettere a segno ben 18 triple record di ogni tempo nei playoffs, a fine gara però il numero sale a 25 superando cosi il record precedente che era di Golden state in gara 4 contro Houston. Oltre al solito LeBron James altro mattatore della serata è stato J.R. Smith con 7/13 dai 7 metri e 25, ovviamente ci associamo al pensiero J.R e ancora non ci spieghiamo come possa essere stato escluso dal Three-Point Contest nel recente All Star Game, ma questa ormai è storia vecchia. Per non ci far mancare nulla The King ha superato Duncan come 5° miglior marcatore nei playoffs di tutti i tempi.

La parte del tabellone della Eastern Conference si completa con la sfida tra Toronto e Miami che hanno avuto la meglio in Gara 7 rispettivamente di Indiana e Charlotte. L’inizio di questa serie è sulla falsa riga dei turni precedenti per le due franchigie tanto è vero che nelle prime due gare in entrambe i match la partita si è decisa all’overtime. Partiamo da Gara 1 dove dopo una gara disastrosa dal tiro dalla lunga distanza Lowry la mette da centrocampo e regala cosi l’overtime ai Raptors, supplementare inutile perché sale in cattedra Wade tirato a lucido in questa post-season che regala gara 1 agli Heat. In gara 2 andamento identico con l’unica differenza è che Dragic regala l’overtime a Miami ma alla fine sono i Raptors a spuntarla pareggiando così la serie. Ora ci aspettiamo altre due partite combattute in Florida dove soprattutto per i Raptors c’è bisogno di qualcosa in più dai suoi giocatori franchigia, ossia DeRozan e Lowry.

Luke ai Lakers

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Sul mercato la settimana scorsa vi avevamo lasciato con la panchina dei Lakers vacante che è stata subito occupata da Luke Walton: dopo l’esperienza come secondo di Kerr prova questa sfida in una franchigia così blasonata che l’ha visto protagonista in passato e che ha bisogno immediato di rilancio. Anche Indiana comunica cambiamenti visto che ha deciso di non trattenere Frank Vogel in scadenza  e si è massa così alla ricerca di un nuovo coach che la rilanci.

Sabatino Fantauzzi

Sabatino Fantauzzi

26 anni, mi sono appassionato alla pallacanestro vedendo i derby di Basket City il sabato pomeriggio su Rai 3 e da li è nato un amore incondizionato con il basket e la Fortitudo Bologna. Successivamente mi sono avvicinato anche alla NBA, precisamente dalla scelta del Mago in poi, seguo da vicino Marco Belinelli, idolo indiscusso dai tempi Fortitudini. Lakers e Kobe le altra passioni.

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