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I CAVS sono pronti per il Repeat (?)

I Cleveland Cavaliers, campioni NBA 2016, sono sicuramente tra le squadre favorite al titolo 2017. Si tratterebbe ovviamente del primo storico Repeat della storia della franchigia. Ma quanto sono davvero attrezzati?

In una sorta di Referendum tutto nostro, cerchiamo di capire con 6 mesi di anticipo “perché Sì” e “perché No”, se i CAVS vinceranno o meno il titolo.

Perché Sì

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-Sono i campioni 2016, e questa non è solo una medaglia sul petto. La convinzione di poter vincere, la consapevolezza che viene dall’aver già vinto, è ben altro carburante rispetto alla “speranza” di poter vincere. Sono una squadra di campioni NBA, i vari Irving e Love non hanno più gap di esperienza da colmare.

-Hanno il miglior giocatore del mondo a roster, LeBron Raymond James. Questa è la prima stagione dove davvero non leggo e non sento discussioni al riguardo. Ha messo d’accordo tutti.

-Per la prima volta in carriera un compagno di squadra di LBJ segna più di lui. Irving viaggia infatti al massimo in carriera per punti segnati (24,5 a partita), mentre James si può permettere il career-low (viaggia a 24 di media comunque). Solo nella sua stagione da rookie ha fatto peggio.          (al momento della stesura i Cavaliers non avevano ancora affrontato Charlotte ndr)

-I Cavaliers hanno aggiunto al roster dello scorso anno un Top 20 della lega. Kevin Love è a tutti gli effetti un nuovo acquisto infatti. Viene facile dimenticarlo oggi, ma di attriti pesanti ve ne sono stati negli ultimi due anni, specialmente con LBJ. Love ha sofferto molto nel nuovo ruolo di “terzo violino” della squadra. Oggi invece è un altro giocatore e le stats sono lì a dimostrarlo (21,5 per lui a partita, contro i 16 dello scorso anno). Tra le altre cose, è il miglior giocatore della Lega per punti segnati nel primo quarto, questo dimostra quanto i compagni lo cerchino già dall’inizio delle partite quanto lui si faccia trovare pronto.

-LeBron James non sembra essersi mai divertito tanto a smazzare assist (9 di media). Perché come abbiamo appena sottolineato, sia Love che Irving sono ora in grado di prendersi le giuste responsabilità offensive.

-Dopo le scorse Finals, i comprimari non sono più “scommesse” ma hanno raggiunto lo status di certezze assolute. Thompson e Jr Smith su tutti, senza dimenticare Shumpert e Jefferson.

-Ad Est la corsa verso i playoff promette di essere più incerta che ad Ovest, certo è che ai piani alti i Cavaliers sembrano aver già scavato il solco con le altre. I Raptors sono una ottima squadra e sembrano gli avversari più attrezzati, però sono già 0-3 contro Cleveland in stagione.

-Prima abbiamo accennato anche ad alcuni attriti tra compagni di squadra lo scorso anno. Oggi sembrano essere un ottimo gruppo, che si diverte. Il “water bottle flip challenge” a partita ancora in corso contro i Knicks lo dimostra.

-Hanno un ottimo coach. Checchè se ne dica, Tyronn Lue ha cambiato radicalmente il gioco dei Cavs da quando è arrivato, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

-Ultimo ma non ultimo, con il cambio al timone sono diventati una delle squadre più mortifere del pianeta da oltre l’arco dei 3 punti. Anche i profili dei giocatori che arrivano dal mercato confermano questa tendenza. Sono stati battuti anche alcuni record negli ultimi mesi, tra playoff e regular.

Perché No

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-Se è vero che la squadra sembra avere più consapevolezza dello scorso anno e che Love e Irving sono sugli scudi, è anche vero che senza LeBron James non si vince. Cavaliers quasi sempre sconfitti nelle ultime 3 stagioni quando il Re non gioca. C’è da lavorare.

-Panchina corta. Al netto di infortuni e DNP particolari, le rotazioni dei Cavs sono fondamentalmente standard. Gli unici giocatori che con continuità escono dalla panchina ed entrano in campo nel primo Quarto di gioco sono due: Shumpert e Jefferson. A seconda di come va la partita e di qual è l’avversario, nel secondo Quarto a loro due si aggiungono Frye, uno tra LeBron e Love, ed un ultimo giocatore che, nei fatti, è ancora un rebus. Nella testa della dirigenza avrebbe dovuto essere Dunleavy, ma le sue prestazioni son state finora deludenti. È stato provato quindi McRae, poi Felder ha avuto le sue chance, addirittura Andersen. Ora Liggins sembrerebbe aver scalato posizioni. Fatto sta che i giocatori che dall’inizio della stagione ad oggi hanno visto il campo con continuità e sono sicuri del loro ruolo in squadra (al netto di infortuni e DNP) sono solo 8. LBJ, Irving, Love, Smith, Thompson, Jefferson, Shumpert e Frye.

-Per quanto appena detto, non sono mancate le partite in cui i “big 3” hanno dovuto fare gli straordinari. Il Re ha superato i 40 minuti in campo in alcune occasioni. Troppo.

-Dellavedova non è stato ancora sostituito. Sempre riallacciandomi al discorso che facevamo più su, il “nono uomo” di cui la rotazione dei Cavs è orfana doveva essere Mo Williams. Il giocatore si è ritirato questa estate, ma figura ancora a roster. Felder non sembra essere ancora pronto, si vocifera addirittura di pescare Quinn Cook dalla D-League. Manca un back-up di Irving comunque, qualcosa andrà fatto. Anche se imbastire trade senza perdere giocatori importanti non è semplice.

-La squadra dà la sensazione di essere più convinta dello scorso anno, ma anche di staccare la spina con più facilità. Sono già troppe le partite chiuse dopo 3 Quarti con vantaggi consistenti (10, 15, addirittura 20+ punti) poi vinte soffrendo più del necessario. Alcune sconfitte poi, quella con i Bucks su tutte, lasciano perplessi sulla reale maturità della squadra. Se il tuo coach durante la partita cambia i 5 giocatori in campo tutti assieme non è un buon segno.

-Abbiamo già sfiorato l’argomento, il mercato è stato deludente. Rinunciare a Mozgov e sostituirlo con Andersen ha senso, il russo è sicuramente in un momento diverso della carriera ed è più affidabile, ma era comunque fuori dalle rotazioni. Meglio liberare spazio. L’addio di Dellavedova e il ritiro di Mo Williams invece come abbiamo visto stanno condizionando i Cavs, manca un vice-Irving. Dunleavy sembrava essere potenzialmente una buona mossa, ma statistiche alla mano non ha mai giocato peggio in carriera (nemmeno da rookie) ed è stato scavalcato nelle rotazioni. Parlando di rookie o comunque di giocatori giovani, Felder e McRae sembrano avere un discreto futuro davanti. Liggins sta però approfittando della loro inesperienza e della deludente stagione di Dunleavy per ritagliarsi il suo spazio in rotazione, e sta meritando. Non erano certamente questi i piani della dirigenza, Liggins è comunque una piacevole sorpresa per i Cavaliers.

Quindi?

I Cavaliers sembrano avere tutte le possibilità di arrivare ancora a giocarsi il titolo alle Finals. Non sembrano esistere alternative credibili ad Est. È indubbio però come qualche modifica al roster paia necessaria, alcuni cali di tensione vanno eliminati. Il Repeat è possibile, a Cleveland ci credono.

Dimitri Lazzari

Dimitri Lazzari

Nato a Dolo (VE) il 17/07/’87, non ama parlare di se stesso in terza persona, quindi non lo farò. Mi piace scrivere e la scrittura creativa in particolare, mi piace la pallacanestro e la NBA in particolare, per forza di cose mi piacissimo unire le due passioni e scrivere di pallacanestro e aggiungere “in particolare” alla fine delle frasi. La possibilità di poter discutere e di potermi confrontare con altri appassionati mi esalta. Nel basket, come nella vita, ho una predilezione particolare per gli “underdog”, gli sfavoriti. Il primo vero amore cestistico non poteva che essere Allen Iverson quindi. Anche io ho studiato delle cose, vissuto delle altre cose e lavorato da qualche parte.

 

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