Dream-Team-USA-1992-stock6494

“Dream Team” di Jack McCallum

Premessa

Cari lettori. Parte oggi questa nuova avventura, recensioni, con l’entusiasmo e la passione che ci contraddistingue e che già alcuni di voi ci riconoscono. Così come per tutte le altre rubriche che popolano il nostro giovane sito, l’obiettivo è di fornire un servizio di qualità ed innovativo rispetto ai canoni classici. L’invito, qui cogliamo l’occasione per rinnovarlo, è quello di sollecitarci con feedback, richieste, osservazioni. Insomma, fateci sapere cosa ne pensate!

dream-teams-cover

Autore
Jack McCallum
Titolo
Dream Team
Editore
Sperling & Kupfer
Traduttore
Claudia Converso
N° Pagine
331
Anno di Pubblicazione
2013 (vers. italiana)

Three Quotes

“.. Ebbi qualcosa a che fare con il nome e l’esplosione del fenomeno .. nel febbraio 1991 scrissi per Sports Illustrated un articolo in cui immaginavo come sarebbe potuta essere la squadra .. La foto di copertina era accompagnata dalle parole <<Dream Team>>”

“..  Ma ricordatevi .. il Dream Team fu una conseguenza della lungimiranza di Boris Stankovic. Non fu un complotto segreto ordito da David Stern .. Non fu il risultato di una crociata organizzata dai geni del marketing della NBA per vendere articoli in Europa .. E non fu nemmeno l’esito della frustrazione suscitata dalla crescente consapevolezza degli attacchi sferrati contro la rivendicazione di supremazia del basket degli americani. No. L’idea nacque nella mente dell’ispettore della carne di Belgrado ..”

“.. Quando atterrarono a Barcellona, i campioni del Dream Team trovarono ad attenderli migliaia di persone che si erano radunate solo per vedere il loro aereo toccare terra nella luce del crepuscolo dell’aereoporto El Prat. Sapevano di essere in marcia verso l’immortalità e che nella storia dello sport non erano una nota a piè di pagina, ma un intero capitolo ..”

L’autore

Kobisti, Lebroniani, losangelini, bostoniani; di qualsiasi specie voi siate, oggi vi metto tutti d’accordo. Scommettete? Trivia: il roster più forte della storia del gioco? Esatto, il Dream Team del ’92, ad essere pignoli l’unica squadra che abbia il diritto di essere chiamata in tal modo. Tuttavia di fronte a cotanto totem così come CocaCola o Nike per il marketing si rischia l’effetto “Babbo Natale”, avete presente? Sentite talmente parlare di una cosa che pensate di saperne tutto, effettivamente alla domanda “Di dove è originario Babbo Natale?” vi ritrovate con le sinapsi impazzite nell’estremo sforzo di discernere tra Finlandia, Norvegia, Svezia e Lapponia senza sapere che non c’è una risposta precisa, dato che “n” tradizioni individuano natali e dimora del barbuto amico in altrettanti luoghi differenti. Da qui la consapevolezza che della materia non ne sapete una mazza. dream-team-sport-illustrated Niente paura: per la squadra olimpica di Barcellona ’92 ci viene in aiuto Jack McCallum, non proprio il primo arrivato, soprattutto se parliamo di basket NBA. Il nostro, dopo la laurea conseguita a Mulemberg College, già nel 1981 è nel team di Sports Illustrated, dove si occupa prevalentemente di basket, anche se, soprattutto nei primi anni , non è difficile trovarlo a coprire molteplici eventi di più discipline (“Nell’inverno del 1982 scrissi otto articoli su otto sport diversi in otto settimane”) Nel 1985 è nominato uomo di punta per l’Nba e nel 90/91 passa un intero anno al seguito del Boston Celtics: ne scaturisce la pubblicazione Unfinished Business – On and Off the Court With the 1990-91 Boston Celtics. Nel 2005 griffa in coabitazione con L. Jon Wertheim (collega a SI) un romanzo dal cui titolo capite che non ci allontaniamo dai confini del nostro amato sport: Foul Lines. Nello stesso anno vince il prestigioso Basketball Hall of Fame’s Curt Gowdy Media Award, sezione stampa, ovviamente.

Il 2006 è l’anno di un esperimento che rimarrà negli annali del basket a stelle e strisce, i Phoenix Suns di Steve Nash e Mike D’Antoni presentano McCallum in panchina quasi fosse un assistant coach, in realtà il tutto è frutto dell’assegnazione di SI. Anche in questo caso ne scaturisce una pubblicazione: parliamo del celebre 07 Seconds or Less – My Season on the Bench with the Runnin’ and Gunnin’ Phoenix Suns. Nel 2008 viene risolto il contratto tra McCallum e Sports Illustrated, ma la collaborazione continua. Del 2012 è la pubblicazione (versione originale ndr) del libro oggetto dell’odierna recensione, mentre è datato 2013 l’ultima fatica The Prostate Monologues un libro ironico e dissacrante, ma al contempo profondo e diretto, sulla battaglia dello scrittore contro il cancro alla prostata.

Dream_Team_Basketball_1992_Olympic_Games_Barcelona

L’opera

Dream Team è diviso in due parti: Prima del sogno ed Il sogno prende forma.

Nella prima parte si analizza tutto ciò che ha portato alla formazione dell’idea di una nazionale composta da giocatori professionisti, l’assemblamento del relativo roster. Nei primi capitoli la figura testa e spalle sulle altre è quella di Boris Stankovic, ex-ispettore della carne a Belgrado e dirigente FIBA che per primo ebbe la visione del dream team. Lavorò sulla sua idea per tutti gli anni 70 e 80, collaborando con David Stern a superare le barriere regolamentari (i professionisti NBA non potevano partecipare alle competizioni olimpiche) ed organizzare le prime partite tra squadre NBA e squadre europee. I capitoli successivi sono assegnati ad ogni componente del roster olimpico. Per ognuno vengono trattate una fugace retrospettiva, la storia dell’inclusione nel team USA, le interazioni avute con l’autore e la vita dopo la pallacanestro. E’ il cuore del libro, emergono una serie interminabile di chicche per gli appassionati e curiosità imperdibili: la lingua lunga ed affilata (e la schiena ormai a pezzi) di Larry Bird, il peso della consapevolezza di essere il migliore di MJ, l’impossibiltà di tenersi al riparo dai guai di Charles Barkley, la diplomazia e la faccia tosta di Magic senza dimenticare l’inadeguatezza e l’emarginazione che subì Christian Laettner, dream teamer più per motivi politici che per merito. Non manca un corposo accenno alla questione dell’esclusione di Isaiah Thomas. Non anticipo nulla.

Dream Team

Nella seconda parte è dato gran risalto al contorno che accompagnò la spedizione e lo sviluppo della dimensione mediatica del fenomeno: l’albergo fuori dal villaggio olimpico costruito dal nulla per l’occasione, le misure di sicurezza e l’impossibilità (tranne che per John Stockton e Charles Barkley – per motivi diversissi) di mischiarsi tra la folla e godersi a pieno quella che, in fondo, fu una vacanza di lavoro. Impossibile da non menzionare il capitolo 28 “La partita più fantastica del mondo che nessuno vide mai”: ovvero lo scrimmage dove team Jordan ed team Magic riscrissero la storia delle gerarchie non solo nel roster di team USA ma sopratutto nella lega per gli anni a venire.

Punto di vista dell’autore

McCallum, da buon cronista che da sempre ha avuto contatti quasi quotidiani con i giocatori NBA in genere e con i protagonisti della storia in particolare, riesce a spiegarci mirabilmente la differenza tra l’uomo ed il giocatore, tracciando debolezze e peculiarità caratteriali con sobrietà e senza facili sensazionalismi. L’analisi storica degli avvenimenti, vedi ad esempio il caso-Thomas, è lucida e quantomai franca, scevra da americanismi che, dato l’argomento e la levatura degli eroi di cui si tratta, ci si potrebbe ampiamente aspettare. Riesce a districarsi nella valutazione di vicende delicate quali quelle relative a Magic Johnson e l’HIV senza essere mai politically correct né sparando ovvietà in senso contrario. L’ironia è vero filo conduttore che accompagna tutta la trattazione ed il nostro sa come usarla sapietemente sopratutto quando tratteggia la dimensione umana dei protagonisti; il divertente effetto che ottiene è quello di riportare i dei sulla terra.

Valutazione

Ottimo libro che dovete avere assolutamente nel vostro scaffale. L’unica pecca che ho riscontrato è rappresentata da una sensibile flessione di ritmo in corrispondenza della seconda parte dove, data anche la natura dei temi trattati, si ha una densità minore di curiosità “cestistiche” per lasciar spazio a quelle di colore. Premesso che riesco a leggere libri solo nel mio letto vi faccio un esempio calzante: la prima parte sono riuscito a leggerla completamente disteso, mentre la seconda ha richiesto un secondo cuscino ed il supporto della spalliera! Esperienze personali a parte, l’opera è gradevole e scorrevole, visti stile e sobrietà che McCallum trasporta (e mantiene intatti) dal format articolo, suo terreno naturale, al format libro.

Consigliometro

9.2 / 10

Luigi Pergamo

Luigi Pergamo

34 anni, nasco calciatore e calciofilo fino a che una domenica mattina di fine anni '80, facendo zapping, faccio la conoscenza di Magic e Kareem: le mie giovani certezze vacillano, più tardi cadranno. Da allora la malattia ha un crescendo esponenziale fino al punto in cui devo cominciare a parlarne e, poi, scriverne. Sposato e con un figlio (3 anni e tifa Bucks, boh) quando non lavoro lancio spingardate al ferro in palestra o al playground.

1 commento

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Editore ENBIEILAIF - Nacho Symbolic Associazione Culturale
P.IVA - COD. FISC. 03383520545
Direttore Responsabile testata on line: Luca Fiorucci
Server Provider: Aruba
Registro Stampa Tribunale di Perugia N°9 27/05/14
Email: info@nbalife.it

© 2019 Copyright NbaLife.it, tutti i diritti riservati