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Chi sarà il primo MVP del nuovo decennio?!

‘’Il tempo è relativo. Il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando..’’

Probabilmente Einstein espresse questo concetto durante un’attesa interminabile tra una partita di pallacanestro e l’altra..

scherzi a parte, siamo finalmente d’innanzi alla prossima stagione NBA. L’attesa che mi ha accompagnato durante questi mesi non è stata realmente di un centinaio di giorni, l’ultima partita tra Raptors e Warriors mi sembra mi sembra abbia avuto luogo decadi fa e quando ci ripenso a volte li immagino senza linea dei tre punti, senza la zona e con i calzoncini corti e sneaker basse.

Noi malati di palla a spicchi non possiamo fare altro che fremere davanti alla stagione che si preannuncia (come sempre) quale la più avvincente degli ultimi anni, ricca di temi da cui trarre spunto. Soprattutto, diciamocelo, i Warriors dei Big 4 più Iguodala, più Livingston, più uno tra Bogut, West, Cousins con l’aggiunta di Steve Kerr ecc ecc avevano un po’ stufato. E’ innegabile che averli visti giocare insieme è stato uno spettacolo con pochi eguali, più che un team di pallacanestro però sembravano gli Avengers..

..questa similitudine per “riassumere” una squadra piena di stelle nel loro top della forma, una miscela di talento ed esperienza così  non si era di certo mai vista. Un due volte MVP (uno ed unico unanime), due  MVP delle Finals (Iguodala e Durant col bis), un MVP difensivo come l’orso ballerino, uno in panchina accompagnato da uno staff di primissimo livello, e il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero nella propria squadra, l’ MVP del mio cuore, al secolo Klay Thompson.

Se non l’aveste notato oggi vogliamo parlare di possibili futuri MVP: Curry, Leonard, Harden, Lillard, Giannis, James, Davis, George, Jokic, Embiid, Simmons, Westbrook,  Irving e chi più ne ha… Tutti possibili papabili per la corsa al premio, chi più e chi meno. Andiamo subito a scremare questa lista e ad aggiungerci un paio di improbabili outsiders.

CHI NO E PERCHE’

Kawhi Leonard

A mente calda potrei sembrarvi pazzo o quantomeno irrispettoso e ingeneroso nei confronti dell’attuale campione in carica, nonché appunto MVP delle finali; a mente lucida ripensate alla stagione regolare dello scorso anno, al famoso load management e che il suo svezzamento in NBA è stato fatto da Pop, uno che pensa solo sodo. Inoltre quest’anno avrà un’altra stella di primo livello al suo fianco, di certo non sarà un problema per lui e la squadra, ma per i suoi numeri offensivi magari si.

Jokic

Il Joker non sembra essersi presentato al top della forma fisica dopo il mondiale in Cina, la stagione è decisamente lunga, i suoi numeri saranno in linea con le passate stagioni. Penso i Nuggets rimangono una bella mina vagante ad Ovest specie con l’aggiunta di altre pedine importanti, ma per vedere il serbo MVP c’è da aspettare ancora.

Dame

Che dire?! Con compagni, che definirli non all’altezza è un complimento, ha sempre tenuto Portland a competere nella famigerata Western Conference, troppo spesso dandolo per scontato. Uno dei miei giocatori preferiti. Troppo forte per vincere un premio come questo, noi puntiamo al Grammy.

Westbrook

Troppa barba oscura il palcoscenico.

Kyrie Irving

Sono molto curioso di vedere zio Drew nella nuova versione Nets, una squadra certamente rinforzata e che già lo scorso anno ha raggiunto i play off, senza Durant anche in questa stagione Irving sarà indubbiamente il leader della squadra, vedremo con che risultati. Mi aspetto la solita stagione da tanti highlights e non troppa sostanza.

Embiid

A sorpresa e con immenso dolore escludo anche il centro africano. Il motivo è prettamente fisico e non tecnico poiché non è ancora in grado di sostenere una settantina di partite di regular season ad alta intensità; lieto di essere smentito. Inoltre un Embiid versione MVP potrebbe essere un male per i Sixers, vorrebbe dire averlo usurato quando conta.

George

Proviene dalla sua migliore stagione regolare a livello individuale, vicino al premio di MVP e DPOY nello stesso anno, inoltre ha già condiviso il palcoscenico con una stella ben più ingombrante di Kawhi, con risultati ottimi. La testa mi dice che qualcuno più plausibile di PG13 non ci sia, squadra da vertice e trofeo sfiorato lo scorso anno, mentre l’istinto però mi dice di escluderlo, ed io sono una persona istintiva.

CHI SI E PERCHE’

Davis

Fondamentalmente per lui varrebbe lo stesso discorso di Embiid, però è anche vero che è arrivato il momento di dimostrare cosa vale, ha fatto una scelta professionale ben precisa. Settanta partite e il trofeo sarà del monociglio.

Curry

Il mio favorito assoluto calcolando tutti i vari criteri (si sono mai capiti poi realmente?!) che si usano per decretare il Most Valuable Player. Tanto, tantissimo attacco passerà dalle sue mani, fisicamente pare integro e stagioni regolari intere le ha già giocate senza mai risparmiarsi, con risultati e prestazioni storiche ed indiscutibili..un po’ più discutibile quando in post season poi era spesso affetto da acciacchi e infortuni vari.

LeBron

E’ tornato a mettersi la fascetta.

Giannis

Un età e una voglia di spaccare il mondo con pochi eguali, la tenuta fisica non si discute, a Est si lotta per il vertice, i suoi numeri e prestazioni hanno ancora margini di miglioramento (la cosa spaventa per un attuale MVP), il contesto di squadra è conosciuto e l’intesa con compagni ed allenatore non è da sottovalutare. La voglia di rivalsa dopo il mondiale è tanta.

Simmons

Il mio asso nella manica, ha messo una tripla in preseason contro la rappresentativa degli scapoli ammogliati junior, basta e avanza. Scherzi a parte, coi Sixers favoriti per il trono ad Est e mantenendo un minimo di filo logico nei miei discorsi escludendo Embiid come MVP per motivi fisici, ecco che l’australiano potrebbe piazzare la sorpresa. E’ sempre stato in grado di generare buoni numeri, a volte ottimi, con un gioco estremamente limitato. Se non sarà quest’anno comunque il trofeo è nel suo DNA, arriverà.

Harden

Fear the beard

Menzione d’onore

Donovan Mitchell. Non credo che sia ancora pronto, specialmente ad Ovest, ma Spida ha qualcosa di Flash (aka Dwyane Wade) dentro, che a sua volta è esploso prematuramente nella Lega, entrambi hanno un upside (e delle ginocchia dannatamente esplosive) che fa ben sperare nel breve periodo, un po’ meno nel lungo. Deve essere bravo a non basare troppo il suo gioco sull’esplosività, ma finchè le gambe reggono, con un play come Conley, un penny (se lo trovo per strada) su Mitchell lo giocherei.

Il titolo di MVP non significa essere il giocatore più forte della stagione, il lato offensivo ha una valenza enormemente maggiore rispetto a quello difensivo. I risultati di squadra poi hanno una valenza tutt’altro che secondaria; la tenuta fisica deve essere ottima, mentalmente devi essere sempre concentrato,  giocare un certo numero di partite, sperare che non piova nei giorni dispari ed ancora altro…

La regular season e la post season sono sport diversi, io li amo entrambi.

Una volta i mesi estivi mi volavano in un baleno..

..da quando la NBA è entrata dentro di me, tre mesi mi sembrano trent’anni.

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Alessandro Carpi

Alessandro Carpi

19 luglio 1994, appassionato visceralmente al mondo NBA da quando ne ho 16, non solo al basket giocato che ovviamente non ha eguali al mondo, ma anche a tutto ciò che ci gira intorno. Mio papà amava i Lakers del duo kobe-shaq, ho fatto i miei primi fantabasket con lui, mio fratello e mio cugino, ai tempi non esistevano le app ma facevamo tutto con penna a taccuino, le mie prime partite guardate per intero sono state le finals 2010 con mio padre non potendo mai aprire bocca, ai tempi non esisteva my Sky che potevi fermare le partite quando volevi. Sono cresciuto da allora sempre mantenendo vive le mie due più grandi fedi, Federico Buffa e "the king" LeBron James.

 

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