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Buddy Hield: Bahamian Sniper

NCAA TOURNAMENTNome: Chavano Rainier “Buddy”

Cognome: Hield

Città d’origine: Freeport, Bahamas

Età: 23 (17 Dicembre 1993)

College: Oklahoma

Altezza: 193 cm

Peso: 97 kg

Ruolo: Guardia tiratrice

Draft 2016: 6^ scelta assoluta

Bio

Caspita se fa caldo a Freeport, nelle Bahamas! A Dicembre, in uno dei mesi più “freddi”, le temperature minime non scendono sotto i 17 gradi centigradi, 17 che è anche il giorno in cui nasce il piccolo Chavano, che verrà sempre chiamato Buddy da tutti, dopo che la madre, Jackie Braynen, sentì questo nome in una sit-com. Quinto di sette figli, dimostra già da piccolo una certa propensione per la palla a spicchi, che gli è valsa la nomina da parte di un giornale nazionale come miglior giocatore di basket all’ottavo grado di scuola, la nostra terza media per intenderci. Il primo anno di superiori lo frequenta sempre nelle Bahamas, presso la Jack Hayward High School, che riesce a portare al titolo nazionale con una serie di prestazioni di altissimo livello, che comprendono un buzzer beater che regala al team la vittoria di un secondo campionato minore delle Bahamas. Grazie a queste portentose prestazioni viene selezionato nell’All Bahamian Selection. I seguenti anni da liceale li passa alla Sunrise Christian Academy di Bel Aire, vicino Wichita, nello stato americano del Kansas, il quale stato, pochi anni più tardi, lo richederà anche da più grande, nei Jayhawks. Nell’anno da junior porta la squadra alla vittoria del National Association of Christian Athletes national championship, del quale viene nominato anche MVP, e nella stagione 2011-12, l’anno da senior, in 21 minuti di media per partita produce quasi 23 punti con una percentuale al tiro del 49%.

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Come scritto prima, arriva la chiamata dai Kansas Jayhawks, ma Buddy Hield resiste al blasone di questa squadra e sceglie un’altra meta, giusto un po’ più a sud, nello stato dell’Oklahoma, e quindi i Sooners sono la squadra per la quale Hield gioca dal 2012 al 2016. L’anno da freshman è definibile come un anno di transizione, poichè di media tiene “solo” 8 punti per partita, con percentuali abbastanza basse, come il 40% scarso al tiro e il 24% da tre. Le gare giocate sono 27, mentre quelle partendo dal quintetto nemmeno la metà, solo 13. Al giovane queste prestazioni non piacciono, come non piacciono neanche ai coach e ai tifosi, per questo si rifà l’anno dopo, quello da sophomore, dove gioca 33 partite partendo, ovviamente, in tutte, dal quintetto; raddoppia i punti realizzati, che diventano 16.5 di media, ma aumentano anche le percentuali al tiro, 44% dal campo e 38% da tre. In questi due anni i Sooners si qualificano anche per il torneo NCAA, uscendo però sconfitti sempre al secondo round. Tra l’estate del secondo e del terzo anno, inoltre, Buddy si allena sia per migliorare la difesa, che per affinare la sua già letale precisione dal perimetro. L’anno da junior prosegue, seppur con qualche calo nelle percentuali, con il graduale miglioramento del giocatore, che chiuderà la stagione con 35 partite giocate, ormai scrivere che è titolare in tutte è ridondante, con 17.4 punti per partita , con tanto di immissione al Big 12 First team e vittoria del premio di MVP della stessa conference, premi che vincerà anche nell’anno da senior, e partecipazione alla sweet sixteen, ossia gli “ottavi di finale” del torneo NCAA. Nonostante un piccolo pensierino ad un eventuale salto tra i grandi dell’NBA decide di rimanere ancora un altro anno, per concludere in bellezza il percorso avviato tre anni prima. E per “concludere in bellezza” il ragazzo intende: “Ora dimostro a tutti il mio reale potenziale, mi prendo la squadra sulle spalle e la porto alle Final Four“. Le statistiche parlano abbastanza chiaro: medie spaventose, 25 punti a partita, secondo miglior realizzatore all-time della squadra con 2291 punti, 50,1% al tiro e 45.7% dall’arco. Un cecchino. Oltre ai premi sovracitati ci sono il John R. Wooden Award, il Naismith College Player of the Year e l’Oscar Robertson Trophy, conditi da altri infiniti premi minori. Ciliegina sulla torta, partecipazione alle Final Four, dove escono sconfitti, senza troppi rimpianti, contro i vincitori di quell’anno, i Villanova Wildcats.

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Stavolta il draft è d’obbligo, per questo il 23 Giugno 2016 si presenta al Barclays Center di Brooklyn, dove non dovrà aspettare molto per sapere la franchigia che lo sceglierà, ossia i Pelicans di Davis alla sesta chiamata del primo turno, ovviamente. In Summer League gioca cinque partite e mantiene 16.8 punti, 5.4 rimbalzi e 3.8 assist per partita. In regular season gioca circa 20 minuti per gara, tirando col 38% dal campo e col 36% da tre, con una media di 8.5 punti a partita. Il suo massimo di punti attuale è di 21, con cinque triple messe a segno, nella gara del 15 Dicembre contro i Pacers. Il mese di Dicembre lo vede inoltre incoronato come miglior rookie del mese, con una percentuale dall’arco del 47.8%.

Scheda tecnica

Partirò dai difetti, è sempre meglio partire dai difetti. Il passaggio è uno dei fondamentali, a mio modesto parere, più importanti di questo gioco, senz’ombra di dubbio, e a Buddy pecca di altruismo, infatti ha una media di 2 assistenze con 3 turnovers a partita, ma ce ne sono di superstars non dotate di questa qualità, anche nella posizione di guardia tiratrice. DeRozan, guardia con uno stile di gioco molto differente da Hield, ha alla sua ottava stagione NBA 2.4 palle perse e 4 assist a partita. Ce ne sono di persone che criticano il ragazzo proprio per la sua scarsa visione di gioco, ma il giovane sa come rimediare in altri ambiti. Seconda pecca è quella dell’età, ritenuta da alcuni abbastanza elevata, ma voglio spezzare una lancia in favore del giocatore, che ha preferito rimanere un altro anno e finire un percorso di formazione piuttosto che buttarsi a capofitto in una lega dove molte meteore non sono ancora esplose, nonostante le enormi aspettative che si è posta non poca gente, Ingram un nome a caso, D’Angelo Russell altro nome a caso. Tra i difetti ci metto anche l’altezza, 193 centimetri per una guardia è poco, ma si sono già viste guardie “basse” ma che hanno comunque reso.

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Pregi, e che pregi. Tiratore dal perimetro letale, micidiale, fenomenale, con un raggio di tiro anche molto esteso, ricorda un pò Curry. Sa uscire dal blocco e lasciar andare dei cioccolatini alla Klay Thompson, ma è capace di prendersi il tiro dal palleggio alla Irving, ma più che altro dal punto di vista della realizzazione in generale è una semi-sicurezza sotto praticamente tutti gli aspetti. Un’altra caratteristica importante è l’etica del lavoro del ragazzo, passare dal 24% al 45% nel tiro da tre punti nei suoi 4 anni da college non è da tutti, anche perchè senza allenamenti non si va lontanissimo, salvo casi straordinari. Per quanto riguarda il carattere, Hield non si spaventa di fronte a niente, è stato il primo terminale offensivo dei Sooners, soprattutto nell’anno da senior, ed essere riuscito a portare la squadra alle Final Four non è impresa da tutti, e quando la palla scotta e non si sa a chi darla, Buddy non si tira mai, e dico mai, indietro. Quel buzzer beater, seppur al primo anno di superiori, ne è un chiaro esempio. Certo, era al primo anno di liceo, ma il buongiorno, come si suol dire, si vede dal mattino, e il mattino del ragazzo di Freeport è sempre soleggiato.

In breve: Tiro da 3, carattere ed etica del lavoro daranno i loro frutti, ne sono certo.

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Francesco Cavallo

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo, 21 anni, Roma. Ex-studente di liceo classico, attualmente studente di Informatica alla Sapienza. Non tifo nessuna squadra, ma mi piace vedere il bel gioco. Amore platonico per LeBron James, per il playmaking e per i passaggi di Jason Williams. Citazioni preferite: "Limits, like fears, are often just an illusion" e "Il grande attacco dà spettacolo e porta tifosi al palazzetto, ma la grande difesa fa vincere i campionati"

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