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Clippers: la rivoluzione bianco-rossa di Febbraio

Trade deadline 7 Febbraio 2019: la rivoluzione bianco-rossa. Non ci sono altre parole per descrivere la ricostruzione in casa Clippers. Facciamo un minimo di ordine e partiamo dall’analisi di come e quanto è stato terremotato il roster dei “Velieri”:

Stagione 2018/2019: 31 vittorie e 26 sconfitte, record più che dignitoso nel Far West dell’Ovest. Ottavo seed provvisorio con due partite di vantaggio sulla squadra posizionata nona (Sacramento Kings) e solo una partita in ritardo rispetto ai San Antonio, settimi. Tobias Harris ed il nostro Danilo Gallinari a guidare la squadra offensivamente in quintetto (18,8 punti a partita per Gallo e 20,9 per Harris), una panchina prolifica (51,5 punti a partita dalla panchina, primi in NBA) guidata da “Sweet” Lou Williams (19,2 punti a partita). In aggiunta a questo, giovani interessanti calcano il parquet dello Staples: Shai Gilgeous Alexander su tutti, già icona mondiale non fosse altro per il nome, Montrezl Harrell, esploso e ora in lizza per il MIP (Most Improved Player: il giocatore che nell’anno NBA è maturato più di ogni altro). E ancora: Jerome Robinson, Tyrone Wallace e il suo compare Thornwell. Ossigeno puro, ma soprattutto fresco per i vecchi Clippers, una delle squadre negli anni passati più su con l’età.

I giocatori di contorno sono delizia per gli appassionati di storie NBA: Pat Beverly, Mike Scott, Marcin Gortat. Il primo ha chiamato il suo summer camp per i bambini “Camp Lockdown” (letteralmente campo chiuso a chiave, incarcerato) in onore della sua difesa, marchio di fabbrica, che lo fa stare in un campo nba per più di 30 minuti da anni nonostante un talento offensivo quantomeno incostante. Ricorderete Westbrook limitato dal nostro ai limiti dell’asfissia in gara 1 dei Playoffs 2017 dove tenne l’allora MVP a 6 su 23 tiri dal campo, o il “Benvenuto nella Lega” dato a Lonzo Ball. Mike Scott è semplicemente un fenomeno. Per descriverlo in poche parole basta citare il fatto che, in passato, si tatuò le braccia con le emoji (o più banalmente “le faccine di WhatsApp”), perché queste esprimono le emozioni, molto meglio delle parole scritte. Marcin, ovvero il martello polacco, quando vestiva ancora la maglia degli Washington Wizards, si presentò all’allenamento della squadra a bordo di una Jeep equipaggiata di mitraglietta. Il tutto in compagnia dell’amico giocatore Singleton. Al momento Gortat giace nel novero dei free agents, ma è già stato accostato a diverse contenders, Warriors in primis, in cerca di centimetri e solidità. Scontato che trovi una sistemazione entro il primo marzo.

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Giocatori tagliati: Gortat, Teodosic, Beasley (ricevuto dai Lakers). Il primo tagliato per liberare spazio alle nuove leve (soprattutto Zubac). Il secondo si trascinava nel suo secondo anno NBA, mai entrato in rotazione veramente causa problemi fisici e uno scarso adattamento al gioco oltreoceano. Beasley stazionava sulla panchina dei Lakers e poco si adatta al gioco ordinato di Doc Rivers. Ricevuto nell’affare Zubac come contropartita per regole di Salary Cap, non è mai neanche entrato fisicamente nello spogliatoio dei Clippers.

Scambi fatti prima della trade deadline

6 Febbraio 2019

Philadelphia riceve: Tobias Harris, Boban Marjanovic e Mike Scott.

Los Angeles riceve: Landry Shamet, Wilson Chandler, Mike Muscala, una scelta del primo turno 202o, una del primo turno 2021 via Miami e due del secondo turno.

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Questo scambio è stato il segnale forte lanciato della dirigenza dei Clippers ai Big Free Agents per quest’estate: ci siamo anche noi. Diverse superstar vedono i Clippers nella loro shortlist, infatti, ed il fatto di avere dietro la scrivania Jerry West può essere un fattore che sottotraccia può smuovere tanto. Harris era la superstar dei Clippers, nel momento top della sua carriera (finora), trascinatore del quintetto e uomo spogliatoio arrivato ad un passo dall’All-Star Game; detto ciò mettersi nella corsa ad un Kawhi, ecco è un ‘altra cosa. Per Harris (Boban e Mike Scott sono di contorno per regole di Salary Cap) i Clippers ricevono Shamet, Chandler e Muscala. L’ultimo diventerà una chiave nell’affare Zubac, sul quale ci soffermeremo più avanti. Il secondo è il veterano guida per i giovani, partners in crime di Danilo Gallinari in quel di Denver, preso per tracciare la strada ai nuovi, imberbi Clippers. Fermiamoci un attimo su Shamet. 21 anni, guardia ex Philadelphia. Tiratore sublime, basti pensare che viaggia con il 44% in carriera e ha, ripeto, solo 21 anni. Per molti la Steal of the Draft 2018. Nella testa di Doc Rivers ricoprirà il ruolo che nelle sue squadre hanno ricoperto con successo Ray Allen e, con meno successo, J.J. Redick. Il tiratore solido e costante del quale Doc si fida. Sarà affiancato a Shai Gilgeous Alexander in un duo giovane e di molte buone prospettive.

Che lo scambio Harris liberi spazio salariale, si è detto ed è ovvio che si va quindi All-in per l’estate prossima, dove Jerry West proverà a portare a Los Angeles uno/due superstar, ciò che va sottolineato è che le eventuali stelle sarebbero subito coadiuvate da un più che credibile cast di supporto, ringiovanito e, come dicono i giovani, “skillato”. Oltre a quanto detto la deadline ha portato in dote due scelte del Draft, che verranno investite in scambi o utilizzate al momento opportuno.

7 Febbraio

Memphis riceve: Avery Bradley.

Los Angeles riceve: Garrett Temple e JaMychal Green.

NBA: Los Angeles Clippers at Toronto Raptors

Avery era un giocatore da quasi 15 punti di media a partita sia a Boston che a Detroit. Ottimo difensore, ma in costante calo statistico e mai entrato a pieno nel gioco di Doc Rivers. Quest’ultimo, infatti, predilige una guardia con un affidabile tiro da tre, cosa che il buon Avery non ha ogni sera. I Clippers ricevono due giocatori in scadenza di contratto, liberando spazio salariale in vista dell’estate. Tra i due Temple è il classico giocatore solido, perfetto sostituto di Bradley, meno bramoso di titolarità. Libera spazio per Shamet (vedi descrizione precedente) Robinson e Thornwell, che saranno valutati in vista della prossima ricostruzione. Discorso simile, ma con sfumature per JaMychal Green. Ala grande/centro di forza e presenza sotto canestro, arriva a sostituire Gortat, tagliato per liberare posto ai giovani. Green inoltre aprirà leggermente il campo e sarà un giocatore di energia per il secondo quintetto. Mentalità da gladiatore, che ben si adatta con Beverly e Harrell.

LAC riceve: Ivica Zubac, Michael Beasley.

LAL riceve: Mike Muscala.

Muscala ricevuto dai Philadelphia e subito girato ai Lakers per Zubac e Beasley. Del secondo vedi quanto detto in precedenza, mi soffermerò sul giovane centro. Prima partita di Zubac ai Clippers: rimonta contro Boston. 12 punti (5/10 al tiro), 9 rimbalzi e 3 stoppate. Un bel punto esclamativo e una presentazione non male. Tifoseria Clippers in visibilio per il giovane. E’ un ragazzo di buone speranze future, ma anche di un presente in cui può calcare il parquet NBA senza fare figure o causare danni. Un investimento per il futuro che, considerato il modesto sacrificio di Muscala, andava fatto.

Quintetto under 24 dei Clippers: Shai Gilgeous Alexander, Luke Shamet, Jerome Robinson, Montezl Harrell e Ivica Zubac.

Una bella inversione di rotta e uno sguardo proiettato verso il futuro per questi giovani Clippers, non c’è dubbio. Ma altrettanto sicuramente è stato liberato spazio senza per forza perdere in competitività nell’immediato, certo alcuni sono chiamati a prendersi responsabilità aggiuntive rispetto al recente passato, ma resta il fatto che l’ottavo posto al momento è occupato e da una compagine che ha dimostrato molta più continuità di chi precede. Al contempo al timone c’è un signore che di dinastie ne ha create più di una, di free agent ne ha convinto più di uno, di scelte illuminate al draft, non ne parliamo nemmeno…e se fosse il principio di una bella storia anzichè la fine di un ciclo?

E voi, tifosi Clippers, ci credete?

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Claudio Melini

Claudio Melini

26 anni, con un passato nel calcio, ho iniziato a seguire il basket grazie alle partite natalizie dell’NBA, mi sono innamorato dei Clippers (durante un derby perso malissimo con i Lakers). Sono uno studente universitario e mi piace scrivere, sperando un giorno di vincere un anello NBA con la squadra più forte di Los Angeles (al momento).

 

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