NBA: Playoffs-Orlando Magic at Toronto Raptors

1st Round in Review: Raptors – Magic

E su ditelo, non vergognatevi. Se vi può far star sereni vi confesso di aver vacillato pure io. Per un attimo, dopo Gara 1, ho pensato “vuoi vedere che anche quest’anno i Raptors si scioglieranno come neve al sole non appena inizierà a soffiare il vento torrido della Post Season?”. E invece pronostico rispettato. Se avete avuto modo di leggere le sarcastiche previsioni imbastite con i colleghi redattori, avrete notato che la mia aspettativa è stata 4-1 pro Raptors. Non 4-0, perché di Toronto ai Playoffs c’è poco da fidarsi, ma due partite vinte dai Magic sarebbero state uno sproposito anche per il più ottimista dei tifosi di Orlando. Insomma, per i Raptors continua il cammino verso l’agognato titolo della Eastern Conference da contendersi con le altre 3 regine dell’Atlantico: i Sixers, avversari al prossimo turno, Bucks e Boston, protagoniste di una serie che si preannuncia molto interessante.

Dando un’occhiata a quanto era accaduto durante la Regular Season lo scenario poteva destare sospetti: le due franchigie si sono spartite la posta in palio vincendo due gare ciascuno espugnando, una volta per parte, il parquet nemico. Addirittura, allargando il focus sugli scontri del passato in Post Season, si sarebbe potuto pensare di puntare qualche Euro sui Magic: infatti l’unico riferimento riscontrabile è il primo round della Eastern Conference del 2008 nel quale i Magic, allora con la testa di serie numero 3, si sbarazzarono dei Raptors con un agevole 4 a 1.

Ma la realtà dei fatti ha detto tutt’altro e ha rispettato le attese. Gara 1 è stato un fuoco di paglia, il frutto di un caso, la sorpresa che non ti aspetti. I Magic, arrivati ai playoffs lottando fino all’ultima gara, hanno colto di sorpresa Lowry (0 su 7 al tiro e ennesima sconfitta nella gara di apertura di una serie) e compagni con una prestazione sorprendente in fase difensiva. “Galeotto fu…” l’exploit dell’insospettabile D.J. Augustin, capace di mettere a referto 25 punti e di mandare a bersaglio 4 triple su 5 tentativi.

gasol-vs-vucevic

Gara 2 è servita a ristabilire le gerarchie nella serie e a dimostrare il perché i Raptors hanno chiuso la Regular Season con il secondo miglior record della Eastern Conference. Un dominio assoluto dalla palla a due fino alla sirena con un Kyle Lowry formato Regular Season e un Kawhi Leonard sugli scudi, pronto a dimostrare che, con lui in Canada, la musica potrebbe cambiare da qui a fine maggio/primi di giugno. Tirato un sospiro di sollievo e riequilibrata la serie, i Raptors si sono sciolti e non si sono più guardati indietro. I due episodi disputatisi in Florida sono volati via in amministrazione controllata per i ragazzi di Nick Nurse. Anche se Gara 3, che ha ristabilito il fattore campo acquisito in RS dai Raptors, ha visto solo 5 punti di scarto tra le due squadre, Toronto non hanno mai dato l’impressione di poter andar sotto contro i Magic; sono bastati il primo e il terzo quarto ad alti livelli per garantire quella dote di punti necessaria a tenere a bada l’orgoglio Magic uscito fuori solamente nell’ultimo periodo di gioco. Mattatore di serata è stato uno dei principali indiziati alla carica di Most Improved Player della stagione 2018/2019, quel Pascal Siakam in grado di produrre una partita da 30 punti e 11 rimbalzi. Gara 4 invece è stata senza appello per la squadra di Coach Clifford e, l’accelerata nel secondo quarto, condita dai 34 punti a fine gara di Leonard, è stata decisiva per stemperare i bollori della tifoseria di Orlando speranzosa di allungare la serie dopo l’entusiasmante vittoria di Gara 1. Gara 5 , con la serie tornata in Canada,è andata esattamente come doveva andare, una colata di cemento sui Magic ormai remissivi, messi subito con la testa sott’acqua da una partenza sprint di Kyle Lowry e una vitalità Raptors incontenibile. Prima volta nella storia che i Raptors vincono 4 partite in fila nei PO e passaggio del turno assicurato.

Cosa riserva il futuro per le due franchigie? Per i Magic l’obiettivo sarà quello di puntare a migliorarsi ancora per trovare, nel futuro, un posto di rilievo nella sempre più combattuta ed equilibrata Eastern Conference. Il core giovane non manca: Isaac, Iwundu, Birch ma soprattutto Mo Bamba che ha già dimostrato, prima dell’infortunio che lo ha costretto a saltare l’ultima parte di stagione, di aver basi importanti e margini di miglioramento notevoli e la scommessa Markelle Fultz, arrivato via trade dai Sixers, che vorrà riscattare l’etichetta di “prima scelta assoluta sprecata” già a partire dalla prossima off-season. Se Aaron Gordon proseguirà nel suo percorso di crescita e maturità cestistica, il bivio dei Magic sarà la Free Agency di Nikola Vucevic: rifirmando il fresco All-Star montenegrino, Orlando avrà a disposizione uno dei centri più solidi della lega attorno al quale far ruotare l’intero programma di sviluppo targato Magic.

os-sp-magic-raptors-0420

Per Toronto il futuro è adesso. I Sixers sono alle porte, più caldi e agguerriti che mai dopo aver vinto 4 a 1 una serie spigolosa e fisica contro i ragazzacci di Brooklyn. Servirà tutto il talento di Leonard, la solidità di Siakam, il 3&D del veterano Danny Green e l’apporto in termini di volume di gioco, prodotto dai due play maker della squadra: quello vero Kyle Lowry e quello mascherato Marc Gasol. Il primo dovrà garantire oltre al playmaking anche buone percentuali al tiro per allargare il campo e aprire la difesa avversaria per le penetrazioni di Leonard e Siakam; il secondo, un esimio professore nella metà campo offensiva, avrà l’arduo compito di arginare il potenziale enorme del centro avversario, quel Joel Embiid che, sui social, già pregusta di poter ambire al titolo con tanto di autocelebrazioni e sfottò vari ai diversi avversari. Nick Nurse dal canto suo potrà godere di una difesa efficiente e un apporto dalla panchina di assoluto livello. Il secondo quintetto dei Raptors, pur non raggiungendo il livello di eccellenza della scorsa stagione durante la quale triturava gli avversari ad ogni uscita, si alimenterà del fuoco agonistico di giocatori come Ibaka, VanVleet, Powell e saprà solcare un divario importante nei confronti dei pari ruolo avversari. Se infatti il quintetto dei Sixers può essere considerato uno dei migliori in assoluto della Lega, il materiale tecnico proveniente dalla panchina di Brett Brown lascia molti dubbi, soprattutto nell’ottica di una serie lunga e faticosa come si preannuncia quella fra Raptors e Sixers. Insomma, per i canadesi la fase semplice della stagione si è conclusa. Arriva adesso il momento di stabilire se l’edizione Toronto Raptors 2018/2019 sarà in grado di invertire definitivamente le tendenze delle scorse stagioni, magari anche per cercare, a Luglio, di convincere Kawhi che in fondo in fondo, nella Terra dei grandi laghi, non si sta poi così male.

Francesco Rivano

Francesco Rivano

Nato il 12/11/1980 a Iglesias, nel profondo Sud della Sardegna e cresciuto a Carloforte, mi sono laureato in Economia e Commercio nel 2007 trovando successivamente un impiego nell'ambito della gestione contabile. Calciatore e calciofilo fin da tenera età ho militato nella squadra del mio paese per 15 anni. Nel 2000 sono stato folgorato come Paolo sulla via di Damasco e mi sono convertito al basket. Il mio personalissimo Messia ha un nome e un cognome: Allen Iverson. Attualmente mi occupo di intermediazione immobiliare ma la più grande passione rimane la palla a spicchi color arancio e narrare le vicende della NBA e dei suoi protagonisti è la mia massima espressione di libertà e divertimento.

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Editore ENBIEILAIF - Nacho Symbolic Associazione Culturale
P.IVA - COD. FISC. 03383520545
Direttore Responsabile testata on line: Luca Fiorucci
Server Provider: Aruba
Registro Stampa Tribunale di Perugia N°9 27/05/14
Email: info@nbalife.it

© 2019 Copyright NbaLife.it, tutti i diritti riservati