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Draft 2016: La guida…da bar

MANCA POCO

Poco più di 15 ore e finalmente sapremo chi andrà ad alimentare i sogni di gloria, soprattutto di quelle franchigie che hanno fatto schifo talmente tanto da arrogarsi il diritto di selezionare il meglio del meglio che il mondo offre a livello di giovane talento cestistico. Ogni riferimento a Sixers e Lakers (ahimè) è puramente voluto e cercato. E’ buono il Draft 2016, probabilmente migliore e più profondo dei due che l’hanno preceduto, che vedrà una sovrabbondanza di lunghi scelti al primo giro ed una generale penuria di guardie pure, il tutto a vantaggio di (honorable mentions) prospetti come Denzel Valentine, Chris LeVert, Malachi Richardson ed il buon Malcolm Brogdon: tra questi nomi è celata una se non due steal of the draft. Io parlo facile, ma sulla natura del draft quale evento diametralmente opposto rispetto ad una scienza esatta mi sono già espresso in passato, e nel confermare tutto, vi invito a vedere con la lente di ingrandimento dal draft le due trade occorse nella giornata di ieri. Gli Hawks rinunciano a Jeff Teague per la scelta n#12, ad esempio: segnale di come abbiano individuato un playmaker da far crescere accanto a Dennis Shroeder, oppure un lungo che vada a sopperire ad eventuale dipartita di Al Horford via free agency. I Bulls cedono Derrick Rose, MVP 2011, per poco più di un tozzo di pane ai New York Knicks, forti della loro selection alla #14, che i mock draft danno quale terra di conquista di svariate combo-guards. Se vi state chiedendo come mai i Bulls non si sono fatti dare scelte da New York la risposta è piuttosto semplice: i Knicks non hanno scelte quest’anno…

NON SOGNI, MA SOLIDE REALTA’

Credits: ESPN

Fermiamoci alle certezze, poche ma pressoché granitiche:
A – Sono andati di scena i workouts. Tanti, ed ogni franchigia ha visto bene o male ogni prospetto. Addirittura i Sixers hanno visto Simmons…e non era per nulla scontato…
B – Ben Simmons va alla #1…anche quest’anno la top choice è no brainer
C – Come l’anno scorso i Celtics, quest’anno i Suns, data la mole di scelte (4) almeno una di queste sarà scambiata (i posti in un roster NBA son sempre e comunque 15)

IL RESTO…CHIACCHIERE DA BAR

Cioè la cosa che più divertente che ci rimane da fare, dato che, aspettando il preolimpico, il basket giocato è una chimera; perciò sognare, disquisire inutilmente (e seguire le news perchè qualche altro scossone dal mercato arriverà) da qui all’1 di notte quando sapremo la verità. La verità, già…ma quale tipo di verità? Provo a rispondere, come vedete faccio tutto da solo: una verità parziale che verrà comprovata dal passare dei mesi, se non degli anni. Ciononostante, con una certa dose di spavalderia e sicuro di “cannare” il 110% delle mie predictions, vi presento la mia personalissima Top 10. Sia chiaro, non significa che vado a pronosticare le prime 10 scelte, giammai. Di mock draft ne ho e ne avrete fin sopra i capelli, la mia lista vuole essere una carrellata di gente che farà rumore, o almeno spero:

10 – Thon Maker

thonmakerSe è lungaccione di colore, con un nome strano ed un sorriso contagioso a me piace, a prescindere. Anche al di là delle capacità sul parquet. Mi piace Nerlens Noel, vado pazzo per Joel Embiid, tanto per citarne due a caso. Perciò Thon Maker non può non essere uno dei miei favoriti, anche se sono lontani i tempi in cui si pensava potesse diventare un consensus n°1. Ora le sue carenze sono sotto gli occhi di tutti, rilevanti peraltro come il suo upside. Problema emerso nelle ultime ore: siam sicuri che ha 19 anni?. Ecco, dopo questa, se prima lo adoravo adesso impazzisco per lui…

9 - Dragan Bender

20527610-standard Questa volta la speranza che viene dall’Est la metto, non mi faccio ingannare (snobbai, regalmente, Porzingis) come l’anno scorso. Quindi state sicuri che sarà un bidone con pochi rivali. Scherzi a parte, basta un video dei tanti a disposizione, per vedere che la creta (in particolare size e range di tiro) non manca, rimane da capire dove poterlo sviluppare. Per questa tipologia di giocatore chi lo sceglie è fondamentale

8 – Tyler Ulis

ulis2 Un medioman, forse son più alto io. Ma il carattere, quello c’è e ci sarà anche al piano di sopra. Ballhandler di livello, se escludiamo atletismo e taglia dall’equazione, il resto è più che interessante. Un floor general, raramente sbaglia una decisione in maniera grossolana (al netto delle palle perse, che ci sono ed è solo uno degli aspetti da affinare del suo gioco) tende ad essere sintonizzato in attack mode costante, cosa che lo può far sopravvivere nella NBA.

7 - Jakob Poeltl

Poeltl_Jakob_Mug2-1 Un altro bel tipetto, austriaco di Vienna, esce da Utah. Poteva entrare nel draft dello scorso anno ma ha avuto la lungimiranza e pazienza di aspettare, passando da una ipotetica scelta al secondo giro ad un probabile ingresso in lottery. Lungo (7,1 piedi, lungo lungo) tuttofare che copre il campo velocemente (specie in transizione) gioca duro e conosce i propri limiti, senza farli pesare alla squadra. Solido.

6 – Ben Simmons

simmons Eccoci arrivati al prescelto, il consensus #1; lo troviamo abbastanza presto nella Top 10 in quanto, tolte le aspettative e fatta la tara con quelle che sono le carenze, sono indotto a pensare che un minimo di tempo bisognerà aspettarlo. Per “riempire le scarpe” che ne derivano dall’essere il capofila deve necessariamente sviluppare un più affidabile gioco in post e contemporaneamente liberarsi della tendenza ad usare il fadeaway anche quando non necessario. Per il resto di pulci da fare a Simmons ce ne sono ben poche, se considerate che, in tempi non sospetti anche se in contesti di camp estivi, il nostro ha dimostrato di stare bene in campo negli 1vs1 contro Durant, Harden e così via…il timore non è che lo contempli, ecco…

5  – Buddy Hield

NCAA TOURNAMENT SWEET 16 Lui stesso dice che potrebbe far comodo ai (miei) gialloviola, dato che il serpente con il #24 ha deciso di occuparsi d’altro. Un affermazione che ci dice molto di questo attaccante puro: della sua etica del lavoro c’è già molta letteratura in giro e l’evoluzione che ha avuto negli ultimi 2 anni è lì a dimostrarlo. Non ha alcuna paura, di niente. Non sarà da top three ma, insieme a Simmons ed Ingram, questo va al All-Star Game spesso nei prossimi 10 anni. Mi lancio addirittura in un “Guaranteed” Curiosità: date un occhio alla sua meccanica di tiro, se vi capita: non ricorda sinistramente Brandon Roy?

4 - Domantas Sabonis

NCAA BASKETBALL: FEB 13 Gonzaga at SMU Per descrivere questo giocatore vi dico che non è stato facile trovare una foto in cui non urla. Intensità, garra e voglia ce ne mette a palate il figlio di Arvydas. quel che manca è una struttura fisica definita: troppo poco atletico per essere una power forward, troppo leggero per fare il centro. Un tweener quindi, per gli standard NBA, ma deve lavorare, e tanto, sul tiro dalla media per essere quel tipo di giocatore. In difesa lavora bene in post basso e sui pick&roll, non ha problemi a cambiare sui piccoli. Si fa rispettare sotto canestro su due lati del campo, ma a livello collegiale, resta da vedere se il trend può essere confermato in NBA.

3 – Jaylen Brown

J_Brown Un tipo tosto Jaylen, che se solo avesse un tiro ed un ballhandling affidabile sarebbe scelto entro le prime tre, ma non tutte le ciambelle possono uscire col buco. C’è da dire che Madre Natura è stata generosa altrove: se parliamo di atletismo, taglia e velocità siamo nell’élite di questo draft. Le capacità che ha possono farlo sopravvivere nella Lega anche se selezionato da una franchigia non adatta ad aspettare il suo sviluppo, tuttavia con una buona guida può sviluppare capacità da all-around, cosa abbastanza richiesta in NBA, specialmente se dovesse svilupparsi in un ala piccola così come la prestanza fisica suggerisce. Se dice di finire al ferro non c’è contatto che lo inibisce, animale da campo aperto, perfetto in contesto di basket up-tempo.

2 – Brandon Ingram

ingram-nba-draft-20160404 Dovrebbe essere la scelta n#2, dovrebbe approdare ai Lakers. Non ho bisogno di svestire i panni del tifoso per non essere condizionato. Credo che, in qualsiasi modo la si pensi, Mitch Kupchak non possa soprassedere su questo giocatore. Il principale dubbio su Ingram è il fisico, ancora troppo acerbo e da costruire nonché irrobustire. Tutto questo cercando di guadagnare, non perdere, in atletismo e velocità, categorie in cui deve necessariamente migliorare. Non facile la cosa. Detto ciò alla voce “Potenziale” nessuno ne ha così tanto in questo Draft, nemmeno Simmons. Tutto sta a vedere se poi le cose vanno come devono andare. I lampi che già ha fatto vedere a Duke su due lati del campo sono notevoli, della wingspan nemmeno parliamo perchè siamo a 7’3, che per un ala piccola è illegale. Il lavoro da fare e tanto, tuttavia parte da un livello ragguardevole quanto a tiro dalla media e lunga distanza, capacità di riconoscere ed attaccare i mismatches, IQ cestistico generale. Il carattere estroverso potrebbe essere un limite, specie se chiamato in futuro ad essere il go to guy della sua squadra.

1 – Kris Dunn

Kriss_Dunn Sorpresi? Perche  lui il top? Il motivo è abbastanza semplice: quattro solidi anni al college ed una progressione abbastanza regolare che fa ben presagire per il futuro. A fronte di un altezza intorno ai 6 ’4 piedi ha una wingspan di 6’9, essenziale in difesa, sulle linee di passaggio, come in attacco, nel penetrare e crearsi il tiro/trovare gli scarichi nel traffico. Ha costruito negli anni un tiro solido, lavorando molto anche sul tempi di rilascio, il che gli ha consentito di essere un incubo per i difensori sopratutto in situazione di pick&roll. Le statistiche che ha messo su a Providence sono tenute in scarsa considerazione dal momento che l’attuale Big East non presenta un livello eccelso, tuttavia ha degli istinti abbastanza unici su due lati del campo e nel contesto giusto,  estendendo la curva di apprendimento mostrata negli ultimi due anni, può essere un vero crack. Manca un runner in-between game, se riuscisse ad aggiungerlo all’arsenale…

Luigi Pergamo

Luigi Pergamo

34 anni, nasco calciatore e calciofilo fino a che una domenica mattina di fine anni '80, facendo zapping, faccio la conoscenza di Magic e Kareem: le mie giovani certezze vacillano, più tardi cadranno. Da allora la malattia ha un crescendo esponenziale fino al punto in cui devo cominciare a parlarne e, poi, scriverne. Sposato e con un figlio (3 anni e tifa Bucks, boh) quando non lavoro lancio spingardate al ferro in palestra o al playground.

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