859058956-jpg-0

Butler a Phila: non proprio lo scambio del secolo!

Lo scambio ideale è quello che migliora entrambe le franchigie coinvolte.

Per fare un esempio amarcord, a fine anni 80 i Bulls avevano 2 ali grandi da quintetto (Oakley e Orazio Grant) e nessun centro degno di questo nome, mentre i Knicks mancavano di ali grandi, ma avevano 2 centri (Ewing e Cartwright) a pestarsi i piedi. Lo scambio che ha portato Mr Bruise a NY e il vecchio Cartwright e le sue braccione a Windcity ha beneficiato quindi entrambe.

Uno scambio accettabile ne beneficia almeno una delle due. Come esempio positivo pensate pure ad un qualunque scambio fatto da Danny Ainge, come esempio negativo una qualsiasi transazione orchestrata dai Kings negli ultimi 15 anni.

Quello che però non dovrebbe succedere è quello scambio dal quale entrambe le squadre escono peggiorate; a volte capita lo stesso …

Lo scambio

I 76ers cedono Saric, Covington e una seconda scelta del 2022 e ricevono in cambio dai Wolves Jimmy Butler.

Il perchè

Ormai credo lo sappiano tutti, ma facciamo un brevissimo ripasso.

Dopo essere stato portato a Minnie da Thibs, nel suo disperato tentativo di ricreare i Bulls 2.0, e dopo un primo anno di apparenti buoni risultati, con i Wolves che tornano ai PO dopo 15 anni di assenza, cominciano a filtrare le prime indiscrezioni secondo le quali Butler vuole lasciare le città gemelle. Il motivo è che non sopporta i suoi compagni di squadra, Wiggins in primis (come dargli torto), ma anche Towns (e qui anche Zach Lowe gli ha dato dell’imbecille, perchè il KAT sarà quel che sarà, ma un fit migliore di lui per contare nell’NBA è difficile trovarlo per Butler). Seguono una serie di azioni del nostro Jimmy il Fenomeno tra il bambinesco e il criminale, con allenamenti saltati, dichiarazioni prima dell’entourage e poi di lui stesso, il media day saltato, il tifo per le squadre avversarie mentre i suoi perdono: insomma, una porcheria via l’altra.

La proprietà vorrebbe cederlo, ma Thibodeau piuttosto che privarsi del suo giocatore feticcio si taglierebbe una mano, e fa finta di non capire la situazione.

Nel mentre di tutti questi siparietti precipita drammaticamente il valore di mercato di Butler, non più giovanissimo, ormai conclamata testina di vitello, e con contratto in scadenza a fine anno.

Il risultato: lato Minnie

In sintesi i Wolves perdono Butler per due solidi giocatori da quintetto. In realtà è un po’ peggio di così. Butler, pur con le sue lune, è un top 10 NBA, e questo tipo di giocatori non è proprio facile averli (anche statisticamente, visto che le squadre sono 30, e che per buffi motivi di karma, 4 di loro giocano oggi nella stessa squadra). In sostanza loro sostituiscono Butler con Saric (e qui mi sento di dire che ci perdono, senza timore di smentita) e ottengono Covington da schierare al posto di Gibson: peccato che Gibson sia circa lo stesso tipo di giocatore (difensore tosto, non impegna in attacco, e ultimamente ha cominciato anche ad essere decoroso da fuori), magari un po’ meno forte, ma evidentemente un pretoriano del coach. Insomma il bilancio è di un clamoroso peggioramento in ala piccola e di un leggero miglioramento (con però problemi al seguito) in ala grande.

Minnie giocherà meglio: senza dubbio.

Sarà più forte? Assolutamente no.

E’ chiaro che fare il paragone con la squadra dell’anno scorso, quella giovane e in crescita con voglia di vincere e ottime prospettive non esisteva già più (per scelta di Butler), e quindi il paragone con quella non è corretto. Ma non lo è nemmeno con la squadra vista in questo mese: quando risolvi una situazione critica di spogliatoio, di solito c’è una reazione positiva della squadra, quindi mi aspetto che le cose vadano meglio. E del resto fare meglio di quanto visto fin qui non è decisamente difficile.

Però a questo punto in Minnesota si ritrovano drammaticamente mediocri e con come uniche possibilità di uscita i miglioramenti sensibili di KAT (può starci) e Wiggins (Auguri!). Sono troppo forti per tankare e prendere buone scelte. Hanno perso nello scambio per Butler Dunn e (potenzialmente) Markkanen come giovani da sviluppare. Hanno una situazione salariale abbastanza blindata. Hanno una situazione societaria da burletta.

E, ciliegina sulla torta, mi permetto di fare questa considerazione:

Butler è quello che è, e ce lo siamo detti. Però la sua visione del basket, pur annebbiata da un carattere difficile e scarsa percezione della realtà, è: in campo (e in allenamento) dai tutto quello che hai, cerchi disperatamente e ossessivamente di migliorarti, ti impegni e ti concentri fino all’ultima stilla di sudore per ottenere il tuo risultato. Ecco, questa visione della pallacanestro, non proprio da buttare via, esce sconfitta da questo scambio, la società ha “scelto” (non che avesse grosse alternative) quella dei 2 bamboccioni viziati, baciati dal talento, che si impegnano poco, non cercano di migliorarsi, non si impegnano, specie in difesa.

Tanti auguri a Thibodeau, per spiegare in quello spogliatoio che sì, Butler ha sbagliato, però in fondo in fondo così torto non aveva …

Il risultato: lato Phila

In sede di preview dicevo: bravi questi Sixers: si sono accorti che, non ostante il trono di James ad est sia rimasto vacante, sia Boston (ammesso che reinizi a metterla nel canestro ogni tanto…) che Toronto (ma quanto stanno giocando bene?!) gli erano decisamente superiori, e hanno deciso di dedicare questa stagione al pieno recupero psicologico e tecnico di Fultz, anche a dispetto dei risultati immediati.

Non ho fatto a tempo a finire la frase che a Philly si portano in casa il più grosso generatore di pressione dai tempi di Kobe Bryant.

Per farlo rinunciano a 2 giocatori perfettamente funzionali e inseriti nel progetto tecnico in divenire. Soprattutto Covington era il compagno di reparto ideale per Embiid: capace di switchare su ogni attaccante in difesa, capace di allargare il campo con il suo tiro da fuori, buon QI cestistico, non rompe le scatole per toccare spesso la palla: insomma, perfetto.

Butler per Saric è ovviamente un upgrade (anche se poi 2 considerazioni su questo le facciamo), ma la sostituzione di Covington in quintetto non è semplice: si può andare dal fake starter con Amir Johnson, l’usato sicuro, fino a Muscala (decisamente più inesperto e ai limiti dell’irrilevanza), ma alla fine il quintetto vero più probabile dovrebbe prevedere lo shift di Simmons, che passerebbe da playmaker ad ala grande senza passare dal via, e al ritorno in quintetto di Reddick.

Neanche malissimo, ad essere sinceri, ma vuole dire un cambio a 360° del progetto tecnico seguito fin qui. Con il quintetto pre-scambio Phila aveva sempre un vantaggio in termini di altezza/dimesioni sui pariruolo avversari, puntando sia in attacco che in difesa su questa caratteristica.

Col nuovo quintetto invece sarebbe sottodimensionata nelle posizioni da 1 a 4, con la necessaria rivoluzione copernicana sul modo di giocare che questo si porta dietro.

Inoltre, anche questo quintetto piccolo qualche dubbio lo desta: se sei piccolo devi correre e tirare tanto da fuori: avendo Simmons e Fultz il tiro da fuori va malissimo (e comunque anche per Butler, pur incredibilmente migliorato, non è proprio il suo pane e burro), ma anche correre non sembra proprio nel DNA di questa squadra: ammesso che abbia successo il processo di conversione di Markelle da play a esterno che si muove senza palla, sia Simmons che Butler vogliono palla in mano, palleggiano molto e tendono a fermare il gioco; la convivenza tra i 2 è quindi tutt’altro che scontata. Forse abbiamo ancora tutti troppo nella memoria i ricordi di Butler ai tempi dei Bulls, quando la stella della squadra era Rose e lui ricavava i suoi punti dalla spazzatura: recuperi, tagli, rimbalzi offensivi, giocare negli spazi lasciati dai compagni: oggi invece l’ex Wolves è una stella NBA di prima grandezza, che vuole i propri palloni, tocchi, spazi, tiri. E che ha una visione di sè non proprio lucida …

Quindi, per concludere, è chiaro che complessivamente Phila è migliorata, ma il miglioramento mi sembra minimale (nel mio personale ranking dell’est rimane saldamente dietro Boston e Toronto, e a questo punto bisogna porsi anche il problema di dove collocare i Bucks), e soprattutto è costato parecchio: lo sviluppo di Fultz è a rischio, la direzione tecnica molto più confusa, e poi non dimentichiamo gli aspetti salariali e di prospettiva:

Covington costava circa 10mln all’anno, ed era già saldamente sotto contratto per i prossimi 4 anni. Saric era ancora nel contratto da Rookie, ancora per un anno dopo questo, per 2,5mln.

Butler invece quest’estate chiamerà un pluriennale da almeno 40 milioni, che sommati ai 30 (a tendere) già sottoscritti da Embiid, renderà molto complicato l’imprescindibile rinnovo di Simmons tra 2 anni, problema che con il modesto contratto di Covington non si sarebbe presentato.

Quindi quest’estate, certo con 10 mesi alle spalle per valutarlo, i Sixers dovranno porsi il problema di cosa fare da grandi, se legarsi mani e piedi a Butler (ammesso che lui voglia restare), o se lasciarlo andare in cambio di niente, dopo aver lasciato andare per averlo alcuni degli assets che avevano raccolto. Insomma, tanti anni a ingoiare amaro per ricostruire la squadra, rischiano ora di ritrovarsi con la sensazione di aver buttato tutto per non aver saputo avere ancora un po’ di pazienza…

Mi permetto anche di evidenziare un ultimo possibile punto di attenzione: Simmons e Embiid come atteggiamento non sono Towns e Wiggins, ok. Però, data la visione della vita un attimo … estrema di Butler, come pensate che la prenderà quando Gioele salterà un po’ di partite, magari in back to back, per preservare il fisico fragile? La vedrà bene, lui che, neanche fosse uno spartano di 300, ritiene che “se puoi respirare, puoi giocare”. O lui che si è costruito da 0, senza talento, lavorando duro in palestra, come prenderà la totale incapacità di Simmons di lavorare sul proprio tiro per estendere il proprio raggio di azione oltre i 20cm? E la durezza mentale di Markelle? Felice?

Tanti auguri e buon anno!

Vae Victis

Carlo Torriani

Carlo Torriani

Colpito a tradimento dal virus della palla arancione nel lontano ’92, quando sono rimasto folgorato vedendo giocare il ragioniere di Spokane (John Stockton, per chi colpevolmente non lo sapesse), da allora non sono più riuscito a disintossicarmi, e sono diventato un NBA addicted. Mi diletto maniacalmente anche nella pallacanestro giocata, con risultati che di rado superano la soglia del dilettantismo spinto. Ah, ho anche un lavoro vero (per quanto lo possa essere un’occupazione nell’informatica), ma quello è meno interessante... Sposato e con 2 figli, il primo già sapientemente instradato sulla via della palla cesto.

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Editore ENBIEILAIF - Nacho Symbolic Associazione Culturale
P.IVA - COD. FISC. 03383520545
Direttore Responsabile testata on line: Luca Fiorucci
Server Provider: Aruba
Registro Stampa Tribunale di Perugia N°9 27/05/14
Email: info@nbalife.it

© 2018 Copyright NbaLife.it, tutti i diritti riservati