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DeAndre Ayton: dalla tuba all’NBA

deandreaytonnorthdakotastatevarizonagoelsfitqi0lNome: DeAndre

Cognome: Ayton

Città di nascita: Nassau, Bahamas

Età: 20 (23 Luglio 1998)

College: Arizona Wildcats

Altezza: 216 cm

Peso: 113 kg

Ruolo: Centro

Draft 2018: 1^ scelta assoluta, Phoenix Suns

Bio

Il basket bahamiano non ha mai avuto una tradizione così radicata in NBA, ma i giocatori delle islands, nella Lega, hanno fatto qualche apparizione, chi più, chi meno importante. Il primissimo, e forse il più importante e conosciuto è stato Mychal Thompson, il papino di Klay. Con i suoi 13 anni di servizio in NBA, divisi tra Portland Trail Blazers, dal 1978 al 1986, con una breve apparizione agli Spurs, e nei Lakers dello Showtime, vanta una media di 14 punti a partita. Dopo di lui Ian Lockhart, ala, draft 1990, una partita giocata ai Suns, Dexter Cambridge, ala, draft 1992, 53 gare coi Mavs, e Rick Fox, guardia, draft 1991, 14 anni tra Boston Celtics e i Lakers di Jackson, con cui vanta il famoso three-peat 2000 – 2001 – 2002. Nota divertente, Lockhart e Cambridge sono ancora free-agents, mai un ritiro ufficiale. Infine Buddy Hield, che abbiamo trattato un po’ di tempo fa, attualmente in forze ai giovani Kings, e il protagonista di questo articolo: DeAndre Ayton.

“I’m representing the Bahamas; I’m representing a lot of islands – it’s a whole nation behind me, on my back.”
(Sto rappresentando le Bahamas; Sto rappresentando molte isole – è tutta una nazione dietro di me, sulla mia schiena)

Da bambino giocava a basket, a calcio, e aveva anche il tempo di suonare la tuba con una band di amici. Anzi, preferiva proprio lo strumento ai due sport, tant’è che gli scout delle High Schools lo trovarono mentre faceva le prove col suo gruppo, invece di allenarsi. Dovette anche lavorare part-time per guadagnarsi i 100$ per partecipare al training camp, i soldi meglio spesi della sua vita. Si trasferì poi a San Diego, dove frequentò la Balboa City School per due anni. Nell’anno da sophomore le sue medie furono di 21 punti, 16 rimbalzi e 3.8 stoppate a partita, e su 22 parite giocate finì in doppia doppia per 21 volte. Gli ultimi due anni di high school li passò alla Hillcrest Prep Academy, a Phoenix. Con lui in squadra c’era anche Marvin Bagley III, 2^ scelta all’ultimo draft. Nell’anno da junior mise a referto 29.2 punti, 16.7 rimbalzi, 3.8 stoppate a partita, e in quello da senior 26-15-3.5. Considerato un five star recruit dalle più importanti testate giornalistiche americane, molti college gli fecero la corte, ma decise di rimanere in Arizona, la sua seconda casa. La scelta furono dunque gli Arizona Wildcats, con cui giocò la stagione 2018. Il suo debutto con i Wildcats non fu dei più silenziosi: 19-12 e 3 stoppate nella vittoria sui Northern Arizona Lumberjacks. Nonostante le voci che correvano di una sua partecipazione allo scandalo della corruzione della stagione NCAA 2017-18, con intercettazioni telefoniche dell’FBI risalenti al 2016, mentre frequentava ancora la Prep School, riguardanti una somma di denaro per entrare all’università, riuscì a concentrarsi sul gioco e terminò la stagione da freshman con medie pazzesche: 20 punti, 11 rimbalzi, 2 stoppate e 37% dall’arco.

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Come conseguenza alla sua super stagione, i premi ricevuti furono: Karl Malone Award, Pac 12 Player of the Year, Pac 12 Freshman of the Year, Pac 12 Most outstanding player e Pac 12 All-First team. Lo scandalo non gli precluse comunque l’eleggibilità al draft 2018, durante il quale venne scelto alla prima dalla squadra di casa sua, i Suns, la prima first pick della loro storia, che a fine draft si aggiudicarono anche la scelta numero 10, Mikal Bridges, la 31, Élie Okobo, e la 59, George King. Il suo debutto in NBA, così come avvenne al college, fu strepitoso, con la doppia doppia da 18-10, 6 assist, un recupero e una stoppata nella vittoria sui Mavericks di Luka Dončić (qui una nostra analisi sullo sloveno). Inutile tirare le somme sulla sua prima stagione, ora che siamo a metà, ma il suo ingresso in The League è stato assolutamente positivo, in prospettiva il futuro sarà ancor più roseo, per lui e per i Suns, che potrebbero aver pescato un futuro (non troppo lontano) giocatore franchigia.

 Scheda tecnica

“When I started playing basketball, they always would have me at the block, and I’m like, ‘Yo, I don’t want to play down here. I want to do something else.’ This is not entertaining to me, and whatever the guards do, I wanted to do.”
(Quando ho iniziato a giocare a basket, mi avrebbero sempre voluto nel blocco, e io sono tipo, ‘Yo, non voglio giocare qui. Voglio fare qualcos’altro.” Questo non è divertente per me, e qualunque cosa facciano le guardie, volevo farlo)

Ed effettivamente Ayton, oltre ad avere i mezzi fisici di un super-centro, ha dei mezzi tecnici veramente molto speciali. Nonostante l’altezza, il peso, l’apertura alare di 226 centimetri, riesce a saltare più di 110 centimetri, ed è dotato di una buona agilità e corsa in transizione. Il parco offensivo è molto ampio, sa segnare vicino al ferro, dal post, dal mid-range, e da 3 punti con una discreta continuità, per il ruolo che interpreta. Il pick and roll invece lo interpreta benissimo. Una gran qualità che lo contraddistingue quasi unicamente è il non essere fisico-dipendente, non cerca la schiacciata violenta nel traffico se ci sono alternative migliori e più efficaci. Inoltre è molto reattivo sotto entrambi i ferri, anche per i tap-in, grazie a un second jump molto veloce. La voce statistica dei falli è bassa per la sua età, era già pronto per l’NBA sia mentalmente che fisicamente.

“I play basketball. I play center, and if you haven’t watched me play, I’m not a regular big man. I can move my feet. Not saying I can stop anyone out there who’s in front of me, but trust me: I can really be a problem on the perimeter guarding somebody”.
(Io gioco a pallacanestro. Io gioco al centro, e se non mi guardi giocare, non sono un normale big man. Posso muovere i piedi. Non sto dicendo che posso fermare chiunque sia di fronte a me, ma fidati: posso davvero essere un problema sul perimetro a guardia di qualcuno)

Cosa va migliorato? La consapevolezza difensiva: nonostante il fisico il numero di stoppate è nella media per il ruolo. Perde a volte l’uomo mentre difende sul pick and roll, e deve aiutare il compagno difensore più spesso e meglio. La scelta del jump-shot va migliorata, tende ad affrettare il tiro e spesso e volentieri gli esce anche troppo corto. A volte è un po’ pigro in transizione difensiva, deve imparare a difendere meglio e a ritardare l’attaccante in questa situazione.

Un giudizio finale: potrebbe essere un centro generazionale.

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Francesco Cavallo

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo, 21 anni, Roma. Ex-studente di liceo classico, attualmente studente di Informatica alla Sapienza. Non tifo nessuna squadra, ma mi piace vedere il bel gioco. Amore platonico per LeBron James, per il playmaking e per i passaggi di Jason Williams. Citazioni preferite: "Limits, like fears, are often just an illusion" e "Il grande attacco dà spettacolo e porta tifosi al palazzetto, ma la grande difesa fa vincere i campionati"

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