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Playoffs 2018: Raptors – Cavaliers

Toronto Raptors (59-23) vs Cleveland Cavaliers (50-32)

Numero uno che batte la numero otto e numero quattro che, seppur con fatica, riesce ad aver la meglio sulla numero cinque sfruttando il fattore campo nella gara decisiva. Cosa di più semplice si potrebbe dire per analizzare la semifinale standard che vede contrapposte quelle che alla vigilia erano considerate le due favorite a passare il turno? In realtà “è tutto molto più complesso di così” perché seppur avevamo pronostico il 4 a 2 pro Raptors, avevamo anche messo in preventivo che per i canadesi la battaglia sarebbe stata serrata contro i Wizards rinfrancati dal ritorno ad ottimi livelli del loro giocatore franchigia John Wall. C’è voluta tutta la concretezza e la capacità di Casey & Co. di mantenere il livello di gioco sugli standard della Regular Season (cosa che non era scontata viste le trasformazioni degli anni precedenti dei Raptors passando dalla RS ai PO) per sbarazzarsi di un avversario ostico ed ora sotto con il secondo turno che si preannuncia parecchio battagliero. Ad incrociare le lame ci saranno i Cleveland Cavaliers; chi solo lontanamente aveva pensato ad una serie thrilling come quella vinta dai Cavs contro i Pacers merita una menzione d’onore: eravamo tutti consapevoli della memorabile stagione dei Pacers, tutti eravamo entusiasti del loro lavoro e tutti eravamo pronti ad stringere figuarativamente la mano a coach McMillan dopo aver fatto almeno sudare la squadra reduce dalle ultime tre Finals, ma credo che neppure il migliore degli sceneggiatori sarebbe stato in grado di scrivere la trama di una serie così maledettamente equilibrata, così entusiasticamente altalenante da lasciarci con il fiato in sospeso sino all’ultimo possesso di gara sette e un ringraziamento, gli amanti del basket, lo devono ad Oladipo e compagni in grado di lasciare sul campo ogni stilla d’energia ed aver permesso loro di godere della magnificenza di LeBron già dal primo turno dei Playoffs. Non era abitudine del numero 23 dei Cavs trovare tanta opposizione fin dagli albori della Post Season, come avrete capito seguendo la cronaca in diretta, LeBron non ha mai perso un primo turno di Playoffs e ha dovuto dare fondo a gran parte del suo campionario per uscirne ancora una volta indenne e ora sotto con chi, sotto la lama del Re è perito negli ultimi due anni.

Season Series

Se dovessimo analizzare la sfida partendo dagli spunti offerti dalla regular season, dovremmo partire dal due a uno a vantaggio dei Cavs, un due a uno maturato grazie al rispetto del fattore campo. Entrambe le squadre sono state in grado, nei confronti diretti, di mantenere inviolato il parquet amico ma mentre i Raptors, nella loro unica vittoria, si sono resi protagonisti, il 12 Gennaio, di un blowout che li ha visti seppellire i Cavs sotto 34 punti di divario, le due vittorie dei Cavs sono arrivate in partite combattute che si sono chiuse rispettivamente il 22 Marzo 132-129 e il 4 Aprile 112-106. Se avete fatto caso alle date sarete stati in grado di comprendere come in realtà la serie che ci apprestiamo a vivere in questo secondo turno di playoffs ha come punti di riferimento le due partite vinte dai Cavs, in quanto la versione dei ragazzi dell’Ohio, nel primo episodio della serie di regular season, era ancora quella precedente alla rivoluzione che portato lontano dalla corte di LeBron tutto il ben di Dio portato in dote dalla cessione estiva di Kyrie Irving. Dal punto di vista numerico i  Raptors hanno avuto un Net Rating che si è attestato sull’ 8.10 nel corso della regular season per scendere a 3.50 nella serie di primo turno con un PACE pressoché inalterato mentre i Cavs sono la squadra con il Net Rating peggiore fra le squadre approdate al secondo turno, ben -4.2 che stride con il +1.0 della regular season. Decisamente calato è anche il valore del PACE dei Cavs che dai 100.6 della RS è sceso notevolmente fino ad attestarsi sui 92.92 nella serie contro Indiana.  L’analisi del PACE ci permette di scoprire il motivo che spiega la media punti tenuta durante questi PO dalle due rivali; una media punti che porta i Raptors al quarto posto fra le sedici partecipanti alla Post Season con 109.2 punti per partita alla quale si contrappone il sedicesimo e quindi ultimo posto dei Cavs con 94.9 punti a partita.

Come ci arrivano

Mentre i  Raptors arrivano a questo secondo turno proprio come avevamo immaginato ci sarebbero arrivati, forti delle loro convinzioni ma consapevoli di non essere, nonostante il primo posto ottenuto nella Regular Season, una squadra schiacciasassi come potrebbero essere i numeri uno dall’altro lato degli Stati Uniti d’America, lo stato d’animo che prevede gli uomini sotto la guida di Lue è indecifrabile. Se da un lato c’è l’entusiasmo tipico di chi esce vittorioso da una battaglia senza esclusione di colpi come è stata la serie contro i Pacers, dall’altro lato, il primo turno ha messo a nudo una volta di più che le problematiche affiorate durante tutto i corso della RS non sono svanite e non sono eliminabili  schiacciando un semplice pulsante. Non c’è la versione RS e la versione PO di questi Cavs, c’è un’unica versione aggrappata dannatamente alle capacità incommensurabili di un giocatore unico ed ingestibile da qualsiasi avversario in grado di indirizzare a piacimento l’andamento di una partita e di una serie intera.  

Matchup

Analizzando i Matchup della serie dobbiamo prescindere dal confronto tra LeBron e qualsiasi altro giocatore con la maglia dei Raptors. Non è possibile in questa serie creare un parallelismo o un antagonismo tra le due stelle di riferimento perché, nello stato attuale in cui si trova LeBron, non troveremmo un termine di paragone neanche scomodando i migliori All Time, ma possiamo quanto meno provare a tirar fuori qualche numero che sia in gradi di aiutarci. A contrapporsi al dominio di James, in grado, nelle vittorie dei Cavs contro i Pacers, di mantenere una media di 41.75 punti a partita, possono provarci  Lowry e DeRozan che sono il vero il termometro del gioco dei Rapotrs. La capacità del backcourt dei Raptors di mantenere alta la produttività in attacco, mantenendo un rapporto Assist /TO che si attesti su valori importanti potrà garantire ai canadesi di avere quella chance che nel corso degli ultimi due anni non hanno avuto contro i Cavs. Altro scontro importante sarà quello che si giocherà sotto i tabelloni: dovremmo cercare di capire se la comparsata, tra l’altro decisiva, di Tristan Thompson in gara sette di primo turno resterà tale o se il numero 13 riprenderà i definitivamente il suo posto sotto canestro. Se così dovesse essere si prospetterebbe una serie piuttosto dura per Valanciunas che, dopo aver dominato lo scontro con Gortat, dovrà dimostrare di aver raggiunto quella mentalità e quella durezza fisica messa in mostra durante l’anno anche contro un giocatore ostico come Thompson. Solito matchup dal quale non si può prescindere analizzando una serie che vede interessati i Raptors è quello che riguarda la sfida tra le panchine. Abbiamo già detto abbondantemente in serie di preview al primo turno di come la panchina dei Raptors sia stata durante la RS la migliore, in termini di efficienza, in tutta la lega e questo standard di eccellenza è stato rispettato anche nel corso della serie contro i Wizards che comunque sia hanno contrapposto una panchina alquanto produttiva. Lo scontro tra la second Unit dei Raptors e quello dei Cavs però è, numeri alla mano, impietoso nei riguardi i quest’ultimi; mentre il secondo quintetto dei Raptors è stato in grado durante l’anno di mantenere se non incrementare la produttività della squadra canadese, i pari ruolo in vinaccio e oro si sono limitati a mantenere una situazione di controllo non troppo deficitaria in attesa del ritorno in campo del paladino con la maglia numero 23.

X Factor(s)

Sarò pure banale ma non posso esimermi dal fare questa affermazione. Il fattore che può incidere sulla serie è uno e uno solo e porta un nome ed un cognome a noi piuttosto noti. Alla quindicesima stagione nella Lega LeBron ha dimostrato, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, tutto il suo talento, il suo carisma e la sua onnipotenza all’interno del terreno di gioco. Se LeBron sarà in grado di mantenere i livelli visti nelle quattro partite che si sono concluse con la vittoria dei Cavs contro i Pacers, i Cavs stessi avranno chance altissime di accedere ancora alla finale della Eastern Conference. Però c’è un però; I Raptors, a differenza dei Pacers hanno più “corpi” adatti a fronteggiare LeBron rispetto al materiale umano di cui disponevano i Pacers. Bogdanovic, Young e Sabonis, quando costretto a fronteggiarlo, nulla hanno potuto contro le penetrazioni a testa bassa del nativo di Akron, penetrazioni che hanno portato vagonate di punti nel pitturato con percentuali di realizzazione incredibilmente alte. A mio modesto parere giocatori come Anounoby, Ibaka e Siakam possono giocarsi più carte nel tentativo di limitare, caso mai questo fosse realmente possibile, l’ingresso in area di LeBron, costringendolo a pensare un po’ di più e magari ad accontentarsi di qualche jumper di troppo. Un fattore decisivo poterebbe essere Kevin Love, che tornando a livelli più consoni alla sua carriera rispetto a quanto mostrato nella serie contro i Pacers, potrebbe innalzarsi a ago della bilancia a favore dei Cavs; di certo se, come nel turno precedente, si limiterà ad avere una partecipazione periferica allo scontro, il suo apporto sarà un fattore pro Raptors ma se è vero che i duri cominciano a giocare quando il gioco si fa duro, allora per Love è arrivato il momento di ricordare a tutti di che pasta è fatto. Da lato dei Raptors i fattori decisivi saranno da un lato la capacità di DeRozan di poter continuare la sua parabola evolutiva nel gioco che lo ha portato a fare delle sezioni di tiro molto più accurate e più efficaci rispetto al passato e dall’altro lato il solito contributo della panchina; se i vari Van Vleet, Wright, Siakam, Poeltl e Powell riusciranno a mantenere inalterati i loro standard senza subire la pressione del momento decisivo a cui vanno incontro i Raptros vedranno alzarsi le percentuali di riuscita del loro progetto chiamato Finals.

X Stats

Abbiamo già parlato delle difficoltà riscontrate dai Raptors contro le squadre con un record al di sopra del 50% e questo scontro con i Cavs sarà un banco di prova fondamentale per capire fin dove il progetto canadese può spingersi. Innanzi tutto la statistica di riferimento dei Raptors dev’essere quella del controllo dei tabelloni: i canadesi nel corso della mini serie contro i Cavs durante la RS hanno avuto la meglio sotto canestro e il dominio esercitato in questo senso, sia a rimbalzo che nei punti nel pitturato, anche nella serie contro i Wizards, sarà un elemento di vitale importanza. Indicativa dell’andamento della serie sarà la percentuale di realizzazione dall’arco delle due squadre. I Cavs, nella serie contro i Pacers, sono andati sotto nel punteggio ogni qualvolta hanno visto le loro percentuali nel tiro da tre punti scendere drasticamente attorno al 31 % e non è un caso che l’unica vittoria con percentuali così basse dall’arco dei Cavs sia arrivata in gara 5 grazie alla doppia giocata stoppata (irregolare) + tripla decisiva di James sul filo di lana.  Una statistica curiosa riguarda il  giocatore più decisivo di questi Playoffs; LeBron, che  nel coro del primo turno si attesta sui 41.2 minuti a partita, dietro solo a Paul George, con un USG del 34.5% e una percentuale di assistenze pari a 53.5 %  ha a referto un Plus/Minus di -4.0.

History Series

Di certo non stiamo parlando di una rivalità storica e particolarmente sentita come potrebbe essere quella tra Lakers e Boston ma nelle ultime due stagioni il confronto diretto tra Cavs e Raptors ha acceso una saga che ora, al terzo episodio, si fa sempre più interessante. A dir la verità nel 2016 e nel 2017 i giochi sembravano molto più scontati di quello che ci si può attendere dalla serie prossima ventura; il 4 a 2 di due anni fa è molto più netto di quello che potrebbe sembrare ad un occhio poco attento e il 4 a 0 dello scorso anno ne è stata una conferma. Di certo quest’anno i tifosi dei Raptors si aspettano molta più bagarre e i presupposti per una serie di livello ci sono tutti.

Pronostico

Come di consueto per le preview di NbaLife.it siamo arrivati al termine e al momento più insidioso, quello del pronostico. Se l’analisi di tutti i numeri messi a referto dalle squadre nel corso della stagione, primo turno compreso, basterebbe a spiegare una serie di PO NBA non avrei nessuna esitazione a sbilanciarmi a favore dei Raptors ma quell’impercettibile dettaglio legato al fatto che con i Cavs giochi uno dei primi tre giocatori della storia del gioco, fa pendere l’ago della mia personalissima bilancia a favore dei Cleveland Cavaliers. Non me ne vogliano i tifosi di Toronto ma credo che i Cavs, una volta superato lo spavento Pacers, viaggeranno diretti verso l’ennesima finale di Conference.

Raptors – Cavaliers  2-4

Cleveland Cavaliers v Toronto Raptors

Francesco Rivano

Francesco Rivano

Nato il 12/11/1980 a Iglesias, nel profondo Sud della Sardegna e cresciuto a Carloforte, mi sono laureato in Economia e Commercio nel 2007 trovando successivamente un impiego nell'ambito della gestione contabile. Calciatore e calciofilo fin da tenera età ho militato nella squadra del mio paese per 15 anni. Nel 2000 sono stato folgorato come Paolo sulla via di Damasco e mi sono convertito al basket. Il mio personalissimo Messia ha un nome e un cognome: Allen Iverson. Attualmente mi occupo di intermediazione immobiliare ma la più grande passione rimane la palla a spicchi color arancio e narrare le vicende della NBA e dei suoi protagonisti è la mia massima espressione di libertà e divertimento.

 

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