dpy8eqzx4aa7ixk

5 Questions to: Mattia Acunzo

Ritorna 5 Questions to e ritorna con uno spirito nuovo, rivolto al futuro e alla voglia di emergere dei ragazzi italiani. Il salotto più chiacchierato della redazione riapre i battenti per dar voce al talento della nostra terra trapiantato oltreoceano ed è proprio per questo che do il benvenuto a Mattia Acunzo. Nessuna premessa, passiamo subito alle domande che ci permetteranno di scoprire chi è, da dove viene e dove è destinato ad arrivare  Mattia.

1)      Caserta, patria della Juve, terra di conquista del leggendario Oscar Schmidt, trampolino di lancio per Nando Gentile e Enzo Esposito. Quanto ha influito l’aura della Juve sulla tua passione per il basket e che ruolo ha avuto papà Claudio nell’indirizzare le tue scelte?

Papà è stata e continua ad essere la più grande influenza, sia nel basket che nell’aspetto più importante: la vita di tutti i giorni. Da neonato mamma mi portava sempre al PalaMaggiò a vedere le partite di papà, e anche se ormai si è ritirato, per me è lui il mio idolo è il “role model” da seguire. Insomma, lui è stata la mia più grande influenza.

2)      Abbiamo parlato di papà. Ma la mamma, sarda, ti ha trapiantato nella Terra dei Giganti dando il via ad una girandola di trasferimenti che ti hanno visto raggiungere, dapprima Moncalieri e poi Siena. Raccontaci la tua esperienza a livello giovanile in Italia e soprattutto, spiega ai tuoi giovani colleghi cosa significa lasciar tutto e partire all’inseguimento di un sogno.

 È stata una decisione difficile, abbiamo analizzato tutto con la mia famiglia e abbiamo preso la decisione di partire per gli Stati Uniti d’America. Fondamentale furono le parole di papà che mi aiutò in quei momenti. La scelta era tosta, anche perché l’anno prima ero a Siena e venivo da un ottima stagione. Le giovanili italiane mi hanno dato tanto, ma ho deciso di prendere una strada diversa nella mia carriera per continuare il mio processo di crescita.

3)      Fatale fu… l’estate trascorsa negli Stati Uniti. Come sei arrivato a prendere la decisione drastica di oltrepassare l’Atlantico? Che differenze hai trovato fra il basket giovanile in Italia e quello conosciuto alla Kennedy Catholic High School?

 Presi la decisione perché quell’ estate ottenni subito la mia prima Division 1 Scholarship da Canisius. Da lì è stato un “no brainer” e decisi di partire. Kennedy Catholic mi ha dato tantissimo in questi due anni. L’inizio è stato tosto perché dovevo imparare la lingua e adattarmi al nuovo stile di gioco, ma una volta superato il primo step, posso dire che sono stati due anni pieni di successo. Le differenze sono che in America il gioco è più libero e veloce, ci sono meno schemi e si lascia più sfogo al talento. Soprattutto si è sotto i riflettori sin da piccoli in quanto qui si da tantissima importanza al basket liceale, in campo e fuori, cosa che si fa molto meno in Italia.

dpy8eq3wkaalzqk

4)      Le prestazioni in Pennsylvania ti sono valse diverse chiamate a livello di College Basket. Perché i Rockets di Toledo? Come valuti l’approccio al basket collegiale d’oltreoceano? E soprattutto,  qual è l’obiettivo di questa prima stagione in Ohio?

Si ho avuto 20 Scholarship e la scelta è stata difficile, ma dopo aver analizzato il tutto con la mia famiglia, e con l’aiuto dei miei coach, ho deciso che Toledo fosse la scelta migliore. È stato un salto di qualità importante, di sicuro c’è tanto lavoro da fare, specie a livello fisico, ma ci stiamo lavorando

5)      Ultima domanda. Sai che qui parliamo per lo più di Basket NBA quindi ti chiedo se ti rivedi in qualche giocatore che ha calcato i parquet più famosi della Lega. Hai un punto di riferimento, un modello da seguire, un giocatore che vorresti emulare? Insomma, dove e con quali caratteristiche tecniche vedi Mattia Acunzo fra dieci anni?

Non ho un giocatore preferito, vorrei essere la miglior versione possibile di Mattia, se non di più. Se proprio ti devo dare un nome dico Luka Doncic. Nei miei due anni liceali tanti allenatori mi hanno comparato a lui, anche se, per arrivare a quel livello, c’è tanto lavoro da fare di sicuro.

Si conclude qui la chiacchierata con Mattia Acunzo e, nell’augurargli di raggiungere tutti i suoi obiettivi e di realizzare nel futuro anche i nostri di tifosi della Nazionale italiana, vi invito a seguire la sua avventura oltreoceano e a non perdervi le prossime puntate di 5 Questions to.

dszsnsexcaastbo

Francesco Rivano

Francesco Rivano

Nato il 12/11/1980 a Iglesias, nel profondo Sud della Sardegna e cresciuto a Carloforte, mi sono laureato in Economia e Commercio nel 2007 trovando successivamente un impiego nell'ambito della gestione contabile. Calciatore e calciofilo fin da tenera età ho militato nella squadra del mio paese per 15 anni. Nel 2000 sono stato folgorato come Paolo sulla via di Damasco e mi sono convertito al basket. Il mio personalissimo Messia ha un nome e un cognome: Allen Iverson. Attualmente mi occupo di intermediazione immobiliare ma la più grande passione rimane la palla a spicchi color arancio e narrare le vicende della NBA e dei suoi protagonisti è la mia massima espressione di libertà e divertimento.

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Editore ENBIEILAIF - Nacho Symbolic Associazione Culturale
P.IVA - COD. FISC. 03383520545
Direttore Responsabile testata on line: Luca Fiorucci
Server Provider: Aruba
Registro Stampa Tribunale di Perugia N°9 27/05/14
Email: info@nbalife.it

© 2019 Copyright NbaLife.it, tutti i diritti riservati