Mountain Dew Kickstart Rising Stars Game 2018

Rising Stars Challenge: m’illumino di Bogdan

“Nel mezzo della notte tra 16 e 17 Febbraio
Mi ritrovai a vedere un Rising Star Challenge
Al quale la vera pallacanestro era sconosciuta”

A parte gli scherzi, siamo nuovamente qui, cari lettori, per parlare questa volta della partita delle “stelline” dell’NBA, quella in cui giocano i migliori rookies e sophomores della Lega. Come da qualche anno a questa parte a contendersi la vittoria sono la compagine patriottica, ossia quella formata da una selezione di statunitensi, il cosiddetto Team USA, e i migliori prospetti europei approdati in NBA, il Team World. Le due selezioni sono le seguenti:

Team USA

Guardie: Smith Jr, Mitchell, Fox, Dunn
Lunghi: Brown, Ingram, Collins, Kuzma, Tatum, Prince

Team World

Guardie: Bogdanovic, Hield, Murray, Ntilikina
Lunghi: Simmons, Sabonis, Saric, Markkanen, Embiid, Brooks

Alcuni -a dir la verità quasi tutti- di questi giocatori li abbiamo già trattati in analisi precedenti, tra quelle dello scorso anno ritroviamo Dunn, Brown, Hield, Murray e Sabonis, mentre quest’anno Fox, Simmons e Markkanen. Ciò sta a significare che questi giovincelli stanno proseguendo il loro percorso di crescita e non si sono persi per strada. Non ancora, almeno.

La partita

La domanda sorge spontanea, e possono confermarlo gli altri che hanno visto questa “partita”: quale partita? Effettivamente di pallacanestro se n’è visto veramente, ma veramente poco. Difesa non pervenuta, schiacciate su schiacciate, passaggi da una parte all’altra del campo, neanche un minimo di tattica o schemi, palle perse a iosa, triple da distanze irragionevoli, tra cui qualche mattonata terrificante ogni tanto, gara di schiacciate -finita veramente male- improvvisata a un minuto e mezzo dalla fine, a risultato già congelato. Chi si aspettava una partita di pallacanestro, ne è rimasto veramente deluso. Ma in fin dei conti, chi si aspettava una partita di pallacanestro? Personalmente parlando ho acceso il televisore con l’idea di vedere quello che effettivamente è stato: ragazzi di 20 anni che si divertivano a mostrare il loro talento a mezzo mondo, ma ci sta. Un minimo di analisi però ci tengo a farlo, Team World molto più concentrato e preciso degli avversari, soprattutto dall’arco, 41% a fine gara, grazie soprattutto a Hield e Bogdanovic.

Final Score: Team USA 124 – Team World 155

I migliori di ogni squadra:

Team USA: Brown 35-10 e Kuzma 20
Team World: Bogdanovic 26 e Hield 29

MVP della gara: senza ombra di dubbio Bogdan Bogdanovic.
Ho temuto a fine gara perchè Hield ne ha fatti 3 in più del serbo, ma i giudici alla fine hanno fatto la scelta giusta.

Ma ora devo spendere due paroline per l’ex Fenerbahce, perché se le merita tutte.

M’illumino di Bogdan

usa_today_10621346-0-1

Probabilmente Ungaretti si riferiva proprio a Bogdanovic quando compose questa bellissima poesia, sostituendo però a Bogdan l’aggettivo “immenso”, dal momento che Bogdanovic e immenso, si sa, sono sinonimi. Quindi Ungaretti optò proprio per l’aggettivo per concludere la poesia, rendendola molto più poetica e metaforica rispetto a un più evidente “M’illumino di Bogdan”. D’altronde i poeti sono soliti celare significati nascosti nei loro componimenti. Parentesi ironico-letteraria a parte, sono rimasto letteralmente folgorato da quel ragazzo, specialmente da quel tiro, da quel rilascio velocissimo, da quella pennellata che ha fatto incontrare pallone e retina per ben 7 volte, tra cui un trittico di triple in tre azioni consecutive a metà secondo quarto, ognuna lasciata partire da distanza sempre maggiore, con l’ultima quasi da metà campo, esattamente sopra la porzione di parquet con la stella disegnata. Al momento della terza tripla ho visto qualcosa, impossibile da spiegare a parole, qualcosa che ha ripagato il fatto che sono andato a dormire alle 5 del mattino per seguire la partita, che poi “partita” è un parolone. In quel momento tutto si è oscurato, il pubblico, i compagni, gli avversari, la partita che ha fatto schifo, c’erano solo lui, il pallone che andava dritto verso il canestro e il canestro stesso, troppo deturpato dalle mattonate degli altri giocatori, non da Bogdan però. Quel secondo e mezzo in cui veniva disegnata la parabola è stato il mio M’illumino d’immenso. M’illumino di Bogdan, appunto. La naturalezza, la compostezza del suo tiro sono proprie di un campione, un campione che ancora deve dimostrare tutto, ma sempre di un campione parliamo.

Il futuro ti sorride Bogdan, come sorridevi tu dopo ogni tripla messa a segno.

dwnsj0tx4aa4gh9-4244287232

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo

Francesco Cavallo, 19 anni, Roma. Ex-studente di liceo classico, attualmente matricola di Informatica alla Sapienza. Non tifo nessuna squadra, ma mi piace vedere il bel gioco. Amore platonico per LeBron James, per il playmaking e per i passaggi di Jason Williams. Citazioni preferite: "Limits, like fears, are often just an illusion" e "Il grande attacco dà spettacolo e porta tifosi al palazzetto, ma la grande difesa fa vincere i campionati"

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Editore ENBIEILAIF - Nacho Symbolic Associazione Culturale
P.IVA - COD. FISC. 03383520545
Direttore Responsabile testata on line: Luca Fiorucci
Server Provider: Aruba
Registro Stampa Tribunale di Perugia N°9 27/05/14
Email: info@nbalife.it

© 2018 Copyright NbaLife.it, tutti i diritti riservati