East Side Story

Lo scommettitore sgamato non deve mai perdere di vista il quadro generale della situazione.

In una stagione contrassegnata da tante vicende sportive, emotive, statistiche, etiche (riferendoci alla scabrosa situazione dei Sixers), con tante storie e sottostorie a farla da padrone, a volte risulta abbastanza complicato parlare di trends, ovvero di quelle tendenze condivise da tante squadre della lega che però ci permettono di trarre importanti spunti per puntare sempre con maggiore consapevolezza.

Sono abbastanza facilmente reperibili in rete i dati di quante volte abbiano vinto le squadre favorite, quante volte abbiano battuto l’handicap, quanti over, quanti under… insomma i classici dati.

A due mesi dalla prima palla a due si conferma una certa prevalenza, minima a dire il vero, delle squadre in trasferta: valutando il record contro l’handicap, in una percentuale che si aggira intorno al 52% sia le sfavorite sia le favorite on the road stanno garantendo a chi punta su di loro un piccolo utile.

Sempre nell’ordine di un rapporto 55%-45% è la differenza a favore degli under, prevalenti per ora sugli over.

Ma il dato che maggiormente mi ha colpito e senza dubbio dovrebbe farci pensare è il record ATS delle squadre dell’Est quando affrontano le rivali della Western Conference on the road.

Un record impressionante a favore delle squadre ospiti, con numeri riferiti ad una circostanza molto precisa ma talmente irreali da far venire il sospetto di aver scoperto una falda aurifera… in attesa che i dannati bookies corrano ai ripari.

Prima di cercare di capire il perché di questa situazione e di ipotizzare qualche strada per sfruttarlo a nostro favore, lasciatevi trascinare in una spirale di statistiche e dati che potrebbe far cambiare canale all’appassionato occasionale, ma non a noi, puntatori di livello pitone imperiale.

Il record ATS generale delle squadre della Eastern in campo a Ovest è:

47-22-1

E dopo questi numeri potrei già spegnere tutto, andare a casa e annotare appunti per il cenone davanti al Menù di Natale di Gordon Ramsey.

Però ve lo spiego meglio, prima che vi venga il dubbio di un errore di battitura: su 70 partite in 47 casi giocando l’handicap della squadra fuori si è passati alla cassa, in solo 22 circostanze si è perso ed in un caso, la sconfitta di Orlando di 2 punti contri i Clippers senza JJ e CP3, è stato centrato il push, ovvero la restituzione della puntata.

Proprio i Magic condividono con i Celtics il record migliore, dato che sempre riferendoci a questa particolare situazione nessuna delle 2 ha ancora perso contro l’handicap.

Per Orlando tolto questo caso di push ci sono 6 successi, per Boston uno in meno, ma di questi 5 ben 4 sono coincisi con una vittoria anche in money line, tra l’altro espugnando campi non facili come Houston e OKC.

Benissimo tra le squadre di livello anche i Raptors, 6-1 di record, ma a stupire sono le squadre più disperate.

Philadelphia, che a dire il vero deve sempre fare i conti con handicap a 2 cifre che rendono quindi molto distante il successo nel match dall’esito positivo della scommessa, in 6 trasferte è riuscita a perdere con dignità in 5 occasioni. Ripadisco il concetto: la dignità di Phila in questo momento può essere anche restare a -12 quando a Las Vegas ne prevedevano 15, ma, come dice un certo Robert Zimmerman da Duluth

“Dignity Never Been Photographed”

Nets e Knicks entrambe molto bene, 5-1 i primi e 4-1 i secondi.

Mano a mano che invece sale il livello delle contendenti ed aumentando quindi i casi di squadra ospite favorita, il record tende a normalizzarsi se non invertirsi:

i Bulls “solo” 2-1, Charlotte 2-1, pareggio per i Cavs (1-1), i Wizards (2-2) , Bucks e Hawks (3-3 entrambe).

Record in rosso per i Pistons (3-5) e i Pacers (1-3).

Insomma dati alla mano si tratta di una serie su un numero di campioni decisamente probante che ci mette quasi alle corde: sembra inevitabile arrendersi a numeri del genere e DI SICURO evitare le scommesse sulla squadra WEST in casa contro una EAST, ma mi pare di poter dire che fino a che questa tendenza resta invariata nelle proporzioni sia obbligatorio puntare sulla squadre ospite.

Cercando invece di capire il perché di questa situazione così particolare, penso che si debbano attribuire per prima cosa diversi meriti a squadre che hanno fatto un certo salto di qualità rispetto alle scorse stagioni stupendo in parte anche i books.
E’ questo il caso di Celtics e Magic, in parte anche di NY.

Per quel che riguarda Phila forse si tratta solo di una sovrastima della scarsezza, che di sicuro è a livelli mai raggiunti in negativo negli ultimi anni ma che in certi casi comporta che basti restare in 15-20 punti di margine per battere l’handicap, giocandosela spesso con le seconde linee avversarie.

Poi conta di sicuro lo stato di forma approssimativo di tante big a Ovest: caso abbastanza grave è quello dei Rockets, in crisi di gioco e forse anche di identità ma anche i Clippers in pochissime occasioni hanno potuto schierare tutti gli starters, discorso analogo per i Pelicans (che infortuni a parte sono anche abbastanza disorganizzati in fase difensiva e monotematici in attacco).

Anche la stessa Dallas sembra un po’ ridimensionata nelle aspettative rispetto alle scorse stagioni, mentre campi storicamente tignosi come Utah e Denver hanno perso parte della loro caratteristica difficoltà.

Kings e Lakers sono due cantieri, uno molto meglio avviato ma sempre in difficoltà quando guardiamo al record e spesso anche all’infermeria, Portland sta ripartendo anche abbastanza bene, ma con intenzioni meno bellicose rispetto alle ultime stagioni.

Più le squadre sono giovani, meno regolare è il loro rendimento, quindi nella “serata no” contro qualsiasi avversaria è facile andare in difficoltà e non riuscire a portare a casa la W.

Insomma questo rapporto impietoso tra Est e Ovest riflette una tendenza generale al miglioramento della conference atlantica rispetto a quella del pacifico, trascurando le bet e parlando in generale di questa stagione di basket stars and stripes.

Spero di avervi lasciato uno spunto interessante per le prossime bet, ora che arriva il SantoNatale e che magari in questi tempi difficili, per il fegato o quel che ne rimane soprattutto, possiate investire con successo qualche pugliozza per rientrare dei vari regali, regalini, pensierini e tutte quelle immancabili uscite che questo periodo inevitabilmente vi propone.

Luca Fontana

Luca Fontana

Luca Fontana, 32 anni, di Milano, da circa 10 anni cerco di far accoppiare il mio grande amore per lo sport , NBA e Tennis in primis , e la mia cara passione per le scommesse sportive nella speranza di venire premiato dalla buonasorte e di sbancare i bookmaker. Dal 2008 lavoro nel settore del gioco d'azzardo in Italia. Tendenzialmente non dormo mai, guardo tutte le partite che riesco e di solito con il biglietto in mano.

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