Rookie Photo Shoot 2016

Dragan Bender: una vita per il basket

draganbendersacramentokingsvphoenixsunsfhxl9clc__ilNome: Dragan

Cognome: Bender

Città d’origine: Čapljina, Bosnia ed Erzegovina

Età: 19 (17 Novembre 1997)

Squadra di provenienza: Maccabi Tel Aviv

Altezza: 216 cm

Peso: 102 kg

Ruolo: Centro

Draft 2016: 4^ scelta assoluta, Phoenix Suns

Bio

Probabilmente, se fosse nato tre o quattro anni prima, non staremmo parlando di lui, sarebbe comparso tra i nomi degli innocenti bambini caduti durante le guerre dell’ex Jugoslavia, combattute tra il 1991 e il 1995.

Fortunatamente, Dragan nasce solo nel 1997, ma i genitori decisero di trasferirsi immediatamente a Split, in Croazia. La carriera cestistica del bambino comincia prestissimo, sui campetti croati, insieme al fratello più grande, Ivan, che attualmente è sophomore tra le file di Maryland, e gli amici dello stesso. Si sa che chi gioca con “i più grandi”, tenendogli testa, ha qualcosa di speciale dentro, e Dragan non lo ha mai nascosto il suo talento.

All’età di 12 anni inizia a frequentare la scuola di pallacanestro di Nikola Vujčić, il famoso centro croato che giocò a Tel Aviv col Maccabi. Lo stesso Nikola diventerà una sorta di mentore per il ragazzo, che lo presentò, in futuro, proprio alla corte del Maccabi. Inizialmente giocava come point guard, ma in poco tempo imparò a ricoprire tutti i ruoli, grazie alla sua grande versatilità. Non ha mai nascosto il suo idolo: Toni Kukoc, 3 volte vincitore del titolo NBA coi Bulls di Jordan e Pippen.

Esordisce a soli 15 anni con la prima squadra della KK Split, ma colleziona, in tutta la stagione, solo 6 minuti, 2 punti e un rimbalzo. L’anno seguente firma per la KK Kaštela, che quell’anno militava nella seconda divisione croata di pallacanestro. Grazie al suo contributo la squadra riesce ad ottenere una fantastica promozione alla A-1 Liga, la “Serie A” di basket croato, grazie anche a un suo winning shot a 3 secondi dalla fine della partita contro la KK Gorica.

Nel Febbraio 2014 entra nel junior team della KK Cedevita di Zagabria per partecipare all’Euroleague Basketball Next Generation Tournament, nel quale colleziona una prestazione da 21 punti, 9 rimbalzi e 6 assist contro il junior team della squadra serba KK Mega Basket. Sempre nel 2014 firma per il Maccabi Tel Aviv un contratto da 7 anni, ma viene ceduto subito in prestito all’Ironi Ramat Gan, che militava nella “Serie B” di basket israelita. Fa il suo debutto il 21 Ottobre, e al tabellino segna 13 punti, 13 rimbalzi e 4 assistenze nella vittoria contro il Ramat HaSharon. Registra una seconda doppia doppia il 12 Dicembre contro il Maccabi Ra’anana, 23 punti e 12 rimbalzi, con conseguente vittoria. Il season-high di quell’anno segna 25 punti nella vittoria contro il Barak Netanya l’1 Gennaio 2015, e conclude la stagione con le seguenti medie: 9.7 punti, 7.4 rimbalzi, 2.6 assist e 1.1 stoppate.

Il Maccabi lo riaccolse quindi a braccia aperte. Debutta l’11 Ottobre 2015 con 5 punti, 3 rimbalzi e ben 3 stoppate nella vittoria sul Maccabi Kiryat Gat, e fa registrare un season-high di 16 punti il 31 Dicembre contro l’Hapoel Holon, partita vinta dal Maccabi. Le ottime prestazioni ebbero diversi risvolti, tutti positivi. il Maccabi vinse per il secondo anno consecutivo l’Israeli Basketball State Cup, viene nominato nell’Israeli All Star Game e attira a sè, non ancora diciannovenne, la National Basketball Association. Ebbene sì, un ragazzo di 18 anni, croato, è riuscito a farsi mettere addosso gli occhi delle franchigie NBA. Si dichiara eleggibile per il draft NBA 2016 il 6 Aprile dello stesso anno, e la chiamata il 23 Giugno al Barclays Center arriva solamente dopo Simmons, Ingram e Brown, dai Phoenix Suns, che sceglieranno anche Marquese Chriss.

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Il 7 Luglio firma il contratto con i Suns e partecipa alla Summer League, nella quale gioca cinque partite, con medie abbastanza buone, 8.6 punti, 5.6 rimbalzi e 1 stoppata per partita. Particolarmente rilevante è l’apporto del personal coach di Bender, tale Mladen Sestan, che si è portato dalla Croazia e che l’ha allenato anche fuori dai regolari allenamenti di squadra. Il debutto è datato 26 Ottobre, prima giornata NBA, contro i Kings di Cousins. In soli 12 minuti, uscendo dalla panchina, allevia la sconfitta per 113-94 con una più che discreta prestazione da 10 punti con 4 tiri a segno su 5. Questa gara è stata molto importante per la carriera personale perchè, oltre ad essere il debutto in NBA, lo ha reso, con Devin Booker e Antetokounmpo, il terzo giocatore di 18 anni dal 2007 a registrare una prestazione da 10 punti.

Le gare da doppia cifra in punti, oltre a questa, sono 4, delle quali una, quella del 26 Dicembre contro Houston, è accompagnata da ben 13 rimbalzi, che significa prima doppia doppia della sua carriera NBA. Sfortunatamente l’8 Febbraio si è dovuto operare per rimuovere uno sperone osseo, infortunio che lo ha tenuto fuori dal campo fino allo scorso 2 Aprile.

Di rilievo per il centro croato è anche la carriera con la sua nazionale, con la quale ha esordito sin dalla under 16 agli Europei in Lettonia e Lituania, ma l’exploit lo ha l’anno successivo negli Europei under 16 in Ucraina, dove gioca più di 35 minuti a partita con quasi una doppia doppia di media. Partecipa anche agli Europei under 18 del 2014 in Turchia, dove pur con meno minuti ha statistiche migliori, 14.4 punti e 10.4 rimbalzi in 9 partite, vincendo la medaglia di bronzo e venendo nominato nel primo quintetto della manifestazione.

Scheda tecnica

Troppo spesso, anche se giustamente, paragonato a Kristaps Porzingis, Bender ha qualità e caratteristiche tecniche molto simili all’ala di New York. Il fisico è veramente speciale, è 2.16 ma si muove in maniera fluida tanto quanto le ali più piccole di lui. Le capacità difensive del ragazzo sono incredibili, dovute alla grande versatilità di cui dispone, sa come difendere tutti gli attaccanti, dai centri alle guardie. In casi di difesa nel pitturato,ad esempio, il tagliafuori viene applicato perfettamente, mentre sul perimetro, grazie a dei piedi che farebbero invidia a molti ballerini, contiene molto bene le penetrazioni avversarie o i tentativi di tiro dalla distanza con le lunghe leve superiori.

Inoltre la versatilità, la mobilità laterale, i piedi veloci e le lunghe braccia, condite da un sano QI difensivo danno origine ad una innata capacità di difendere bene sui pick n’ roll, dove praticamente può cambiare marcatura indifferentemente. Per quanto riguarda la protezione del ferro, poi, non c’è nulla da aggiungere, una mente così in un corpo così sono una sicurezza, come anche la difesa in post, alto o basso che sia. Nella metà campo offensiva le caratteristiche che gli sono di maggior aiuto sono la versatilità e, ovviamente, il QI cestistico. Il 36% da tre punti è solo la punta di un iceberg molto più grande. Tiratore sul post-up eccezionale, pick n’ pop giocati e letti alla perfezione, sa sempre qual è il posto giusto ed il momento giusto. Quando riceve palla sul perimetro, però, sa anche mettere palla a terra e penetrare, in caso gli avversari si accingessero a marcarlo troppo stretto per non farlo tirare da tre.

I rimbalzi offensivi sono un marchio di fabbrica, riesce ad aprirsi sul perimetro per poi entrare in area e fare facilmente un tap-in sulla testa degli avversari, grazie anche alle braccia infinite che gli consentono di arrivare ad afferrare i palloni prima degli avversari. Oltretutto sa anche come e quando effettuare un taglio dal lato debole e, se proprio tutto quello che sa fare non bastasse a mettere nei guai una difesa, sa anche passare, e bene, il pallone.

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Ha anche dei difetti, anche perchè altrimenti non ce ne sarebbe per nessuno. Non segna tanto, questo è certo, nella passata stagione col Maccabi ha avuto in una prospettiva di 40 minuti uno scoring di soli 14.2 punti. Un altro problema è il meccanismo di rilascio, è lento, molto lento, e di conseguenza è facilmente contestabile. Il jump shot in movimento è totalmente da dimenticare, difficilmente segna in questa maniera. Anche in penetrazione c’è più di una difficoltà, perchè non cambia mai velocità o direzione e preferisce andare al ferro con troppa sufficienza piuttosto che concludere con una vigorosa schiacciata. In post, poi, c’è da rivedere il pattern di movimenti, come, del resto, anche l’aggressività, tira male e usa poco il fisico praticamente. Questo si può denotare da un gancio poco efficace, e dal fatto che cerca sempre di mettere palla a terra. Nel pitturato, poi, c’è il rovescio della medaglia, perchè se combatte con un centro più forte fisicamente di lui, viene spostato come una piuma, come anche nel post contro lo stesso tipo di giocatori, tant’è che commette veramente tanti falli. L’ultima mancanza definibile “grave” è il rimbalzo difensivo. Ha tempismo e tutto, ma pesa troppo, troppo poco per competere con centri più grossi, non c’è niente da fare.

In breve: QI altissimo, ma servono più muscoli e più cattiveria per dominare l’NBA.

2016 NBA Rookie Photo Shoot

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo, 21 anni, Roma. Ex-studente di liceo classico, attualmente studente di Informatica alla Sapienza. Non tifo nessuna squadra, ma mi piace vedere il bel gioco. Amore platonico per LeBron James, per il playmaking e per i passaggi di Jason Williams. Citazioni preferite: "Limits, like fears, are often just an illusion" e "Il grande attacco dà spettacolo e porta tifosi al palazzetto, ma la grande difesa fa vincere i campionati"

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